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Rata della rottamazione dimenticata: cosa fare?

1 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 ottobre 2017



Vediamo cosa fare se è stata scordata una rata della rottamazione o se non è stato pagato l’importo corretto.

Siamo arrivati alla seconda scadenza della rottamazione delle cartelle esattoriali. Considerato che il termine ufficiale del 30 settembre cade di sabato, c’è tempo fino al 2 ottobre per pagare la seconda rata. Ma vale la pena continuare a pagare se non è stato fatto correttamente il versamento di luglio? Come comportarsi se si è già verificata la decadenza? Vediamo alcuni casi pratici.

Quando si decade dalla rottamazione?

Dalla rottamazione delle cartelle, tecnicamente chiamata definizione agevolata dei ruoli [1], si decade se:

  • non si paga una rata;
  • si paga la rata in ritardo rispetto alle scadenze;
  • si paga un importo inferiore rispetto a quello comunicato dall’agente della riscossione.

Con la rottamazione ho perso la mia vecchia rateazione?

La sola presentazione della domanda di rottamazione non comporta la revoca dei vecchi piani di rateazione ordinari [2].

Infatti la revoca si verifica solo se è stata pagata la prima rata della rottamazione (per intenderci quella del 31 luglio 2017).

Quindi:

  • chi ha pagato la prima rata della rottamazione non può riprendere il vecchio piano di dilazione, automaticamente revocato;
  • chi a luglio non ha pagato la prima rata o l’unica rata della rottamazione delle cartelle, potrà riprendere la propria vecchia rateazione.

Posso riprendere la vecchia rateazione in qualsiasi momento?

La risposta, come abbiamo visto, è no. La scelta andava fatta a luglio.  Per chi ha scelto di pagare la rata di luglio non sono ammessi ripensamenti, perché la precedente dilazione è stata revocata in automatico.

Questo significa che in caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento di una delle rate della rottamazione diverse dalla prima, il contribuente non potrà riprendere i pagamenti della precedente dilazione.

Sono ancora in tempo per riprendere la vecchia rateazione?

Come abbiamo detto, i contribuenti che, dopo aver fatto domanda di definizione agevolata della cartelle, non hanno provveduto a pagare la scadenza di luglio, possono recuperare la rateazione che avevano in precedenza.

Bisogna considerare che, per le precedenti dilazioni, i pagamenti sono stati sospesi dal momento di presentazione della domanda di rottamazione fino a luglio 2017.

Quindi i vecchi piani di rateazione andavano ripresi proprio a luglio 2017, quando andava confermata o abbandonata la scelta di rottamare il debito.

In ogni caso, c’è ancora tempo per riprendere la vecchia rateazione. Infatti, in base alle regole generali, dalla rateazione ordinaria si decade solo dopo aver saltato cinque rate, anche non consecutive.

Ad esempio, riprendendo la vecchia rateazione ad ottobre 2017 non c’è decadenza, perché saranno saltate solo le tre rate di luglio, agosto e settembre (a condizione di non aver saltato più di una rata negli anni passati).

Posso chiedere una nuova rateazione se sono decaduto?

La regola generale è che il contribuente, che decade dalla rottamazione delle cartelle, non può più rateizzare il debito.

In effetti c’è una eccezione al divieto di nuove dilazioni.

Possono chiedere una nuova rateazione, nonostante la decadenza, i contribuenti che:

  • hanno presentato la domanda di definizione agevolata entro sessanta giorni dalla notifica della cartella;
  • non avevano richiesto alcuna rateazione alla data del 3 dicembre 2016 (giorno in cui è entrata in vigore la legge di conversione del decreto-legge sulla rottamazione).

Solo questi contribuenti possono chiedere una nuova rateazione in qualsiasi momento, quindi abbandonando una rottamazione già iniziata, anche in occasione delle rate successive alla prima.

Cosa succede se decade la rottamazione?

La rottamazione si perfeziona solo con il pagamento tempestivo di tutte le rate o dell’unica rata.

Quindi il debito rottamato potrà considerarsi estinto solo con il versamento dell’ultima rata (la quinta scadrà il 30 settembre 2018).

In caso contrario la rottamazione deve considerarsi inefficace. Di conseguenza:

  • il debito torna ad essere quello originario, quindi torna l’obbligo di pagare sanzioni, interessi di mora e aggio in misura piena;
  • l’agente della riscossione può chiedere l’integrale pagamento, e quindi può notificare intimazioni di pagamento, preavvisi di fermo amministrativo, comunicazioni preventive all’ipoteca e pignoramenti;
  • non si può chiedere il rimborso di quanto pagato, che viene trattenuto dall’agente della riscossione a titolo di acconto sul debito complessivo;
  • riprendono a correre i termini di prescrizione e decadenza.

Cosa posso fare se sono decaduto?

Per la maggior parte dei contribuenti decaduti non sarà possibile chiedere nuove rateazioni.

Quindi le alternative sono:

  • pagare integralmente tutto il debito con l’agente della riscossione;
  • aspettare la notifica di un atto successivo, per contestare eventuali vizi della procedura o la prescrizione nel frattempo maturata.

Infine, poichè è allo studio una nuova rottamazione, potrebbero essere riaperti i termini per i contribuenti decaduti.

note

[1] Art. 6 D.L. 22.10.2016 n. 193.

[2] Si tratta delle rateazioni concesse dall’Agente della riscossione ai sensi dell’art. 19 D.P.R. 29.09.1973 n. 602.


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