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Cassonetti della spazzatura sotto le finestre: che fare?

1 ottobre 2017


Cassonetti della spazzatura sotto le finestre: che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 ottobre 2017



Ci si può opporre alla volontà dell’assemblea di posizionare i cassonetti dell’immondizia proprio vicino il proprio appartamento.

Immaginiamo un condominio costituito da più palazzi, comprensivo di un giardinetto, magari delimitato da sbarre. I bidoni della spazzatura vengono collocati in un angolo, quello più vicino a tutti gli stabili, dimodoché non risulti più comodo solo per alcuni condomini e non per altri. Su quest’angolo, però, affacciano proprio le finestre di alcuni proprietari che, ovviamente, a causa di questo motivo, lamentano la perdita di panorama e di aria (impossibile aprire le finestre quando tutti hanno provveduto a depositare i propri sacchetti dei rifiuti). Che fare in questi casi? Ci si può opporre alla volontà dell’assemblea di collocare i bidoni dell’immondizia in una specifica posizione? E come tutelarsi? La risposta viene, per certi versi, suggerita da una recente sentenza della Cassazione [1] che spiega quale mezzo processuale utilizzare in tali casi. Ma procediamo con ordine e vediamo che fare con i cassonetti della spazzatura sotto le finestre.

Chi decide dove mettere i bidoni dell’immondizia?

Se i bidoni della spazzatura si trovano sul marciapiedi o ai margini della strada pubblica è il Comune che decide dove collocarli. In questo però non ha un margine di discrezionalità totale. Anche l’amministrazione deve infatti rispettare la norma del codice civile [2] secondo cui le immissioni di odori non possono eccedere la normale tollerabilità. Diversamente, il privato può ottenere (con urgenza) un ordine di rimozione da parte del tribunale.

Se invece i cassonetti dell’immondizia si trovano collocati sullo spiazzo o sul giardino condominiale, bisogna innanzitutto vedere cosa prescrive il regolamento di condominio. Ci sono poche chance se il regolamento è stato approvato all’unanimità. Attenzione: il regolamento può essere approvato all’unanimità anche quando tutti i condomini lo hanno accettato davanti al notaio, singolarmente, all’atto di acquisto dell’immobile (si parla a riguardo di «regolamento contrattuale»).

Se il regolamento di condominio non specifica dove posizionare i bidoni della spazzatura, allora è l’assemblea a decidere secondo la maggioranza semplice: ossia col 50%+1 degli intervenuti che rappresentano almeno la metà dei valori millesimali dell’edificio.

Anche in questo caso, l’assemblea non può decidere a discapito di uno solo dei condomini, posizionando i cassonetti proprio sotto la sua finestra se gli odori sono talmente forti da rendersi «contrari alla normale tollerabilità». In altre parole, si può opporre chi è costretto a tenere i vetri chiusi per non fare entrare gli odori sgradevoli. La norma del codice civile [2] che tutela dalle immissioni moleste, parla solo di odori, ossia di esalazioni (non solo della spazzatura); non tutela però il paesaggio o la vista. Per cui, se il fastidio è solo relativo all’affaccio, ben poca cosa potrà fare il condomino, salvo che questi si trovi al primo piano ed, aprendo le finestre, la prima cosa che vede sono proprio i sacchetti dell’immondizia.

Come far togliere i cassonetti della spazzatura sotto casa propria

Quando il cassonetto è troppo vicino alle finestre, insieme all’ordine di allontanamento dei cassonetti, il proprietario può ottenere dal tribunale anche il risarcimento del danno. Ma vediamo a quale giudice rivolgersi. Una recente sentenza della Cassazione ha spiegato che, per tutte le controversie tra i condomini che hanno ad oggetto le immissioni intollerabili (come appunto la puzza della spazzatura) è competente il giudice di pace, a prescindere dal valore della causa ed anche se l’oggetto della richiesta contiene il risarcimento del danno. Tuttavia, se la domanda mira a ottenere il rispetto di una clausola del regolamento condominiale la competenza è del tribunale.

note

[1] Cass. ord. n. 22730/17 del 28.09.2017. 

[2] Art. 844 cod. civ. La norma  sancisce, al primo comma, che «Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi». Tale norma trova applicazione tutte le volte in cui l’immissione impedisce al proprietario di godere in modo pieno e pacifico del proprio bene.


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