Professionisti, nuovo anticipo pensionistico

30 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 settembre 2017



I professionisti con contributi in gestioni diverse potranno ottenere un anticipo pensionistico dall’Inps prima di perfezionare i requisiti della pensione con cumulo.

 

Pensione anticipata, ma a metà, per i professionisti che usufruiscono del cumulo dei contributi: è quanto emerge dai chiarimenti forniti dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, in occasione del Festival del lavoro di Torino.

Ad oggi la possibilità, prevista dalla Legge di bilancio 2017 [1], di cumulare gratuitamente i contributi presenti nelle casse professionali con i contributi delle altre gestioni è “congelata”, in attesa della normativa attuativa: il presidente Inps ha però chiarito che non è indispensabile una nuova norma per rendere operativo il cumulo, ma è sufficiente una circolare attuativa, che peraltro sarà pronta entro l’inizio della prossima settimana.

Resta però un altro problema da risolvere in merito al cumulo, cioè che cosa fare quando la cassa professionale e l’Inps prevedono requisiti per la pensione diversi: a tal proposito, è stata trovata una soluzione che consiste in una sorta di anticipo pensionistico erogato dall’Inps fino alla maturazione di tutti i requisiti per la pensione.

Ma procediamo per ordine, partendo da quello che la normativa attuale dispone in merito al cumulo, per poi capire come funzionerà il nuovo anticipo pensionistico per i professionisti.

Come funziona il cumulo per i professionisti

Il cumulo per i professionisti consente di sommare gratuitamente i contributi presenti nelle casse professionali con quelli presenti nelle altre gestioni che fanno capo all’Inps (ad esempio fondo pensione lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, gestione separata, Inpdap).

I contributi, però, si sommano ai soli fini del diritto e non della misura della pensione: per quanto riguarda l’ammontare della prestazione, difatti, ogni gestione liquida la sua quota.

Col cumulo si possono ottenere la pensione di vecchiaia, la pensione d’inabilità, la pensione ai superstiti e quella anticipata. Sono dunque escluse le varie tipologie di pensione di anzianità previste dalle casse dei liberi professionisti

Quando cassa professionale e Inps prevedono requisiti diversi per la pensione

La legge di bilancio 2017 dispone che il cumulo può essere raggiunto con i requisiti per la pensione previsti dalla Legge Fornero [2], assoggettati agli adeguamenti automatici alla speranza di vita, cioè:

  • per quanto riguarda la pensione anticipata, con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne (sommando, ovviamente, la contribuzione presente in tutte le casse);
  • per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, con 66 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi.

In base al tenore letterale della norma, sembrerebbe dunque che il professionista possa ottenere la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi con 20 anni di contributi anche se la cassa professionale prevede requisiti più severi. Questo, però, determinerebbe un aggravio di spesa per le gestioni dei liberi professionisti, che devono garantire la sostenibilità a lungo termine.

Inoltre, la Legge di bilancio 2017 non regolamenta il cumulo in modo completo, ma deve essere coordinata con la legge che ha istituito il cumulo per la prima volta, la Legge finanziaria 2013 [3]: secondo questa norma, quando i requisiti per la pensione sono diversi devono essere applicati quelli più severi.

Gli esperti di previdenza ritenevano dunque che questa norma valesse anche per il cumulo dei liberi professionisti, che quindi avrebbero potuto ottenere la pensione soltanto dopo il perfezionamento dei requisiti utili in tutte le casse di appartenenza.

L’Inps, però, come anticipato, ha prospettato una soluzione più favorevole ai professionisti, che possono ottenere un anticipo pensionistico dall’istituto in attesa di maturare tutti i requisiti utili alla pensione nelle altre casse.

Anticipo pensionistico per i professionisti con contributi in casse diverse

Nel dettaglio, l’anticipo pensionistico per i professionisti che beneficiano del cumulo dovrebbe funzionare in questo modo: se i requisiti anagrafici per la pensione sono differenti, il cumulo può essere comunque utilizzato subito per ottenere il diritto alla pensione. Per quanto riguarda l’importo della pensione, l’Inps versa l’assegno di sua competenza appena si raggiungono i relativi requisiti, mentre la cassa professionale erogherà la sua quota di pensione una volta che l’interessato avrà maturato il requisito richiesto nella specifica gestione.

L’assegno corrisposto dall’Inps non sarà, però, una pensione a tutti gli effetti, ma un anticipo pensionistico che avrà dei punti in comune con l’Ape: proprio come avviene per l’Ape non saranno erogate, difatti, quattordicesima, integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali, per non determinare un appesantimento dei conti.

I dettagli di questo nuovo anticipo della pensione, in ogni caso, saranno contenuti nella circolare che sarà emanata la prossima settimana; la circolare, a sua volta, dovrebbe essere “ripresa” dalla prossima legge di bilancio.

note

[1] L. 232/2016.

[2] D.l. 201/2011.

[3] L. 228/2012.

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