Diritto e Fisco | Editoriale

Consigli su come comportarsi coi soci in affari

1 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 ottobre 2017



Non è dai soci che ci si deve difendere; chi antepone il proprio “io” al bene del gruppo e pensa a erigere barricate nei confronti dei partner in affari ha già perso in partenza.

In Italia, gran parte delle imprese falliscono per difficoltà interne e litigi tra i soci piuttosto che per colpa della concorrenza. Ho assistito a lunghe discussioni, durate settimane, a volte mesi, prima di costituire gruppi di lavoro e partnership. Gli errori che si commettono sono sempre gli stessi. Il primo: si spende un gran quantitativo di tempo ed energie per fissare patti, paletti e difese dai propri stessi soci e, con diffidenza, si pensa che i veri antagonisti siano loro e non il mercato. Il secondo: si guarda spesso alla “minestra del giorno” piuttosto che alla provvista per l’inverno, anteponendo il proprio «io» al bene del gruppo.

I due racconti che sto per narrare esprimono, con una ironica e triste metafora, questi due grossi difetti comportamentali.

I tuoi soci sono amici, non rivali

Un uomo ottenne in regalo, da un’altra persona, 100 mattoni affinché potesse costruirsi una casa vicino alla sua. Si trattava di un ampio terreno in piena campagna confinante solo con l’abitazione del compagno. La prima cosa a cui pensò, però, fu di difendere la propria privacy dal vicino; così utilizzò una parte dei mattoni che gli erano stati dati per erigere un muro di confine che separasse la sua proprietà da quella di quest’ultimo. Poi, temendo che il vicino potesse spiarlo dentro casa, utilizzò un’altra parte dei mattoni per murare le finestre dal lato comune. Infine, sospettando che il confinante potesse scavalcare il muro, decise di usare un’altra parte ancora di mattoni per rinforzare quella stessa parete. Così facendo però non gli rimasero i mattoni necessari a completare le altre tre facciate della casa. La notte arrivarono i ladri e si portarono via tutti i suoi averi.

Se l’uomo, piuttosto che pensare a costruire barricate, avesse stretto una sincera alleanza col vicino, avrebbe potuto costruire la sua casa in aderenza al muro di quest’ultimo – che, del resto, già esisteva -potendo così impiegare più mattoni per difendersi dai malintenzionati.

Non difendere il tuo piccolo guadagno, ma pensa a quello della società

Tre contadini di Tropea decisero di riempire una barchetta di cipolle per attraversare lo stretto di Messina e andarle a venderle nella vicina Sicilia, dividendo i ricavi. A metà traversata una delle cipolle, quella collocata sull’apice della grossa “montagnella”, cadde in mare. Uno dei tre contadini decise di buttarsi per riprenderla. Pensò che, così facendo, non avrebbe dovuto dividere con gli altri due il ricavato di quella cipolla, essendo suo il merito del ripescaggio. Tuttavia lo sfortunato non riemerse dalle acque, trascinato via dalla corrente.

Uno degli altri due contadini, vedendo che l’amico non era più tornato, pensò con diffidenza che questi li stava truffando per speculare sulla cipolla caduta nello stretto. Così si buttò anche lui in mare per raggiungerlo. Ma neanche lui riemerse.

Il terzo contadino rimase da solo con tutta la barca piena di cipolle. Ma anziché andarle a vendere da solo e arricchirsi pensò: «Quei due erano d’accordo già dall’inizio del viaggio: avevano intenzione di fregarmi per spartirsi il ricavato della cipolla. Ma io sono più furbo di loro. Mi butterò anch’io in mare, così dovranno dividere con me il relativo prezzo». Invece, dopo il tuffo, neanche lui riemerse. Riaffiorò invece la cipolla che prima era caduta. Mentre la barca, con tutto il carico, andò alla deriva.


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