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Notifica via pec dopo le ore 21

2 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 ottobre 2017



Ore 21: orario limite per le notifiche a mezzo posta elettronica certificata.

La notifica a mezzo posta elettronica certificata dopo le ore 21 è come se avvenisse alle ore 7 del giorno successivo. Questa regola è particolarmente rilevante per le notifiche degli atti giudiziari e delle impugnazioni che devono essere svolte entro un termine di decadenza. Si rischia infatti di vedersi dichiarare inammissibile un’azione legale perché notificata, sì entro la mezzanotte dell’ultimo giorno utile (e quindi in tempo da calendario), ma oltre l’orario consentito dalla legge.

Per esempio la Cassazione [1] ha ritenuto inammissibile un appello perché notificato via pec alla controparte intorno alle 23.30 dell’ultimo giorno prima della scadenza.

La regola generale è che la notifica a mezzo pec si perfeziona, per il soggetto notificante, nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione e per il destinatario, nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna.

Tuttavia, anche alle notifiche telematiche si applica la regola sui tempi di notificazione prevista per la notifica tradizionale (a mani o a mezzo posta tramite ufficiale giudiziario) [2]. Quest’ultima prevede che le notificazioni non possono farsi prima delle ore 7 e dopo le ore 21 [3].

La legge non prevede, con riguardo ai tempi di notifica via pec, la scissione tra il momento di perfezionamento della notifica per il notificante ed il tempo di perfezionamento della notifica per il destinatario.

Si riscontrano tuttavia alcune pronunce che, discontandosi dall’orientamento maggioritario, sostengono che per il notificante la notifica via pec si perfezioni comunque nella stessa giornata.

Da ultimo la Corte di Appello di Firenze [4] ha ritenuto che per le notifiche effettuate dall’avvocato tramite PEC, debba ritenersi operativa la scissione dell’efficacia della notifica per il notificante e per il destinatario: per il primo la notifica deve intendersi perfezionata nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione, mentre il destinatario, la notifica deve intendersi perfezionata nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna. Dunque secondo quest’ultima pronuncia, la regola secondo la quale dopo le ore 21 si perfeziona alle ore 7 del giorno successivo, vale solo con riferimento al “destinatario” della notifica stessa.

Di certo, al di là delle interpretazioni letterali delle disposizioni normative, la questione dell’applicabilità degli “orari di notifica” alla notifica a mezzo pec potrebbe forse risolversi guardando alle ragioni tutelate dal legislatore. Il divieto della notifica prima delle 7 di mattina e dopo le 21 di sera ha il suo fondamento nell’esigenza di tutelare il riposo e la tranquillità del destinatario e degli addetti alla consegna.

Occorre allora chiedersi: la pec inviata dopo le 21 può pregiudicare il riposo e la tranquillità del destinatario al pari di una “visita” dell’ufficiale giudiziario o del postino che consegna la famosa busta verde?

note

[1] Cass. sent. n. 8886/2016.

[2] Art. 16 septies D.l. 179/2012.

[3] Art. 147 cod. proc. civ.

[4] C. App. Firenze, sent. n. 189/2017.

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