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Le Guide Chi eredita la pensione

Le Guide Pubblicato il 2 ottobre 2017

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> Le Guide Pubblicato il 2 ottobre 2017

Pensione ai superstiti: ordine di successione dei familiari.

I familiari del defunto ereditano i diritti previdenziali di quest’ultimo e in particolare beneficiano della cosiddetta pensione ai superstiti che si distingue in:

  • pensione di reversibilità: quando il de cuius era titolare di pensione diretta o in corso di liquidazione;
  • pensione indiretta: quando il lavoratore deceduto aveva maturato 15 anni di assicurazione e di contribuzione (oppure 780 contributi settimanali) o cinque anni di assicurazione e contribuzione (oppure 260 contributi settimanali), di cui almeno tre anni (oppure 156 contributi settimanali) nel quinquennio precedente la data del decesso.

Chi eredita la pensione: coniuge e figli

Hanno diritto alla pensione superstiti:

  1. il coniuge, anche se separato legalmente;
  2. il coniuge divorziato a condizione che sia titolare dell’assegno periodico divorzile, che non sia passato a nuove nozze e che la data di inizio del rapporto assicurativo del defunto sia anteriore alla data della sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Il coniuge che passa a nuove nozze perde il diritto alla pensione ai superstiti, ma ha diritto a un assegno una-tantum pari a due annualità della quota di pensione in pagamento, compresa la tredicesima mensilità, nella misura spettante alla data del nuovo matrimonio. Nel caso in cui il dante causa abbia contratto nuovo matrimonio dopo il divorzio, le quote spettanti al coniuge superstite e al coniuge divorziato sono stabilite con sentenza dal Tribunale;
  3. il partner nell’unione civile;
  4. i figli ed equiparati [1] che alla data di decesso dell’assicurato o del pensionato non abbiano superato il 18° anno di età o, indipendentemente dall’età, siano riconosciuti inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di quest’ultimo. Per i figli ed equiparati studenti che non prestino lavoro retribuito e siano a carico del genitore defunto al momento della morte, il limite di 18 anni è elevato a 21 anni in caso di frequenza di scuola media o professionale e a tutta la durata del corso di laurea, ma non oltre al 26° anno di età, in caso di frequenza dell’università;
  5. i figli ed equiparati studenti che, alla data della morte del dante causa, prestino lavoro retribuito dal quale derivi un reddito annuo inferiore al trattamento minimo annuo di pensione previsto dall’Assicurazione Generale Obbligatoria maggiorato del 30% e riparametrato al periodo di svolgimento dell’attività lavorativa.

Chi eredita la pensione se mancano coniuge e figli

In assenza del coniuge e dei figli o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, il diritto al trattamento pensionistico è riconosciuto ai genitori dell’assicurato o pensionato che, al momento della morte di quest’ultimo, abbiano compiuto il 65° anno di età, non siano titolari di pensione e risultino a carico del lavoratore deceduto.

In assenza del coniuge, dei figli o del genitore o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, il diritto al trattamento pensionistico è riconosciuto ai fratelli celibi e sorelle nubili dell’assicurato o pensionato che al momento della morte di quest’ultimo siano inabili al lavoro, non siano titolari di pensione, siano a carico del lavoratore deceduto.

Il superstite viene considerato a carico del defunto al sussistere delle condizioni di non autosufficienza economica o di mantenimento abituale. Per la verifica delle condizioni di non autosufficienza economica e mantenimento abituale assume particolare rilievo la convivenza del superstite con il defunto.

note

[1]  Sono considerati figli ed equiparati: i figli adottivi e affiliati del lavoratore deceduto; i figli del deceduto riconosciuti o giudizialmente dichiarati; i figli non riconoscibili dal deceduto per i quali questi era tenuto al mantenimento o agli alimenti in virtù di sentenza, nei casi previsti dall’articolo 279 del codice civile; i figli non riconoscibili dal deceduto che nella successione del genitore hanno ottenuto il riconoscimento del diritto all’assegno vitalizio, ai sensi degli articoli 580 e 594 del codice civile; i figli nati dal precedente matrimonio del coniuge del deceduto; i figli riconosciuti, o giudizialmente dichiarati, dal coniuge del deceduto; i minori regolarmente affidati dagli organi competenti a norme di legge; i nipoti minori, anche se non formalmente affidati, dei quali risulti provata la vivenza a carico degli ascendenti; i figli postumi, nati entro il 13° giorno dalla data di decesso del padre.


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2 Commenti

  1. Un padre pensionato può rinunciare alla propria pensione per accettare quella del figlio defunto, celibe e senza figli, se la pensione del de cuius è più vantaggiosa?

  2. Perfetto quindi io che non ho figli disabili ne minorenni non ho famigliari a carico ne sorelle o fratelli senza reddito tutti i soldi che ho dato per la mia futura pensione all’INPS se vado a miglio vita a chi vanno??? Allo stato?? Giustamente non verso piu’ nulla dopo 30 anni di lavoro autonomo me la faccio altrove la pensione almeno con la mia morte andranno a mia figlia . maledetti ci obbligano a versare e poi se la incassano loro . Io non sono sposata ne divorziata con assegno ho figlia e fratelli sani non minorenni . Che stato di cacca. Almeno una una tantum ai figli dovrebbero darla anche se sani e maggiorenni con reddito visto che sono tanti soldi versati dal genitore .

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