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Lo sai che? È legale fotografare la proprietà del vicino?

Lo sai che? Pubblicato il 6 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 novembre 2017

È legale fotografe dall’esterno l’abitazione di un vicino, purché non venga lesa la sua privacy.

In principio era la macchina fotografica: uno scatto e poi via a sviluppare il rullino nella camera oscura. Poi subentrò la macchina digitale e, infine, lo smartphone, dalle potenzialità illimitate. Per fotografare una persona o una farfalla che si posa su un fiore non dobbiamo fare altro che prendere il nostro cellulare e immortalare la scena. Peccato che all’aumento vertiginoso degli scatti digitali abbia fatto seguito un deciso abbassamento della qualità delle cose oggetto di ripresa. Il problema che vogliamo affrontare con questo articolo, però, non è l’allarmante diffusione di selfie o di pietanze immortalate, bensì la possibilità che la privacy di ognuno di noi possa essere violata da chi fotografi la nostra abitazione senza consenso. Quindi, se un passante fotografa il nostro balcone ritenendo che sia quello dal quale si è affacciata Giulietta, è naturale porsi una domanda: è legale fotografare la proprietà del vicino?

Il reato di interferenze illecite nella vita privata

Il codice penale punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata che si svolge nei luoghi di privata dimora, ivi comprese le pertinenze (garage, rimessa, ecc.). Alla stessa pena soggiace chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi sopra indicati [1]. Ora, è evidente che negli strumenti di ripresa visiva rientra senza dubbio anche la fotografia. La norma, posta a tutela della privacy, è però molto chiara nel proteggere solamente la vita privata all’interno delle abitazioni, cioè tra le mura di casa.

Fotografare: si può, ma dall’esterno

Dalla disposizione appena riportata si capisce immediatamente che le fotografie (ma lo stesso dicasi per le videoriprese) scattate alla proprietà del vicino, quando non superino le mura esterne, cioè quando non invadano la vita privata della persona, sono assolutamente legali. In altre parole, il divieto riguarda solo ciò che è nascosto alla vista. Anche secondo la Corte di Cassazione  non ricorre il reato di interferenze illecite nella vita privata quando il vicino abbia protetto la propria dimora da occhi indiscreti come, per esempio, con delle tende. Insomma: quel che è pubblico (come la facciata dell’abitazione) può essere oggetto di riprese fotografiche e filmati. La tutela della proprietà è pertanto limitata a ciò che si compie in luoghi di privata dimora in condizioni tali da renderlo tendenzialmente non visibile ad estranei. Il titolare del domicilio non può recriminare nulla se le sue azioni, pur svolgendosi all’interno della privata dimora, possono essere liberamente osservate dall’esterno senza ricorrere a particolari accorgimenti [2]: emblematico è l’esempio di chi si spogli mettendosi in bella mostra davanti alla finestra spalancata. In questo caso, non c’è ragione di tutelare la riservatezza se l’interessato si è volontariamente esposto alla vista della collettività.

Fotografare per tutelare un proprio diritto o per denunciare un illecito

Un’ipotesi particolare è quella di chi fotografa la proprietà del vicino per tutelare un proprio diritto oppure per dimostrarne un illecito: classico è il caso dell’abuso edilizio. La Suprema Corte ha stabilito che non viola la privacy chi effettua riprese fotografiche o filmati dell’attività edificatoria in corso nella proprietà del vicino: la fattispecie concreta era quella della costruzione di un manufatto in prossimità del confine tra due abitazioni che sembrava non rispettare le prescrizioni urbanistiche e civilistiche [3]. Se, infatti, non c’è interferenza illecita nella vita privata riguardo alle riprese pure e semplici dell’altrui abitazione, tanto più ciò vale se l’occhio della telecamera è diretto a riprendere possibili illeciti come, appunto, un abuso edilizio.

Allo stesso modo, in ambito condominiale, la Suprema Corte ha detto che, se scopo del comportamento non è quello di arrecare disturbo alle persone fotografate bensì di acquisire prove delle violazioni del regolamento di condominio, agendo per la tutela dei propri diritti, non sussiste alcun reato. È però necessario non attivare un sistema di videosorveglianza continuo e prolungato sulla proprietà altrui, nel qual caso infatti si passerebbe dalla ragione al torto. La condotta di filmare e fotografare il vicino, infatti, non deve essere abituale [4].

note

[1] Art. 615-bis, cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 18035/2012 del 11.05.2012.

[3] Cass., sent. n. 25453/2011 del 24 giugno 2011.

[4] Cass., sent. n. 18539/2017.


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