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Versamenti volontari Inps: cosa sono?

3 ottobre 2017 | Autore:


> Che significa? Pubblicato il 3 ottobre 2017



Diritto alla pensione senza lavorare

Il lavoratore che presenti domanda all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS), può essere ammesso al versamento volontario dei contributi, al fine di raggiungere il diritto alla pensione, o laddove tale diritto sia già raggiunto, al fine di avere un incremento della pensione.

Se in possesso dei requisiti richiesti, il lavoratore potrà colmare le lacune contributive nei periodi in cui non ha svolto alcun tipo di attività lavorativa dipendente o autonoma (compresa quella parasubordinata), quelli in cui si è messo in aspettativa non retribuita per motivi familiari o di studio, o in cui ha lavorato con contratto part-time.

 Gli aventi diritto

Hanno diritto al versamento dei contributi volontari solo i soggetti che avendone i requisiti, abbiano presentato domanda all’INPS.

Ovvero i lavoratori che hanno cessato o interrotto l’attività di lavoro che ha originato l’obbligo assicurativo, come:

  • I dipendenti e autonomi a condizione che non siano iscritti all’INPS o ad altre forme di previdenza;
  • I parasubordinati a condizione che non siano iscritti alla Gestione Separata o ad altre forme di previdenza obbligatoria;
  • I liberi professionisti a condizione che non siano iscritti all’apposita Cassa di previdenza o ad altre forme di previdenza obbligatoria;
  • i lavoratori dei fondi speciali di previdenza (telefonici, elettrici, personale di volo, ecc.) purché non iscritti ai rispettivi Fondi o ad altra forma di previdenza obbligatoria;
  • i titolari di assegno ordinario di invalidità o di pensione indiretta (ai superstiti o reversibilità).

O i lavoratori subordinati o autonomi (commercianti, artigiani) che non abbiano cessato il rapporto di lavoro, nel caso di:

  • sospensione dal lavoro anche per periodi brevi se sono assimilabili all’interruzione o cessazione del lavoro (es.: l’aspettativa per motivi di famiglia);
  • sospensione o interruzione del rapporto di lavoro previsti da norme di legge o disposizioni contrattuali successive al 31 dicembre 1996 (es.: congedi per formazione, congedi per gravi e documentati motivi familiari, aspettativa non retribuita per motivi privati o malattia, sciopero, interruzione del rapporto di lavoro con conservazione del posto per servizio militare, ecc.) in alternativa alla possibilità di riscatto [1];
  • attività svolta con contratto di lavoro part-time se effettuato a copertura o a integrazione dei periodi di attività lavorativa svolta a orario ridotto;
  • integrazione dei versamenti per attività lavorativa svolta nel settore agricolo con iscrizione per meno di 270 giornate complessive di contribuzione effettiva e figurativa nel corso dell’anno.

Nonché:

  • i lavoratori e i pensionati iscritti a forme di previdenza diverse da quelle dell’INPS, autorizzati prima del 1° luglio 1972;
  • i coltivatori diretti, mezzadri e coloni autorizzati nell’Assicurazione generale obbligatoria precedente al 19 febbraio 1983;
  • gli artigiani e i commercianti autorizzati nell’Assicurazione generale obbligatoria con decorrenza anteriore al 1° marzo 1983;
  • i liberi professionisti autorizzati nell’Assicurazione generale obbligatoria con decorrenza anteriore al 19 febbraio 1983.

Il lavoratore che, presentata la domanda, è stato ammesso alla prosecuzione volontaria nel caso riprenda a lavorare può interrompere la contribuzione volontaria e riprenderla con la cessazione del nuovo lavoro, senza il bisogno di ripresentare la domanda.

Qualora invece volesse rideterminato il contributo in relazione alle retribuzioni o ai redditi percepiti a seguito della nuova attività, dovrà entro 180 giorni dalla data di cessazione di quest’ultima attività lavorativa, richiedere la rideterminazione del contributo volontario.

Requisiti

Possesso di almeno 5 anni di contributi (pari a 260 contributi settimanali ovvero 60 contributi mensili)  versati in qualsiasi tempo o minimo 3 anni di contribuzione nei cinque anni che precedono la presentazione della domanda.

Modalità di invio della domanda

  • online all’INPS attraverso il servizio dedicato;
  •  tramite Contact center (al numero gratuito da rete fissa 803 164 oppure allo 06 164 164 per chi chiama da rete mobile);
  •  attraverso i servizi telematici degli enti di patronato e intermediari INPS.

L’importo da versare

L’importo del contributo volontario da versare varia in funzione del tipo di rapporto lavorativo.

  • Per i lavoratori dipendenti è settimanale e viene calcolato sulla base delle ultime 52 settimane di contribuzione obbligatoria anche se non collocate temporalmente nell’anno immediatamente precedente la data di presentazione della domanda.
  • Per i lavoratori autonomi(artigiani e commercianti) è mensile e viene calcolato sulla media dei redditi da impresa denunciati nelle dichiarazioni dei redditi negli ultimi 36 mesi di contribuzione precedenti la data della domanda.
  • Per i coltivatori diretti l’importo del contributo è settimanale e viene calcolato sulla base della media dei redditi degli ultimi tre anni di lavoro. Non può essere inferiore a quello previsto per i lavoratori dipendenti.

Modalità di versamento

I contributi volontari possono essere versati accedendo al servizio “versamenti volontari” dal sito  INPS, con una delle seguenti modalità:

  • MAV inviato dall’INPS per posta oppure generato dall’utente. Il bollettino può essere visualizzato, modificato, stampato e pagato in un qualsiasi istituto di credito senza commissioni oppure presso gli uffici postali con l’applicazione della commissione di versamento;
  • Online, tramite la modalità “Pagamento immediato pagoPA”. Il sistema permette di versare i contributi utilizzando carta di credito, di debito o prepagata oppure mediante addebito su conto corrente;
  • Avviso di pagamento pagoPA, che permette di versare i contributi presso qualsiasi Prestatore di Servizi di Pagamento (PSP) aderente al circuito “ pagoPA”.

In alternativa è possibile versare i contributi presso le tabaccherie che espongono il logo “Servizi INPS”, aderenti al circuito “Reti Amiche” tramite Lottomatica, fornendo il proprio codice fiscale e il codice autorizzazione/prosecutore.

Tramite il servizio online è possibile anche visualizzare e stampare le ricevute dei pagamenti effettuati con tutte le modalità precedenti.

I versamenti effettuati oltre i termini di scadenza sono nulli e rimborsabili.

note

[1] Art. 5 decreto legislativo n. 564 del 8 settembre 1996.

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1 Commento

  1. buonasera,sono Cara Graziella nata il 25/07/1959 ho iniziato a lavorare a 14 anni in fabbrica fino all ‘età di 23 ho due figli ,all’età di 23 mi sono licenziata dal lavoro in fabbrica ,e ho iniziato a lavorare nell’attività di mio marito commerciante ambulante,non mi sono stati pagati i contributi ,penso di avere 18 anni di contributi da dipendente ,e e 7 anni da commerciante ,ora sono disoccupata da 3 anni divorziata dato che non ho assegno del divorzio ,ora lui e morto ma non prendo neanche la riversibilità,come posso fare x avere una pensione volontaria o cosa x campare

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