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Che fare se non posso pagare una cartella Equitalia?

21 ottobre 2017


Che fare se non posso pagare una cartella Equitalia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 ottobre 2017



Ho ricevuto una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria per un pagamento di tasse da me non effettuato nel 2010. Ora mi chiedono 26000 euro in un mese pena l’ipoteca. Non posso pagare. Che fare?

Le cartelle di Equitalia possono essere pagate a rate. La lettrice potrà chiedere pertanto ad Equitalia di sospendere la procedura di iscrizione ipotecaria minacciata nell’avviso, semplicemente presentando la domanda di rateizzazione presso lo sportello o tramite raccomandata a.r. Nell’ipotesi ordinaria, si può chiedere di rateizzare i debiti fino a 6 anni (72 rate mensili) oppure, nei casi di grave e comprovata difficoltà legata alla congiuntura economica, fino a 10 anni (120 rate complessive, con scadenza mensile). L’importo minimo di ogni rata è pari a 100 euro, salvo situazioni di particolare difficoltà. L’effetto principale della presentazione della domanda di rateizzazione è che vengono sospese fin da subito le procedure per il recupero coattivo delle somme, l’eventuale iscrizione di ipoteca su immobili di proprietà, il fermo amministrativo dell’autovettura. Se, come nel caso della lettrice, il debito da rateizzare è inferiore a 50 mila euro la procedura è estremamente semplice: basta compilare un modulo, che si trova sul sito internet www.gruppoequitalia.it o che può essere ritirato presso gli sportelli di Equitalia, e riconsegnarlo a mano oppure spedirlo con raccomandata a/r.  Si può chiedere che le rate siano fisse, o prevedere anche che siano variabili e crescenti, se vi è la prospettiva di un miglioramento delle condizioni economiche in futuro. Oltre alla rateizzazione ordinaria (72 rate), in alcuni casi è consentita una rateizzazione ancora maggiore, della durata massima di 120 rate. I suddetti piani di rateazione prevedono poi la possibilità di chiedere una proroga, ricorrendone i presupposti, di uguale periodo. Ciò significa che, iniziato un piano di rateazione, se si è in regola si può chiedere un ulteriore ampliamento. La rateizzazione in sei anni è un fatto quasi automatico: non è necessario presentare particolare documentazione e, in sostanza, basta chiederlo e motivarlo. Si applica nel caso, come il quello della lettrice, di debiti fino a 50.000,00 euro. Se, poi, si prevede che la situazione economica possa migliorare, si può addirittura formulare una proposta a rate crescenti partendo da una somma mensile e prevedendo le date in cui si potrà aumentarla. Per quanto riguarda la rateizzazione decennale, ove il debitore si trovi, per ragioni estranee alla propria responsabilità, in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica, la rateizzazione ordinaria (sei anni) può essere aumentata fino a centoventi rate mensili. Ai fini della concessione di tale maggiore rateazione occorrono le seguenti condizioni:

  1. accertata impossibilità per il contribuente di assolvere il pagamento del credito tributario secondo un piano di rateazione ordinario;
  2. valutazione della solvibilità del contribuente in relazione al piano di rateazione concedibile.

Le condizioni necessarie per la rateizzazione decennale sono: l’accertamento della temporanea situazione di obiettiva difficoltà che non sia dovuta alla responsabilità del debitore ed allo stesso tempo sia legata alla congiuntura economica. Per usufruire della rateizzazione più lunga occorre predisporre istanza molto dettagliata e motivate da produrre all’Agente della riscossione (unitamente alla documentazione comprovante i requisiti), nella quale siano illustrate le ragioni poste a fondamento dell’istanza. Le condizioni che devono sussistere congiuntamente sono per le persone fisiche che la rata normale /sei anni) è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare del richiedente, avuto riguardo ai dati dell’Isee dello stesso nucleo, da allegare all’istanza. Occorre sottolineare che la concessione della dilazione in 120 rate non è automatica, ma che potrebbe essere concessa una rateizzazione inferiore a seconda dei risultati delle operazioni contabili che l’Equitalia farà con i documenti da allegare. Le rateizzazioni concesse, come abbiamo detto prima, possono essere ulteriormente prorogate in casi particolari. Il presupposto vincolante è la dimostrazione del peggioramento della situazione di difficoltà posta a base della concessione della prima dilazione. La proroga può essere richiesta una volta sola. Per quel che concerne gli effetti della rateazione, è utile sottolineare che, una volta concesso il beneficio:

  • l’Agente della riscossione non può iscrivere il fermo dei beni mobili o l’ipoteca nei confronti di un contribuente che ha chiesto e ottenuto di pagare a rate.
  • l’ipoteca è iscrivibile solo se l’istanza è respinta o se il debitore decade dal beneficio della rateazione;
  • il contribuente che ha ottenuto la rateazione non è più considerato inadempiente e può partecipare alle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, con Durc perfettamente in regola.

Da segnalare, infine, che in costanza di pagamento del debito rateale, le Pubbliche amministrazioni non possono effettuare il blocco dei pagamenti, altrimenti previsto: se le prestazioni della lettrice sono a favore di Enti pubblici, la cosa ha una qualche importanza, perchè pagamenti superiori a 10.000 euro sono preventivamente sottoposti al visto di Equitalia. La rateizzazione decade con il mancato pagamento di otto rate: ma come abbiamo visto, è possibile già prima chiedere una ulteriore proroga delle rate. Infine, Equitalia non può procedere al pignoramento della prima casa se è l’unico immobile di proprietà del debitore che vi risiede anagraficamente, tranne per le abitazioni di lusso. Il contribuente che vuole assolvere ai propri debiti tributari trova oggi un variegato mondo di opportunità, con le quali modulare le possibilità di versamento. Nelle situazioni più gravi, in presenza di alcuni presupposti, si può arrivare a tempi lunghissimi, come si contraesse un mutuo, sebbene non siano richieste fideiussioni o ipoteche. Nel caso della lettrice sarà opportune chiedere la rateizzazione straordinaria in dieci anni poichè, in ogni caso, se anche non venisse accolta, le darebbe la possibilità di rateizzare in sei anni.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Vincenzo Rizza


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