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Che succede se sposto la residenza dove risiede la zia?

21 ottobre 2017


Che succede se sposto la residenza dove risiede la zia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 ottobre 2017



Mia zia è domiciliata in una casa di riposo e vuole che io vada a vivere in casa sua dove anche lei ha la residenza. Come devo comportarmi?

La legge stabilisce che determinati soggetti possano essere esonerati dal pagamento del ticket sulle prestazioni specialistiche o dalla quota fissa per la prescrizione della ricetta dei farmaci per motivi connessi al reddito o all’età. L’esenzione dal pagamento del ticket per prestazioni specialistiche ambulatoriali sulla base del reddito e/o dell’età è riservata a:

  • bambini di età inferiore ai sei anni e a persone di età superiore ai 65 anni, con un reddito complessivo del nucleo familiare inferiore ai 36.151,98 euro. L’esenzione è personale, dunque non estendibile ad altri familiari;
  • persone titolari di pensione sociale o di assegni sociali. L’esenzione si estende ai familiari a carico;
  • titolari di pensione minima con più di 60 anni il cui nucleo familiare ha un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro incrementato 11.362,05 euro in presenza di coniuge a carico e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico;
  • persone disoccupate iscritte a un centro per l’impiego con un reddito complessivo del nucleo familiare inferiore a 8.263,31 euro nel caso di persona singola, incrementato fino a 11.362,05 euro quando il coniuge è a carico e di ulteriori 516,46 euro per ciascun familiare a carico. Anche in questo caso l’esenzione è estesa a tutti i familiari.

Ai fini dell’esenzione il reddito complessivo familiare si riferisce sempre a quello dichiarato l’anno precedente. Il nucleo familiare è quello rilevante ai fini fiscali (e non anagrafici), ovvero è costituito dall’interessato, dal coniuge convivente a carico e dai familiari a carico non fiscalmente indipendenti (cioè con reddito inferiore a 2.840,51 euro). Per ottenere l’esonero dal pagamento del ticket per le prestazioni specialistiche, i soggetti aventi diritto devono chiedere al medico, al momento della prescrizione, di riportare la condizione di esenzione nella ricetta. Il medico prescrittore ricava il codice di esenzione corrispondente dall’elenco nazionale degli esenti per reddito, fornito dall’Agenzia delle entrate attraverso il portale del Sistema tessera sanitaria (www.sistemats.it). Gli assistiti che non risultano inseriti nell’elenco nazionale degli esenti per reddito, ma che ritengono di possedere i requisiti per avere diritto all’esenzione, dal 1° Aprile 2011 dovranno recarsi negli uffici distrettuali dell’Azienda sanitaria di appartenenza per chiedere il rilascio di un certificato nominativo di esenzione per reddito presentando un’autocertificazione che verrà verificata dalla Asl e dall’Agenzia delle entrate. Riassumendo: variando la residenza nell’abitazione della zia, la lettrice potrebbe beneficiare dell’esenzione dal ticket in quanto uscirebbe dal nucleo familiare fiscale della mamma e non entrerebbe in quello della zia a condizione che sua mamma non la indichi quale familiare a suo carico. A dire il vero anche nell’ipotesi in cui sua mamma non indicasse nel quadro dei familiari a carico la figlia avrebbe lo stesso vantaggio.

L’imposta unica comunale, di seguito denominata “Iuc”, si basa su due presupposti impositivi, uno costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore e l’altro collegato all’erogazione e alla fruizione di servizi comunali. La Iuc si compone:

  1. dell’imposta municipale propria (Imu), di natura patrimoniale dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali;
  2. di una componente riferita ai servizi, che si articola:
  • nel tributo per i servizi indivisibili (Tasi), a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobili;
  • nella tassa sui rifiuti (Tari), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore.

L’Imu ha per presupposto il possesso di immobili e non si applica al possesso dell’abitazione principale e delle pertinenze della stessa, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Costituisce abitazione principale l’immobile nel quale il possessore ed il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Viene altresì considerata direttamente adibite ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziano o disabile che acquisisce la residenza in istituto di ricovero o sanitario a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata. Quindi, spostando la residenza della zia nella casa di cura, la zia continuerebbe a godere dell’agevolazione Imu per abitazione principale. E la lettrice, trasferendo la residenza nell’immobile in oggetto godrebbe dell’agevolazione de quo.

Il tributo per i servizi indivisibili Tasi è la componente della Iuc che concorre al finanziamento dei servizi indivisibili erogati dal Comune (esempio: viabilità, illuminazione pubblica, verde pubblico). Con la legge di stabilità 2016 viene eliminata la Tasi sull’abitazione principale per i proprietari e la quota Tasi a carico degli occupanti/inquilini quando per l’inquilino l’immobile in locazione è abitazione principale. Rimane, invece, in vigore la Tasi per le abitazioni principali di lusso (Cat, A1, A8 e A9). Quindi, il ragionamento è analogo a quello dell’Imu.

La Tari (tassa rifiuti) sostituisce, a decorrere dal 1° gennaio 2014, i preesistenti tributi dovuti al Comune da cittadini, enti ed aziende quale pagamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, noti con l’acronimo di Tarsu, e successivamente di Tia e di Tares. La nuova tassa conserva tuttavia taluni presupposti e modalità di determinazione della tassa soppressa, alla quale la legge rimanda per la determinazione del nuovo tributo. La tassa rifiuti solidi rappresenta il corrispettivo che il Comune richiede a fronte del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sul proprio territorio. La base su cui calcolare la Tari è la superficie calpestabile di unità immobiliari, iscritte o iscrivibili nel catasto urbano, suscettibili di produrre rifiuti. La norma individua, pertanto, quale presupposto per l’applicazione del tributo l’occupazione di locali ed aree scoperte che si trovano sul territorio del Comune, le cui superfici già dichiarate o accertate costituivano la base imponibile dei precedenti tributi. L’importo è stabilito dal regolamento comunale ed è dovuta per anno solare. La tariffa è ridotta nel caso di unico occupante dell’immobile.

Per abitazione principale si intende l’immobile che il contribuente possiede a titolo di proprietà o di altro diritto reale e che ha destinato a dimora abituale propria e dei propri familiari. L’abitazione principale è esonerata dall’Irpef e dalle relative addizionali regionale e comunale. Nulla cambia, rispetto all’attuale situazione, spostando la sua residenza nell’immobile della zia e trasferendo la residenza della zia nell’istituto di ricovero.

Articolo tratto da una consulenza del dott. Alessandro Cesarano


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