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Bollette, quando si buttano

3 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 ottobre 2017



La prescrizione è di 10 anni per le bollette della luce in virtù del canone Rai e di 5 per acqua, gas e telefono. Quanto tenere altre ricevute di pagamento.

La tentazione, a volte, è forte: di fronte alla montagna di carte, ricevute di pagamento, bollette, documenti già evasi, ecc., si vorrebbe fare un gran falò oppure aprire il contenitore della raccolta differenziata dove c’è scritto «carta» e buttare via tutto. Continuare ad accumulare raccoglitori che si ingrossano di anno in anno è, molto spesso, una noia.

Attenzione a quello che si butta via, però. La legge impone dei tempi in cui l’utente di luce, gas, acqua e telefono deve conservare le ricevute per dimostrarne l’avvenuto pagamento. Vediamo, quindi, quando si buttano le bollette senza rischi.

 

Quando si buttano le bollette

È piuttosto recente la normativa secondo cui non si deve buttare la bolletta della luce prima che siano trascorsi 10 anni dal pagamento. Troppi? No, e la regola ha il suo perché. Questo tempo di conservazione si deve al fatto che, come sappiamo, il pagamento del canone Rai è stato introdotto proprio nella bolletta della luce. Ed il canone tv ha un tempo di prescrizione di 10 anni.

Prima, infatti, la bolletta della corrente elettrica andava conservata per cinque anni, come tutte le altre. Ora, con il pagamento automatico del canone Rai in fattura, è stato necessario questo allungamento per giustificare di aver corrisposto non quanto dovuto per la fornitura di energia elettrica ma di canone televisivo.

Facciamo un esempio. Che succede se perdo la bolletta della luce pagata quattro anni fa? Succede che non potrò dimostrare né di avere pagato la corrente elettrica né di aver pagato il canone Rai. Doppia sanzione. Il fornitore dell’energia mi contesterà la sua parte, mentre l’Agenzia delle Entrate Riscossione mi farà pagare di nuovo il canone per non poter dimostrare di averlo già fatto. Il tutto per non aver tenuto un pezzo di carta o per averlo messo chissà dove (succede sempre così: una cosa la trovi tra i piedi sempre tranne quando ti serve).

Che succede, invece, se perdo o non trovo la bolletta della luce sette anni dopo il pagamento? Succede che il fornitore dell’energia elettrica non potrà contestare alcunché perché i cinque anni in cui non si deve buttare la bolletta sono già passati. Saranno guai, invece, con l’Ente della riscossione: non potrò dimostrare di aver pagato il canone Rai entro i 10 anni previsti dalle normative. E mi toccherà aprire di nuovo il portafoglio.

Naturalmente ci sono delle eccezioni. Riguardano le persone che non sono tenute al pagamento del canone tv, perché non hanno il televisore in casa o perché esenti dall’imposta (leggi a chi spetta l’esenzione dal canone Rai).

In sostanza: la bolletta della luce, con il canone Rai, si buttano dopo 10 anni; invece la bolletta della luce, senza il canone Rai, si butta dopo cinque anni.

Le altre bollette, cioè quelle di acqua, gas e telefono, si buttano (se si vuole) dopo cinque anni, non avendo all’interno altre voci diverse dalla fornitura del servizio richiesto.

 

Come conservare le bollette

Appurato quando si buttano le bollette, è importante sapere anche come conservarle, per evitare degli spiacevoli equivoci, imprevisti o contestazioni.

Conviene sempre tenere una copia cartacea della bolletta e della ricevuta di pagamento, magari pinzate l’una con l’altra. Nel caso in cui sia stata scelta la domiciliazione bancaria come metodo di pagamento, è importante tenere per i tempi sopra indicati il relativo estratto conto della banca, sempre cartaceo.

Perché non conservare tutto nel computer? Semplice: perché al giorno d’oggi non mancano i geni in grado di trasformare una bolletta non pagata in una bolletta regolare, con un ritocco di Photoshop. Lo stesso vale per le fotocopie. Quindi, meglio tenersi gli originali fino a che sia trascorso il periodo di prescrizione previsto dalla legge, ossia fino al raggiungimento del termine legale entro il quale chi sostiene di essere creditore di una somma può ancora esigerne il pagamento.

A proposito di tempi di prescrizione. State ben attenti a come li calcolate. Abbiamo detto 10 anni per la bolletta della luce e cinque anni per quelle di gas, acqua e telefono. Ma questo termine può subire qualche variazione se arriva un sollecito di pagamento, il che fa ricominciare da capo il calcolo.

Ed anche qui facciamo un esempio. Pago la bolletta della luce di dicembre 2017 ma butto o perdo la ricevuta. Trascorsi 9 anni, nel 2026, l’Agenzia delle Entrate Riscossione mi invia un sollecito di pagamento. Io so di aver corrisposto quanto dovuto ma non lo posso dimostrare. È inutile che io pensi: «Faccio finta di non averlo ricevuto, tanto la prescrizione arriva tra qualche mese perché i 10 anni stanno per scadere». È inutile, appunto, perché quel sollecito fa ripartire da capo i tempi di prescrizione. Significa che non scadranno più nel 2027 ma nel 2036.

Quando si buttano le altre ricevute di pagamento

I tempi minimi di legge per conservare delle ricevute di pagamento non riguarda soltanto le bollette.

Si possono buttare dopo un anno le ricevute di:

  • premi assicurativi;
  • rette scolastiche;
  • abbonamenti alle palestre.

Si può buttare dopo quattro anni la ricevuta del bollo auto. La prescrizione, in realtà, è di tre anni ma decorre dall’anno successivo a quello in cui lo stesso bollo avrebbe dovuto essere corrisposto. Quindi, in totale, a partire dal quarto anno la ricevuta di pagamento può cestinata.

Si possono buttare dopo cinque anni le ricevute di:

  • spese condominiali relative alle quote ordinarie;
  • canoni di affitto;
  • rate del mutuo.

Infine, si possono buttare dopo 10 anni le ricevute delle spese condominiali relative alle quote straordinarie, in virtù del loro carattere occasionale.


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6 Commenti

  1. Perché dare la responsabilità all’utente dei cinque anni o dei dieci, quando uno non paga gli viene contestato subito il non pagamento e se non giustifichi il non pagamento rischi che ti tagliano la fornitura.
    Perché non fare come fa l’azienda che ci fornisce il gas nella provincia di Lecco, hanno creato un magazzino online e se vuoi scaricare le bollette le trovi dal giorno in cui hai firmato il contratto in qualsiasi periodo.
    Spero che chi fa le leggi prenda esempio è obblighi chi riscuote e non chi paga…..grazie

  2. Sulla bolletta c’è la dicitura: I pagamenti precedenti risultano regolari.
    Tale dicitura non rappresenta una quietanza della regolarità del pagamento delle bollette.

    1. Non sono d’accordo. Se l’azienda scrive che i precedenti pagamenti sono regolari io mi sento in regola. con l’azienda del gas ho avuto quel problema, c’è stato un ricorso e una conciliazione.

  3. Gentile AVV. vorrei farvi una domanda : Alcuni siti web come ENEL GAS ECC.ECC. hanno all’interno la possibilità di far vedere tutte le bollette pagate e non, se io mi faccio una cattura di dette pagine web saranno valide come ricevute di pagamento? grazie spero una sua risposta saluti
    maik48

  4. In relazione alle fatturazioni delle utenze, è sempre più attuale l’invio online , senza supporto cartaceo, per evidenti risparmi. In questo caso la Società del servizio è obbligata a fornire tutta la documentazione , fino al decimo anno precedente con semplice richiesta del’utente ?

  5. Buongiorno, le fatture di una ditta dopo 10 anni posso gettarle nella raccolta differenziata di carta o, visto che contengono “dati sensibili” devo distruggerle in altro modo? Grazie.

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