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Lo sai che? Blog: necessaria la registrazione in tribunale?

Lo sai che? Pubblicato il 2 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 ottobre 2017

È obbligatorio registrare un blog in tribunale oppure la testata giornalistica non deve possedere un direttore responsabile?

Ti piace scrivere, sei appassionato di giornalismo, di cronaca e attualità o semplicemente di tecnologia e materie scientifiche. Ti piace dire la tua e internet ti consente di farlo aprendo, a costi molto bassi, un blog o un sito web dove postare giornalmente i tuoi pensieri. Potrai raccogliere una rassegna stampa oppure dare consigli ai lettori su quali prodotti acquistare; potrai fare interviste e collaborare con chi condivide la tua stessa passione. Insomma, è nei tuoi progetti realizzare qualcosa di molto simile a una piccola redazione di giornale. Ed è proprio quando arrivi alla parola «giornale» che ti blocchi e ti chiedi – come già molti, prima di te, si sono chiesti – se per il blog è necessaria la registrazione in tribunale. Come noto, infatti, la registrazione non è solo una questione di “soldi”; non solo infatti è necessario pagare, ma bisogna anche indicare il nome di un «direttore responsabile», una sorta di capro espiatorio che si assuma tutte le responsabilità per gli articoli scritti dagli altri. Ebbene, scrivere un giornale quotidiano sul web richiede questa forma di «denuncia»? La risposta è stata data dal Tar Lazio in una recente sentenza [1].

Secondo i giudici amministrativi, quando si parla di blog si intende una sorta di agenda sul web e non una testata giornalistica da registrare al Tribunale e al Roc (ossia il Registro degli operatori di Comunicazione gestito dal Corecom). Tali adempimenti vanno effettuati tutte le volte in cui la pubblicazione viene effettuata in modo periodico e costante, ossia quotidianamente e con modalità professionali.

Avrai tirato a questo punto un sospiro di sollievo perché proprio non sei portato per la burocrazia e per gli adempimenti pratici che parlano il linguaggio legale. Ma ogni cosa ha il doppio lato della medaglia. Difatti, se il blog non viene registrato in tribunale non solo non può essere equiparato alla stampa (con tutto ciò che ne consegue in termini di eventuali agevolazioni, incentivi e benefici statali), ma soprattutto non gode delle libertà previste dalla Costituzione in favore della carta stampata tradizionale, libertà che ne vietano il sequestro. Il blog, invece, nel momento in cui fuoriesce dal selciato della legalità può ben essere bloccato dalla Procura (ad esempio, nel caso in cui gli autori si spingano oltre i limiti della continenza e dalla critica passino alla diffamazione). Come infatti hanno detto le Sezioni Unite della Cassazione due anni fa, si può sequestrare il normale blog o il sito internet, non il giornale digitale che fa questo “di professione”. Il blog non è un giornale online perché costituisce soltanto un diario in rete. Si differenza dunque dal giornale on line, che raccoglie, analizza e commenta le notizie con un aggiornamento a periodicità fissa curato da operatori professionali dell’informazione. Il blog, invece, non è necessariamente scritto da giornalisti e l’aggiornamento potrebbe cessare in ogni momento. Con la conseguenza che non deve essere iscritto al Roc né registrato in tribunale.

note

[1] Tar Lazio, sent. n. 9841/17

[2] Cass. sent. n. 31022/2015: «Il concetto di “stampa” è applicabile al prodotto editoriale che presenta i requisiti ontologico (struttura) e teleologico (scopi della pubblicazione) propri di un giornale. La struttura di questo è costituita dalla “testata”, che è l’elemento che lo identifica, e dalla periodicità regolare delle pubblicazioni (quotidiano, settimanale, mensile); la finalità si concretizza nella raccolta, nel commento e nell’analisi critica di notizie legate all’attualità (cronaca, economia, costume, politica) e dirette al pubblico, perché ne abbia conoscenza e ne assuma consapevolezza nella libera formazione della propria opinione.

Autore immagine: 123rf com


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