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Chi paga bollo auto cointestata

3 Ottobre 2017


Chi paga bollo auto cointestata

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Ottobre 2017



Cosa rischia il comproprietario di una macchina se l’altro cointestatario non versa la propria parte di bollo auto?

Sei proprietario di un’auto che ha acquistato tua madre, ma che ha voluto cointestare anche a te per consentirti di utilizzarla liberamente ed in autonomia.

Hai ricevuto in eredità, insieme a tuo fratello, una macchina di una zia e ora risultate tutti e due cointestatari al Pra.

In entrambi i casi c’è da pagare le tasse e vorresti sapere, in particolare, chi paga il bollo per l’auto cointestata e che succede se uno dei due non versa la propria quota. In altre parole, la Regione (o, per le Regioni a statuto speciale, lo Stato) può rivalersi contro l’altro comproprietario oppure ciascuno dei due resta obbligato per la propria quota? Cerchiamo di fornire una risposta pratica e immediata nel seguente articolo.

Chi può circolare con l’auto cointestata?

Prima però di chiarire chi paga il bollo auto quando la macchina è cointestata, ricordiamo che chi usa un’auto di un’altra persona per più di 30 giorni deve fare una comunicazione alla Motorizzazione (anche tramite un’agenzia di pratiche auto) e far aggiornare il libretto di circolazione con il nome del possessore. Quest’obbligo non scatta però sia nel caso di familiari conviventi (appartenenti cioè allo stesso nucleo familiare in senso anagrafico), sia nel caso di cointestatari poiché, appunto, in tal caso, entrambi figurano già nel documento unico di circolazione. Per maggiori chiarimenti sul punto ti consiglio la guida: Posso circolare con un’auto intestata a mio marito o a mia moglie? Pertanto, entrambi i cointestatari dell’auto potranno liberamente circolare con la stessa, anche se non si tratta di familiari conviventi, senza dover comunicare alcunché alla Motorizzazione.

Bollo auto cointestata: chi paga?

Veniamo ora agli obblighi fiscali. Se l’auto è cointestata, il bollo va pagato da entrambi i titolari del mezzo un’unica volta: non quindi due diversi versamenti, ciascuno per l’intero importo, per ogni proprietario del mezzo. L’imposta è infatti unica e l’obbligo di pagamento scatta ogni anno entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione.

La Regione (o, nelle Regioni a statuto speciale, l’Agenzia delle Entrate) può chiedere l’integrale pagamento all’uno o all’altro proprietario indifferentemente. Ciascuno dei cointestatari è quindi obbligato e responsabile per l’intero importo e non solo per la propria quota di proprietà. Ad esempio, benché l’auto sia di proprietà al 50% di Tizio e al 50% di Caio, la Regione potrà chiedere a Tizio il 100% dell’imposta. È nella facoltà delle parti poi accordarsi per chi esegue il pagamento, in che misura, quando e se ottenere il rimborso della quota da parte dell’altro cointestatario. Questo meccanismo si chiama «responsabilità solidale».

Che succede se nessuno dei cointestatari dell’auto paga il bollo?

Se entrambi i cointestatari dell’auto non pagano il bollo, la Regione (o, per le Regioni a statuto speciale, l’Agenzia delle Entrate) iscrive a ruolo il tributo, incaricando l’esattore della riscossione del credito. Viene così notificata una cartella di pagamento ad entrambi i comproprietari i quali rischieranno un pignoramento per l’intero importo del debito (e non secondo le rispettive quote).

Che succede se uno dei cointestatari non paga la sua parte di bollo auto?

Potrebbe succedere che uno dei cointestatari dell’auto versi al fisco solo la sua quota del bollo in base alla percentuale di proprietà dell’auto (ad esempio il 50%), ritenendo così di salvarsi da ogni conseguenza negativa nel caso in cui l’altro comproprietario sia inadempiente. Non è così. Come detto, quando sussiste la responsabilità solidale, il fisco può esigere il pagamento dell’intero tributo sia dall’uno che dall’altro coobbligato, essendo del tutto indifferente che l’uno abbia già pagato la propria quota.

Quindi, per evitare di subire un accertamento e un eventuale pignoramento, con aggravio di interessi e sanzioni, il cointestatario deve corrispondere l’intero importo, anche per conto dell’altro comproprietario. Dopo di ciò, potrà rivalersi e agire contro quest’ultimo per ottenere il rimborso della relativa quota.



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