Rei, reddito d’inclusione per più famiglie dal 2018

3 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 ottobre 2017



Possibile ampliamento dei destinatari del reddito d’inclusione: sino a 485 euro al mese per le famiglie più bisognose.

 

Il reddito d’inclusione Rei potrebbe essere esteso a tutte le famiglie più povere, a prescindere dalla composizione del nucleo familiare: il premier Gentiloni, difatti, ha annunciato che nella prossima Legge di bilancio si punterà ad ampliare la misura stanziando più risorse. Il sussidio, dunque, non dovrebbe limitarsi alle famiglie con figli minori p inabili, donne in gravidanza o disoccupati over 55, ma dovrebbe essere concesso a tutti i nuclei familiari più bisognosi.

Restano fermi l’ammontare della misura, che dipende dal numero dei componenti della famiglia e non può superare i 485 euro mensili (salvo eventuali integrazioni a carico delle regioni o degli enti locali), erogati attraverso una carta acquisti, e la sua durata massima, pari a 18 mesi.

Il Rei, che sarà operativo dal 1° gennaio 2018, sostituirà il Sia, il sostegno all’inclusione attiva; sostituirà anche l’Asdi, cioè l’assegno di disoccupazione che consente di prolungare la Naspi per chi ha almeno 55 anni.

Il nuovo sussidio potrà essere riconosciuto, in ogni caso, soltanto alle famiglie che aderiranno a un programma d’inclusione sociale e lavorativa: in pratica, i componenti del nucleo familiare si dovranno impegnare attivamente per conseguire una qualifica e trovare un impiego, pena la revoca del Rei.

Ma procediamo per ordine e vediamo nel dettaglio le novità previste con l’introduzione del Rei.

Come funziona il Rei

Il Rei, sigla che sta per reddito d’inclusione, è un beneficio economico a favore delle famiglie in situazione di povertà che sarà disponibile da gennaio 2018.

La misura consiste in un assegno mensile che può andare da un minimo di 190 euro fino a 485 euro (per le famiglie numerose), per una durata massima di 18 mesi (una volta terminato il periodo di spettanza, dovranno passare almeno 6 mesi prima di poterlo chiedere di nuovo).

Il Rei sarà erogato, proprio come avveniva per la Social Card, attraverso una carta acquisti ricaricata mensilmente, utilizzabile per comprare  beni di prima necessità e per il pagamento delle utenze. A differenza della Social Card, però, il beneficiario potrà utilizzare la carta anche come bancomat per prelevare fino alla metà dell’importo erogato mensilmente. La carta Rei darà inoltre diritto a uno sconto del 5% sugli acquisti nei negozi e nelle farmacie convenzionate.

Durante il periodo di spettanza del sostegno, i componenti del nucleo familiare beneficiario dovranno partecipare, come anticipato, a un progetto di reinserimento sociale e nel mondo del lavoro.

A chi spetta il Rei

Avranno diritto al Rei le famiglie:

  • il cui indice Isee, cioè l’indicatore della situazione economica della famiglia (si tratta, in parole semplici, di un indice che “misura la ricchezza” della famiglia), non supera 6mila euro;
  • con figli minori o inabili, donne in gravidanza o disoccupati over 55;
  • con un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro;
  • con un patrimonio mobiliare massimo tra i 6mila e i 10mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo;
  • senza imbarcazioni, auto o moto immatricolate nei 24 mesi precedenti la richiesta del sussidio.

La misura, come preannunciato dal premier Gentiloni, potrebbe essere estesa anche alle famiglie senza figli minori o inabili, senza disoccupati di almeno 55 anni e senza donne in gravidanza.

Chi lavora o ha la disoccupazione ha diritto al Rei?

Il Rei è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa, purché non si superi il limite Isee di 6mila euro annui.

Non è invece possibile ricevere assieme al Rei la Naspi o altre forme di ammortizzatori sociali per la disoccupazione.

Progetto d’inclusione attiva per ottenere il Rei

Per ottenere il Rei, come già detto, l’intera famiglia dovrà partecipare a un programma di inclusione attiva: dovrà, cioè, aderire a un progetto che prevede la formazione, la riqualificazione e la ricerca attiva di lavoro di tutti i componenti del nucleo, come già disposto per il sostegno d’inclusione attiva.

In particolare, firmando il progetto d’inclusione, tutti i membri della famiglia beneficiaria del Rei dovranno impegnarsi a svolgere determinate attività:

  • presentarsi alle convocazioni dei servizi sociali del Comune responsabili del progetto;
  • cercare attivamente lavoro;
  • aderire a iniziative per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro;
  • aderire a iniziative di carattere formativo o ad altre iniziative di politiche attive o di attivazione;
  • accettare le offerte di lavoro congrue;
  • assicurare la frequenza e l’impegno scolastico (se minori di 18 anni);
  • mettere in atto comportamenti di prevenzione e cura volti alla tutela della salute.

In caso di ripetuti comportamenti inconciliabili con gli obiettivi del progetto da parte dei componenti della famiglia beneficiaria,  il Rei potrà essere revocato.

Come fare domanda per il Rei

In attesa di istruzioni ufficiali, è stato reso noto che il Rei potrà essere richiesto, a partire dal 1° dicembre 2017, presso i punti per l’accesso al Rei, che verranno identificati dai comuni. I comuni, entro 10 giorni, dovranno inviare le domande all’Inps, che entro i 5 giorni successivi dovrà verificare il possesso dei requisiti e riconoscere il beneficio.

In ogni caso, il nucleo familiare, all’atto della domanda, dovrà essere in possesso di una dichiarazione Isee in corso di validità.


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2 Commenti

  1. Buonasera.vorrei esporre il mio commento in quanto io avrei tutti i requisiti per richiedere il Reddito di Inclusione o forse anche di più dato che ho un marito invalido all80%,un figlio minore ed io disoccupata,ma la Sfortuna di avere una seconda casa tralartro inagibile e supero il valore immobiliare di 3000 €. Quindi per legge non mi spetta.ma secondo loro i mattoni mi danno da vivere?

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