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Devo pagare io i contributi agli operai assunti da mio marito?

21 ottobre 2017


Devo pagare io i contributi agli operai assunti da mio marito?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 ottobre 2017



L’Inps vuole che paghi tutti i contributi ai lavoratori impiegati in certi terreni che ho affittato. Io non me ne sono mai occupata. Li gestiva mio marito da cui sono separata. Che fare?

Dalla mail emerge l’esistenza di molteplici contratti di affitto di fondo agricolo, fattispecie contrattuale disciplinata dal codice civile e specificata ulteriormente dalla giurisprudenza. Con riferimento all’affitto di fondo agricolo, quando la locazione ha per oggetto il godimento di una cosa produttiva, mobile o immobile, l’affittuario deve curarne la gestione in conformità della destinazione economica della cosa e dell’interesse della produzione [1]. A lui spettano i frutti e le altre utilità della cosa.

La Corte di Cassazione [2] sottolinea che in tema di rapporti agrari, uno degli elementi essenziali del contratto di affitto di fondo rustico – di natura commutativa la cui causa è la costituzione di un’impresa agricola su fondo altrui – è il corrispettivo in danaro o in utilità di altra natura. Esso deve risultare periodico, certo o almeno determinabile, di norma correlato al valore di godimento del bene per realizzare una tendenziale equivalenza tra le due prestazioni, ed avere carattere anche di obbligatorietà, in quanto deve trovare causa nell’adempimento di un obbligo dell’affittuario e fonte nel contratto di affitto. Ne consegue che, il mero, eventuale pagamento di taluni oneri attinenti al fondo e di alcune spese accessorie, non costituendo lo scopo e l’oggetto del contratto, non valgono a qualificare il rapporto giuridico quale contratto di affitto, mentre, non assumendo natura sinallagmatica, sono elementi compatibili con il contratto di comodato (modale), che trova la sua causa nel rapporto di condiscendenza e di fiducia tra i contraenti e non vede tra i suoi effetti inderogabili, l’esclusivo vantaggio del comodatario.

Leggendo quanto scritto dalla lettrice, il richiesto pagamento da parte dell’Inps è riferito a contributi non versati di eventuali lavoratori dipendenti di impresa riconducibile al locatario del fondo agricolo (il marito). Ai fini di verificare correttamente la pretesa creditoria dell’istituto di previdenza, è necessario esaminare quanto contenuto nel contratto di fitto di fondo agricolo, registrato presso i competenti uffici. Qualora in tale contratto dovesse emergere la responsabilità solidale del locatore del fondo per tutte le spese inerenti la coltivazione agricola, ivi comprese quelle relative alle prestazioni effettuate dai lavoratori dipendenti dell’impresa affittuaria, la situazione dovrebbe essere attentamente valutata stante l’eventuale clausola di solidarietà presente nel negozio giuridico. Solo in questo caso potrebbero emergere a carico della lettrice eventuali solidarietà in termini di pagamento delle somme richieste, a titolo di contribuzione previdenziale ed assistenziale obbligatoria non versata dei dipendenti che, secondo la legge, sono in realtà in capo a chi conduce il fondo, ovvero nel caso di specie, all’imprenditore agricolo. Per quanto riguarda invece la richiesta di pagamento di somme a medesimo titolo ma che sembrerebbero derivare dall’esercizio di attività su terreni non riconducibili alla persona della lettrice, e sempre condotti dall’impresa affittuaria che farebbe capo a suo marito, risulterebbe opportuno inoltrare richiesta all’Agenzia delle entrate, nonché all’Inps istante, di documentazione attestante l’apertura di posizioni a suo nome anche al fine di verificare eventuali responsabilità di terzi qualora le stesse siano a lei sconosciute.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta

note

[1] Art. 1615 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 10684 dello 07.07.2003.

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