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Si può avere il conto con una banca e il mutuo con un’altra?

4 ottobre 2017


Si può avere il conto con una banca e il mutuo con un’altra?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 ottobre 2017



Apertura di un mutuo senza conto corrente; trasferimento del conto dalla banca finanziatrice a un’altra con la rata in corso; chiusura del conto a mutuo non ancora estinto: cosa dice la legge?

Hai bisogno di un mutuo per comprare la casa o per iniziare la tua attività imprenditoriale. Dopo tante ricerche, vagli e confronti di preventivi che sei riuscito ad ottenere da numerose filiali, hai trovato la banca che fa per te e che applica le condizioni più vantaggiose, compatibili con la tua busta paga. Ma quando ti rechi allo sportello per gli ultimi dettagli, il funzionario ti spiega che, per avere il mutuo devi anche aprire un conto corrente presso quella stessa banca. La cosa non ti sta bene: hai già un tuo conto online “zero spese”, che non intendi cambiare. L’apertura di un secondo conto corrente presso la banca mutuante farebbe salire il costo dell’operazione, rendendola non più allettante come all’inizio ti era sembrata. È così che ti chiedi se questo comportamento sia legittimo o meno; in altri termini si può avere il conto con una banca e il mutuo con un’altra? Molti impiegati lo fanno credere, dando questa condizione come scontata: «Siamo liberi di fare quello che vogliano – ci si dente dire – ed applicare le condizioni contrattuali che riteniamo più opportune. Se non ti sta bene puoi andare da un’altra banca», ci si sente spesso dire. Oppure: «È nell’interesse stesso del cliente, perché così ha un conto di appoggio da cui effettuare i pagamenti della rata del mutuo, senza doverli fare allo sportello». Ti trovi quindi a dover scegliere: rinunciare al mutuo o rinunciare al vecchio conto corrente?

Mutuo senza conto corrente: possibile?

In verità non è come ti viene fatto credere. Mutuo e conto corrente non devono necessariamente viaggiare in tandem ed è ben possibile avere un mutuo senza conto corrente. In altre parole la banca non può imporre al cliente, come condizione per ottenere il finanziamento, l’apertura di un conto; il cliente è libero di mantenere il vecchio conto corrente già aperto presso un’altra banca senza doverne aprire un secondo.

Lo stesso dicasi per quanto riguarda l’assicurazione sul mutuo: l’istituto di credito non può imporre la propria compagnia; il mutuatario può scegliere una compagnia assicurativa diversa da quella suggerita dalla banca. A dirlo è il decreto Salva Italia che stabilisce testualmente: «È considerata “scorretta” la pratica commerciale di una banca, di un istituto di credito o di un intermediario finanziario che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obbliga il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla medesima banca, istituto o intermediario ovvero all’apertura di un conto corrente presso la medesima banca, istituto o intermediario» [1].

Che fare se la banca impone l’apertura di un conto corrente?

Come abbiamo appena detto, la legge consente di avere il conto con una banca e il mutuo con un’altra. Se l’istituto di credito nega il finanziamento deve fornire precise motivazioni scritte. Non è possibile il rifiuto immotivato. Questo significa che, qualora la banca sottoponga come condizione all’erogazione del mutuo l’apertura del conto, il correntista può ottenere tutela ricorrendo al giudice o all’Arbitro Bancario e Finanziario.

Se il cliente non accetta l’apertura del conto corrente presso la banca mutuante dovrà ricordarsi, ogni mese, pochi giorni prima della scadenza della rata, di effettuare il bonifico dalla propria banca a quella creditrice: un’operazione che, se fatta online, non ha costi, ma allo sportello può costare dai 3 ai 5 euro ad operazione per un totale di circa 60 euro all’anno (sempre meno dei costi di tenuta di un conto corrente che non sono mai inferiori a 100 euro). In alternativa il cliente potrebbe valersi di un’altra norma a proprio vantaggio: quella che obbliga la banca (in questo caso, quella che eroga il prestito) a offrirgli un conto corrente a zero spese, con un numero di operazioni e servizi prestabilito a fronte di un forfait fisso annuo.

Si può cambiare il conto corrente con la rata in corso?

Quanto appena detto vale anche all’inverso: il cliente che ha acceso un conto corrente presso la banca mutuante e non ha ancora estinto il mutuo può chiudere tale conto e trasferirlo presso un’altra banca. In altre parole è legittimo cambiare il conto corrente con la rata in corso. Questo potrebbe suggerire al mutuatario un mezzo per aggirare l’ostacolo costituito dal diniego della banca a concedere il finanziamento in assenza di apertura del conto: potrebbe prima accettare tale condizione (per quanto illegittima) e poi, immediatamente dopo, chiudere il conto e trasferirlo presso un altro istituto di credito. Una pratica, quest’ultima, estremamente facile e senza costi. Basta inviare una comunicazione alla vecchia banca e dare tutti i documenti del conto alla nuova che provvederà a gestire il passaggio, con trasferimento anche dei pagamenti periodici (Rid e rate mutuo). Di tanto abbiamo parlato in Come cambiare conto corrente.

Si può trasferire il mutuo presso un’altra banca?

Oltre a poter trasferire il conto, il cliente può anche decidere di “spostare” il mutuo presso un’altra banca (cosiddetta portabilità del mutuo). In particolare il mutuatario ha la facoltà, in ogni momento, di trasferire il suo debito a un altro mutuante (ad esempio un’altra banca o un ente previdenziale che gli concede condizioni migliori), senza alcun onere a suo carico e senza decadere da eventuali benefici fiscali.

Tale facoltà è ammessa anche in caso di non esigibilità del credito o in presenza della pattuizione di un termine a favore del mutuante. A tal fine al mutuatario basta chiedere per iscritto alla banca subentrante l’avvio della procedura per la portabilità dell’ipoteca nei contratti di mutuo e le dà mandato di conoscere dalla banca originaria l’importo del proprio debito residuo a una determinata data.

Il mutuatario consegna alla banca subentrante la documentazione bancaria in suo possesso da cui emerge una stima del debito residuo. In mancanza di tale documentazione, la banca subentrante fa richiesta alla banca originaria dell’importo del debito residuo.

Alla fine della procedura la banca subentrante conferma al mutuatario la disponibilità a compiere l’operazione di finanziamento e, d’intesa con il medesimo, concorda con il notaio incaricato e le altre parti la data di stipula dell’atto di surrogazione. Difatti, l’atto di surrogazione deve essere stipulato con atto notarile o scrittura privata autenticata.

Si può chiudere un conto corrente con un mutuo in corso?

Così come è possibile trasferire il conto corrente aperto presso la banca mutuante si può anche decidere di chiuderlo. La giurisprudenza ha già chiarito che l’istituto di credito non può obbligare il cliente a pagare l’eventuale scoperto sul conto come condizione per l’estinzione del conto stesso. Fermo restando che il correntista resterà debitore della banca, non sarà quantomeno tenuto a sopportare le spese di tenuta del conto.

note

[1] Art. 36 bis, D.L. 201/2011, convertito in L. 214/2011.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Nell’articolo si fa riferimento a una norma che obbliga la banca a offrire un conto corrente a zero spese, con un numero di operazioni e servizi prestabilito a fronte di un forfait fisso annuo. Di che norma si tratta?
    Grazie

    Faccio presente che ultimamente per aggirare la chiusura del conto o il trasferimento della rata presso altro conto, le banche hanno aumentato il costo dell’SDD talmente da rendere obbligatorio tenere il conto aperto..

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