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Lo sai che? Soldi falsi: dove cambiarli?

Lo sai che? Pubblicato il 5 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 ottobre 2017

Nel pagare con contanti, il cassiere mi ha detto che i soldi erano falsi e me li ha restituiti dicendomi che, forse, in banca me li avrebbero cambiati con soldi veri. È vero o, al contrario, ho perso la banconota contraffatta?

Sono due le procedure da seguire quando si ha a che fare con banconote false o alterate come, ad esempio, nel caso in cui siano andate distrutte, tagliate o strappate oppure presentino scritte e disegni. Iniziamo a rispondere al quesito del lettore il qualche ci chiede dove cambiare i soldi falsi.

In presenza di banconote contraffatte, il possessore è costretto a strapparle o a consegnarle alle autorità, ma soprattutto a non utilizzarle. Diversamente ne risponde penalmente. In alternativa, in caso di dubbio sull’autenticità, il possessore può consegnare i soldi falsi presso uno sportello di banca, delle poste o una filiale della banca d’Italia. Lì il biglietto viene osservato attraverso l’ausilio di appositi scanner. Se viene confermato il sospetto della falsità del denaro, il dipendente di banca deve impossessarsene. È quindi falsa l’informazione secondo cui i soldi falsi possono essere cambiati con soldi veri; al contrario, chi si trova nel portafogli un biglietto non autentico subisce tutto il rischio economico (ne perde cioè il relativo valore), anche se non ha alcuna colpa e ha inconsapevolmente accettato quel denaro. Né può spacciarli ad altri soggetti, fingendo di non essere al corrente della contraffazione; in tal caso, infatti, potrebbe essere denunciato e subire un procedimento penale. Di tanto abbiamo già parlato nell’articolo Soldi falsi: che fare?

Una volta che il dipendente della banca ha ritirato la banconota falsa, rilascia al possessore una copia della stessa e un verbale. I soldi vengono quindi trasmessi al Nac della Banca d’Italia (Nucleo di analisi per le banconote sospette di falsità). Se il Nac conferma la contraffazione, il possessore ha definitivamente perso per sempre l’importo della banconota e non otterrà alcun risarcimento. Se invece il Nac dovesse ritenere che la banconota è autentica, rimborsa l’importo al possessore inviandogli un vaglia cambiario.

La disciplina che regolamenta la gestione dei soldi falsi è contenuta in un provvedimento del 2008 a firma del Governatore della Banca d’Italia [1]. Esso impone l’obbligo, per le banche, di ritirare le banconote false o sospettate di falsità, nonché di consegnarle alle autorità.

A questo punto, visto che il rischio di avere soldi falsi ricade su chi non li sa riconoscere è meglio sempre sottoporre ad attento vaglio le banconote ricevute secondo le tecniche che abbiamo già illustrato in Come riconoscere i soldi falsi.

 

Completamente diverso è il discorso in presenza di banconote che presentano alterazioni come scritte. In questo caso è possibile ottenerne la sostituzione solo a condizione che:

  • il possessore non sia l’artefice delle scritte (deve cioè essere in buona fede);
  • i danneggiamenti sono di modeste dimensioni (piccole scritte, numeri o annotazioni a penna) rispetto alla dimensione della carta.

In tali casi la banconota deve essere portata presso una filiale della Banca d’Italia. Il dipendente allo sportello valuterà l’entità delle scritte e potrà in tal caso decidere se cambiare le banconote o meno. Il giudizio è discrezionale.

note

[1] Regolamento Governatore della Banca d’Italia del 4 Settembre 2008 che attua l’art. 8 del decreto legge 25 settembre 2001 n. 350.


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