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Assegno di divorzio: a chi spetta?

5 ottobre 2017


Assegno di divorzio: a chi spetta?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 ottobre 2017



Solo la donna che non è autosufficiente ha diritto agli alimenti dall’ex marito. L’età avanzata è un valido motivo per dimostrare la non indipendenza economica.

La donna non ha più un automatico diritto all’assegno di divorzio. È questa la frase che sintetizza tutte le lunghe pagine di motivazioni contenute nell’ormai storica sentenza della Cassazione dello scorso 10 maggio [1]. «Automatico» significa che può ottenere il mantenimento solo a condizione che dimostri di non essere in grado di mantenersi da sola, ossia di non possedere l’indipendenza e l’autosufficienza economica. Cosa significa in parole povere? Che, o per l’età o per le condizioni fisiche, l’ex moglie – priva già di per sé di risorse economiche – non deve essere in grado di procurarsi un lavoro e ottenere un guadagno. Ecco che allora, a chi si chiede a chi spetta l’assegno di divorzio, si deve rispondere nel seguente modo: all’ex coniuge che, non per propria colpa, non ha la possibilità di provvedere ai propri bisogni primari per assenza di un reddito o per insufficienza dello stesso. È, ad esempio, l’ipotesi della casalinga che ha superato i 50 anni di età. A chiarirlo è stato il tribunale di Napoli con una recente sentenza [2]. La sentenza è assai importante perché va ad attuare e precisare meglio i termini della riforma, chiarendo qual è il requisito dell’età oltre il quale spetta l’assegno di divorzio. Ma procediamo con ordine.

L’assegno di divorzio non serve più a colmare le sperequazioni tra i redditi dei coniugi, ma solo a garantire, a chi dei due non può mantenersi da solo, lo stretto necessario. Per cui il suo ammontare non viene più determinato sulla base del reddito dell’ex coniuge (quello economicamente più agiato), né sul pregresso tenore di vita. Il principale riferimento è oggi quello dell’indipendenza o autosufficienza economica del richiedente. Ma non solo: se l’ex coniuge – precisa la Cassazione – è disoccupato, ma ancora in età per cercare lavoro, la sua pigrizia e inerzia non possono gravare sulle tasche dell’altro, per cui non ha diritto al mantenimento.

Ne consegue che non ha diritto all’assegno di divorzio chi ha raggiunto o può ancora raggiungere l’indipendenza economica, ossia:

  • è ancora in età per trovare lavoro e ne ha, concretamente, le possibilità (formazione, precedenti esperienze lavorative, stato di salute non invalidante, ecc.);
  • ha già altri redditi di qualsiasi specie come, ad esempio, quelli di lavoro (dipendente, autonomo, imprenditoriale), quelli provenienti da affitti e locazioni, da partecipazioni a utili societari, quelli derivanti dalla proprietà di patrimoni mobiliari o immobiliari. Rileva anche la disponibilità di una casa di abitazione, fosse anche quella dei genitori;
  • è andata a convivere con un’altra persona in modo stabile, anche se non si tratta del partner “ufficiale”.

Per «indipendenza economica» deve intendersi la capacità di provvedere al proprio sostentamento, di avere cioè risorse sufficienti per le spese essenziali, quali vitto, alloggio, esercizio dei diritti fondamentali. Secondo il Tribunale di Milano, un parametro di riferimento può essere rappresentato da mille euro al mese: a tanto infatti ammonta il limite di reddito oltre il quale non si ha diritto al patrocinio a spese dello Stato. Il concetto di indipendenza, può anche essere il reddito medio percepito nella zona in cui il richiedente vive ed abita.
Come abbiamo appena detto, l’assegno di divorzio non spetta solo a chi ha già raggiunto l’indipendenza economica (inteso cioè come reddito medio della zona geografica), ma anche a chi, per ragioni di salute o per raggiunti limiti di età, non può più procurarsela. Quali sono questi limiti di età? A chiarirlo è appunto la pronuncia del tribunale partenopeo. Il tipico esempio è quello della moglie che ha superato i 50 anni di età e che ha fatto la casalinga per tutta la vita matrimoniale; in una situazione del genere è verosimile avere «effettive difficoltà» a reinserirsi nel mondo del lavoro. Ecco perché, in assenza di altri redditi, l’ex marito le dovrà versare il mantenimento (nel caso di specie si è trattato di 500 euro al mese).

note

[1] Cass. sent. n. 11504/17 del 10.05.2017.

[2] Trib. Napoli. sent. n. 8689/17 del 5.10.2017.

Autore immagine: 123rf com

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