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Le Guide Infortunio tragitto casa-lavoro: quando spetta l’indennizzo

Le Guide Pubblicato il 8 novembre 2017

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> Le Guide Pubblicato il 8 novembre 2017

Indennizzo per infortunio in itinere: in quali ipotesi?

L’assicurazione obbligatoria Inail copre anche i cosiddetti infortuni in itinere, avvenuti cioè durante il normale tragitto abitazione – lavoro o viceversa oppure da un luogo di lavoro a un altro. L’infortunio in itinere è indennizzabile anche se avvenuto lungo il tragitto abituale per la consumazione dei pasti, se non esiste una mensa aziendale.

Nella tutela Inail è compresa qualsiasi modalità di spostamento (mezzi pubblici, a piedi, ecc.) a patto che siano verificate le finalità lavorative, la normalità del tragitto e la compatibilità degli orari.

Indennizzo infortunio in itinere: requisiti

Affinché l’infortunio avvenuto durante il tragitto sia indennizzabile, occorre il collegamento con l’occasione di lavoro. Anche per la copertura assicurativa dell’infortunio in itinere, infatti, è necessaria la coesistenza di due requisiti: la causa violenta e l’occasione di lavoro.

Causa violenta

La causa violenta è un fattore esterno nell’ambiente di lavoro che, con azione intensa e concentrata nel tempo, danneggia l’integrità psico-fisica del lavoratore. Essa presenta le seguenti caratteristiche: efficienza, rapidità ed esteriorità.

Può essere provocata, per esempio, da sostanze tossiche, sforzi muscolari, microrganismi, virus o parassiti e da condizioni climatiche e microclimatiche.

Occasione di lavoro

L’occasione di lavoro comprende tutte le situazioni nelle quali si svolge l’attività lavorativa ed è imminente il rischio per il lavoratore.

Non è sufficiente, quindi, che l’evento avvenga durante il lavoro ma che si verifichi “per il lavoro”. Deve esistere, in sostanza, un rapporto, anche indiretto di causa-effetto tra l’attività lavorativa svolta dall’infortunato e l’incidente che causa l’infortunio.

Infortunio in itinere: interruzioni e deviazioni del normale percorso

Le eventuali interruzioni e deviazioni del normale percorso casa – lavoro e viceversa non rientrano nella copertura assicurativa.

Fanno tuttavia eccezione alcuni casi particolari in cui la deviazione del normale tragitto:

  • è stata effettuata in attuazione di una direttiva del datore di lavoro;
  • è stata “necessitata” cioè dovute a causa di forza maggiore (per esempio un guasto meccanico o una strada chiusa per lavori o manifestazioni) o per esigenze essenziali e improrogabili (per esempio il soddisfacimento di esigenze fisiologiche) o nell’adempimento di obblighi penalmente rilevanti (per esempio per prestare soccorso a vittime di incidente stradale);
  • è stata “necessaria” per l’accompagnamento dei figli a scuola;
  • ci sono state brevi soste che non avrebbero comunque alterato le condizioni di rischio.

Infortunio in itinere con mezzo privato

L’infortunio in itinere è indennizzato anche in caso di utilizzo del veicolo privato (automobile o scooter) solo se questo si è reso strettamente necessario, come nel caso di:

  • mezzo fornito o prescritto dal datore di lavoro per esigenze lavorative;
  • il luogo di lavoro è irraggiungibile con i mezzi pubblici oppure raggiungibile ma non in tempo utile rispetto al turno di lavoro;
  • i mezzi pubblici obbligano a attese eccessivamente lunghe;
  • i mezzi pubblici comportano un rilevante dispendio di tempo rispetto all’utilizzo del mezzo privato;
  • la distanza della più vicina fermata del mezzo pubblico deve essere percorsa a piedi ed è eccessivamente lunga.

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1 Commento

  1. Chiarimenti in merito al fatto che durante l’orario di lavoro mi si è manifestata un’otite da batterio ed ero in trasferta su impianto della società.Al rientro del fine settimana presso la mia residenza con l’aereo ho iniziato la cura antibiotica di circa una settimana con assenza dal lavoro di 5gg. Dopo una settimana a una visita di controllo dal mio medico si è manifestato un buco nel timpano. Da quel momento è iniziata una fase curativa che ha comportato 2 mesi di assenza dal lavoro e dopo lunghe cure c’è stata la definitiva chiusura del foro nel timpano. Da una visita audiometrica fatta il livello uditivo non si è ripristinato come era in precedenza.
    Posso chiedere l’indennizzo visto che il fenomeno si è manifestato durante il periodo lavorativo ? Mi potrebbe dare un suggerimento.

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