Estratto conto pensione errato: l’Inps deve risarcire i danni

6 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 ottobre 2017



L’Inps è obbligata a risarcire i danni se l’estratto conto contributivo riporta degli errori che inducono il lavoratore a dimettersi per pensionarsi.

Il tuo estratto conto Inps, il documento dove sono indicati tutti i contributi accreditati in una vita di lavoro, indica chiaramente che hai raggiunto il requisito minimo richiesto per la pensione. In preda alla gioia, presenti le dimissioni dal lavoro. Ma la gioia si trasforma presto in disperazione, quando l’Inps rigetta la tua domanda di pensione spiegando che tu non hai i requisiti. L’estratto conto che hai consultato, difatti, non ha valore certificativo e tu non avresti dovuto farci affidamento: questa è la risposta dell’Inps, che non ti risarcirà alcun danno.

In questa situazione si sono trovati, purtroppo, moltissimi lavoratori, rimasti senza stipendio e senza pensione per aver fatto affidamento sull’estratto conto contributivo dell’Inps. Da ora in poi, però, l’Inps sarà costretta a risarcire i danni per gli errori nell’indicazione dei contributi, a prescindere dal fatto che l’estratto conto consultato dal lavoratore sia certificativo o meno: lo ha stabilito la Cassazione, con una nuova sentenza [1], che ha la chiara finalità di porre rimedio a quelle situazioni in cui il lavoratore, per colpa dell’Inps, si ritrova senza via d’uscita.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire come mai l’Inps ha sempre considerato l’estratto conto ordinario “senza valore” e come mai la Cassazione, invece, gli abbia attribuito valore certificativo.

Che cos’è l’estratto conto Inps

L’estratto conto dell’Inps è il documento in cui sono contenuti tutti i contributi previdenziali accreditati al lavoratore nelle gestioni che fanno capo all’Inps (fondo pensione lavoratori dipendenti, gestione separata, gestione commercianti, etc.). I contributi che figurano nell’estratto conto possono essere obbligatori, volontari, risultare dal riscatto di un determinato periodo (ad esempio degli anni di laurea), o essere stati ricongiunti da un’altra gestione, o ancora, infine, essere stati accreditati dall’Inps figurativamente.

Estratto conto certificativo Inps

L’Inps distingue, poi, l’estratto conto “generico” dall’estratto conto certificativo: soltanto quest’ultimo, secondo l’istituto, ha lo stesso valore di una certificazione, mentre l’estratto conto generico può contenere degli errori. L’Inps si è sempre rifiutata di rispondere degli errori nell’estratto conto ordinario in quanto il documento, secondo l’istituto, non ha natura certificativa perché non è emesso a seguito di una richiesta formale da parte dell’assicurato [2]: per questo motivo, non può considerarsi come una certificazione tale da determinare affidamento e, dunque, un danno nei confronti di chi si è fidato di quanto descritto nel documento.

Errori nell’estratto conto contributivo Inps

Secondo la Cassazione, invece, la normativa citata dall’Inps [2] non richiede che l’estratto conto contributivo, per avere il valore di certificazione, debba essere richiesto dal cittadino con particolari adempimenti, né che debba essere emesso con specifiche formalità: perché si possa riconoscere all’estratto conto il valore di certificazione basta che sia comprensibile dal cittadino munito del livello di istruzione obbligatoria. La legge, inoltre, non prevede che delle parti dell’estratto conto possano essere meramente incidentali e accessorie: in pratica, l’estratto non può contenere delle indicazioni che l’interessato non deve considerare, o che può considerare senza farci affidamento

Al contrario, il principio di buon andamento della Pubblica  Amministrazione [3] impone la veridicità degli atti e dei provvedimenti degli enti pubblici: i documenti emessi da un ente pubblico, come l’Inps, non possono dunque mai essere considerati come affermazioni delle quali per prudenza non ci si deve fidare.

Gli enti pubblici che possono rilasciare certificazioni sono, peraltro, obbligati a non frustrare la fiducia di chi è titolare di un interesse a conseguire beni essenziali della vita (come la pensione), fornendo informazioni sbagliate o approssimative, anche se contenute in documenti senza valore certificativo. Se disattendono quest’obbligo, vanno incontro a responsabilità contrattuale [4].

Dimissioni per informazioni errate sul diritto alla pensione

In base a quanto chiarito dalla Cassazione, dunque, se il lavoratore si dimette, convinto di aver diritto alla pensione, e scopre, in seguito al rigetto della domanda di pensione da parte dell’Inps, che l’estratto conto su cui si è basato è errato, l’Inps deve risarcire i danni, anche se l’estratto conto consultato non era quello certificativo.

note

[1] Cass. sent. 23050/2017.

[2] Art. 54 L. 88/1989.

[3] Art.97, Co. 1 Cost.

[4] Cass. sent. 21454/2013.

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