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Via alla riliquidazione della buonauscita: istruzioni operative dell’INPS

10 novembre 2012


Via alla riliquidazione della buonauscita: istruzioni operative dell’INPS

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 novembre 2012



Il trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici continuerà ad essere calcolato secondo le regole vigenti al 31 dicembre 2010.

A seguito della recentissima sentenza della Corte costituzionale [1] che ha dichiarato la incostituzionalità delle trattenute effettuate sulla retribuzione a carico dei lavoratori pubblici dal 01.11.2011 [2], l’Inps ha emanato ieri le prime istruzioni operative con un apposito comunicato [3], per coordinarsi con il decreto legge del Governo [4] che, appena qualche giorno fa, ha abrogato retroattivamente la norma oggetto di censura.

Il decreto afferma che l’ufficio liquiderà i trattamenti entro un anno e che non si provvederà al recupero delle eventuali somme già erogate in eccedenza. In attesa dell’adeguamento delle procedure informatiche si terrà conto solo delle anzianità maturate fino al 31 dicembre 2010.

Ritorno al passato per le future prestazioni. La novella legislativa, spiega l’Inps, ripristina le vecchie norme in materia di calcolo dei trattamenti di fine servizio comunque denominati (indennità premio servizio, per i dipendenti delle autonomie locali, delle regioni e della sanità; indennità buonuscita per i dipendenti civili e militari dello Stato; indennità anzianità ai dipendenti di enti pubblici non economici e altre amministrazioni).

La novella legislativa, prosegue l’Inps, dispone inoltre che i tfs relativi a cessazioni di lavoro dopo il 31 dicembre 2010 e liquidati entro il 30 ottobre 2012 verranno riliquidati d’ufficio entro un anno (entro il 31 ottobre 2013). Qualora in sede di riliquidazione l’importo spettante risultasse inferiore a quello precedentemente erogato, l’Inps non procederà al recupero della somma eccedente. Inoltre, non verranno poste in pagamento le prestazioni di importo inferiore a 12 euro.

Resta la ritenuta (2,5%) sui dipendenti. Quando c’è stato il cambio delle regole di calcolo, le amministrazioni hanno continuato a praticare la ritenuta del 2,5% a carico dei lavoratori. A seguito del dl n. 185/2012, spiega l’Inps, nulla cambia in tema di obblighi contributivi, poiché, essendo state ripristinate le regole previgenti, il contributo previdenziale sulla retribuzione contributiva utile rimane dovuto, anche per il periodo successivo al 31 dicembre 2010 e sia per i dipendenti in servizio che per quelli cessati dopo il 31 dicembre 2010, nella misura complessiva del 9,60% (7,10% a carico amministrazione e 2,5% del lavoratore) per gli iscritti alla gestione ex Enpas e nella misura complessiva del 6,10% (3,6% a carico amministrazione e 2,5% del dipendente) per gli iscritti alla gestione ex Inadel. Pertanto, i processi pendenti aventi a oggetto la restituzione del contributo obbligatorio del 2,5% a carico dei lavoratori si estinguono di diritto. Mentre le sentenze eventualmente emesse, escluse quelle passate in giudicato, restano prive di effetto.

di ANDREA BORSANI

note

[1] Corte Cost. sent. n. 223/2012.

[2] Art. 12 comma 10 del dl 78/2010.

[3] INPS, messaggio n. 18296.

[4] DL n. 185/2012.

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