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Chi dispone il pignoramento del conto corrente?

8 ottobre 2017


Chi dispone il pignoramento del conto corrente?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 ottobre 2017



Come inizia il pignoramento presso terzi del conto corrente bancario o postale e chi lo autorizza: l’ufficiale giudiziario e il blocco della banca.

Sei stato in banca per prelevare ma il bancomat ti ha bloccato l’operazione, consigliandoti di rivolgere allo sportellista. In filiale, un dipendente ti ha detto che il tuo conto corrente è stato pignorato e che non puoi più prelevare fino a quando il giudice non lo avrà sbloccato. Sì, hai dei debiti in corso, hai ricevuto qualche lettera di un creditore, qualche altra non l’hai ritirata, tuttavia non hai la benché minima idea di chi possa essere stato ad agire e, soprattutto, come funziona la procedura, chi l’ha autorizzata, cosa bisogna fare per difendersi e come ottenere lo sblocco del conto. In questa guida cercheremo di darti le informazioni principali in forma molto semplice e pratica; risponderemo alle domande che, di solito, ci si pone in questi casi, cominciando proprio dalla prima: chi dispone il pignoramento del conto corrente? Procediamo quindi con ordine e cerchiamo di dipanare la matassa.

Come inizia il pignoramento del conto corrente?

Prima di spiegare chi dispone il pignoramento del conto corrente e chi lo autorizza, vorrei darti un consiglio: leggi la guida su Il pignoramento del conto corrente: cos’è e cosa comporta. Già lì troverai numerose risposte agli interrogativi più frequenti, come, ad esempio, chi può pignorare il conto corrente, entro quali limiti il conto corrente si può pignorare, cosa fare se sul conto corrente c’è lo stipendio o il Tfr, cosa succede se il creditore non trova nulla sul conto corrente, come sbloccare il conto, ecc.

Detto ciò, se già sei al corrente di queste informazioni, possiamo passare a chiarire come inizia il pignoramento del conto corrente.

A decidere di agire contro il debitore, mediante il pignoramento del conto, è il creditore. Non un creditore qualsiasi, ma uno che abbia in mano un «titolo esecutivo». I titoli esecutivi sono documenti che attestano con certezza l’entità del credito e che non possono essere contestati (o meglio, lo possono essere, ma non in modo semplice). Essi possono essere le sentenze, i decreti ingiuntivi, le ordinanze con le ingiunzioni di pagamento, le cartelle di pagamento dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, un assegno o una cambiale, un contratto di mutuo siglato davanti a un notaio.

Il pignoramento inizia con la notifica del titolo esecutivo (solo se si tratta di sentenze e altri ordini del giudice; negli altri casi non ce n’è bisogno) e del precetto. Il precetto è un’intimazione di pagamento, consegnata a mezzo dell’ufficiale giudiziario (il quale si può, a sua volta, valere anche del postino) con cui si dà al debitore 10 giorni per pagare.

Il creditore deve avviare il pignoramento non oltre 90 giorni dal ricevimento del precetto.

Se il titolo esecutivo è un mutuo, un assegno o una cambiale, nel precetto ne vanno indicati gli estremi in modo analitico.

Dopo che è stato notificato il precetto (come detto, non prima di 10 giorni e non oltre 90) deve essere notificato il vero e proprio atto di pignoramento del conto corrente. Tale atto va consegnato sia al debitore che alla banca o alle poste. La legge non specifica se, a dover ricevere l’atto di pignoramento, debba essere prima il debitore o il terzo pignorato (appunto la banca); di solito i due atti vengono spediti nello stesso momento.

Quindi, ricapitolando, il pignoramento del conto corrente inizia con:

  • una scelta del creditore che, appunto, decide di avviare il pignoramento del conto in banca o alle poste piuttosto che aggredire altri beni del debitore;
  • la notifica del titolo esecutivo (solo se si tratta di provvedimenti del giudice) mediante ufficiale giudiziario o postino;
  • la notifica del precetto mediante ufficiale giudiziario o postino;
  • la notifica dell’atto di pignoramento al debitore e alla banca mediante ufficiale giudiziario o postino.

Chi dispone il pignoramento del conto corrente?

Anche se a redigere materialmente l’atto di pignoramento è l’avvocato del creditore, il pignoramento è in realtà un atto che dovrebbe comporre l’ufficiale giudiziario su richiesta del creditore. Ecco perché, all’interno dello stesso, c’è una parte a firma dell’avvocato e una a firma dell’ufficiale giudiziario. Nel momento in cui l’atto di pignoramento viene comunicato alla banca, quest’ultima ha l’obbligo di bloccare il conto corrente impedendo al correntista di effettuare i prelievi. Prelievi che possono essere possibili solo se – e nella misura in cui – il conto dovesse contenere un deposito superiore rispetto alla somma pignorata. Ad esempio, se il pignoramento è di mille euro e sul conto ci sono 10mila euro, non tutto il conto viene bloccato, ma il debitore ha possibilità di disporre di 9mila euro.

Tornando alla domanda di partenza, chi dispone il pignoramento del conto corrente è l’ufficiale giudiziario che si vale, ovviamente, della collaborazione della banca; quest’ultima è responsabile personalmente se, infatti, se il debitore dovesse prelevare le somme pignorate.

Chi autorizza il pignoramento del conto corrente?

Veniamo ora alla fase successiva: quella dell’autorizzazione del pignoramento del conto corrente. Una volta “bloccato” il conto, il creditore si reca dal giudice per farsi autorizzare a prelevare le somme rimaste sul conto. La data dell’udienza è indicata nell’atto di pignoramento dallo stesso avvocato che tiene conto del calendario del tribunale locale. A volte, però, possono passare numerosi mesi tra la data del pignoramento e quella dell’udienza.

All’udienza, il giudice verifica se sul conto pignorato ci sono somme depositate dal debitore. Lo fa perché a comunicarlo è la stessa banca, anteriormente all’udienza, con una raccomandata o una posta elettronica certificata inviata al creditore. Con questa comunicazione l’istituto di credito dichiara se e quanti soldi del debitore sono depositati presso le proprie casse.

Che succede dopo il pignoramento del conto?

Se il conto è in rosso o è stato estinto, il giudice chiude il pignoramento.

Se, invece, il conto è in attivo, il giudice ordina alla banca di assegnare le somme pignorate al creditore pignorante. In questo caso:

  • se le somme depositate sono inferiori al credito, il creditore potrà agire successivamente su altri beni del debitore;
  • se le somme depositate sono superiori al credito, il giudice sblocca il conto e il debitore potrà tornare nella disponibilità dell’intero rapporto.

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Autore immagine: 123rf com

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