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Pignoramento: quando scade?

8 ottobre 2017


Pignoramento: quando scade?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 ottobre 2017



L’efficacia del pignoramento dipende dal rispetto del termine per il deposito dell’istanza di vendita o di assegnazione dei beni pignorati.

Non ce l’hai fatta a pagare i debiti e, questa volta, il creditore non ti ha più aspettato: così ti ha fatto un pignoramento, notificandoti prima l’atto di precetto e poi mandanti a casa l’ufficiale giudiziario. Da allora, però, non ne hai saputo più nulla, né in tribunale esiste un procedimento esecutivo a tuo carico. Che sarà successo? È possibile che il creditore abbia rinunciato a far valere le proprie ragioni? Forse non lo sai ma anche il pignoramento ha una scadenza o – meglio detto – un termine di efficacia oltre il quale decade automaticamente. Questo significa che al creditore non basta solo richiede il pignoramento; una volta che l’ufficiale giudiziario ha individuato i beni da “prelevare”, egli deve dare impulso alla procedura, dichiarando di volere che detti beni siano venduti. Non è giuridicamente corretto affermare – come alcuni impropriamente dicono – che il pignoramento va in prescrizione; ma l’idea che vogliamo darvi è molto simile a questo concetto. Detto ciò vediamo dunque quando scade il pignoramento partendo dalle regole generali per poi analizzare quelle previste dal codice per ciascuna procedura.

Regole generali sulla scadenza del pignoramento

Una volta avvenuto il pignoramento da parte dell’ufficiale giudiziario, il creditore deve depositare in cancelleria l’istanza di vendita dei beni pignorati o di assegnazione degli stessi. Il deposito deve avvenire entro il termine massimo di 45 giorni dal pignoramento; diversamente il pignoramento perde efficacia e, quindi, i beni tornano al debitore. Nel caso di pignoramento immobiliare il giudice ordina la cancellazione dai pubblici registri dell’iscrizione del pignoramento.

Secondo la Cassazione, il termine decorre dalla data di notificazione dell’atto di pignoramento.

Il termine si sospende però dal 1° al 31 agosto.

Decorso inutilmente il termine, il pignoramento scade e il creditore è costretto a iniziare una nuova procedura esecutiva, chiedendo all’ufficiale giudiziario di effettuare un nuovo pignoramento. Il giudice dell’esecuzione, sentite le parti, emette un’ordinanza di estinzione del processo esecutivo e dispone la cancellazione della trascrizione del pignoramento.

Pignoramento mobiliare

Se a casa tua si è presentato l’ufficiale giudiziario e ha redatto un verbale elencando divani, tappeti, mobili ed elettrodomestici è perché è stato eseguito un pignoramento mobiliare. Questa procedura inizia con una richiesta all’ufficiale giudiziario fatta dal creditore (purché munito di un «titolo esecutivo» ossia di una sentenza, un decreto ingiuntivo, un assegno o una cambiale protestata).

Compiute tali operazioni, l’ufficiale giudiziario deve consegnare senza ritardo al creditore il verbale di pignoramento (insieme al titolo esecutivo e al precetto). Entro i 15 giorni successivi il creditore deve depositare nella cancelleria del tribunale competente per l’esecuzione la nota di iscrizione a ruolo e le copie conformi del verbale, del titolo esecutivo e del precetto. Entro invece i 45 giorni successivi, il creditore deve presentare in tribunale una richiesta di assegnazione o vendita dei beni pignorati; se non lo fa o ritarda, il pignoramento perde di efficacia, ossia “scade”.

Pignoramento immobiliare

Anche nel caso in cui il creditore agisca contro i beni immobili del debitore (case, terreni, appartamenti, ecc.), l’ufficiale giudiziario – dopo aver notificato l’atto di pignoramento al debitore – consegna senza ritardo al creditore l’atto predetto di pignoramento perché questi lo trascriva nei pubblici registri.

Entro 30 giorni dalla comunicazione ricevuta mezzo posta elettronica certificata, il creditore deve depositare nella cancelleria del tribunale competente per l’esecuzione la nota di iscrizione a ruolo e le copie conformi del titolo esecutivo, del precetto, dell’atto di pignoramento e della nota di trascrizione. Il mancato rispetto del termine fa perdere efficacia al pignoramento [1].

Anche in questo caso il pignoramento decade se il creditore non deposita l’istanza di assegnazione o vendita degli immobili pignorati entro 45 giorni (che in questo caso decorrono dal deposito da parte del creditore della nota d’iscrizione a ruolo oppure delle copie conformi degli atti).

Pignoramento presso terzi

Nel pignoramento presso terzi (conto corrente, stipendio, pensione, canoni di affitto, ecc.) non sono previsti termini di scadenza. Una volta notificato l’atto di pignoramento si va direttamente in udienza (quella indicata nell’atto stesso) ove il giudice autorizza l’assegnazione delle somme pignorate al creditore.

note

[1] Art. 521 bis co. 6 cod. proc. civ.


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