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Lo sai che? Cartella esattoriale senza firma: legittima?

Lo sai che? Pubblicato il 8 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 ottobre 2017

Affinché la cartella di pagamento notificata da Agenzia Entrate Riscossione sia valida è sufficiente l’indicazione del nome e cognome del responsabile del procedimento.

È arrivata a casa una cartella di pagamento e, siccome sai che non hai pagato, stai cercando qualche appiglio formale che ti consenta di fare ricorso. Nel leggere attentamente tutte le pagine contenute all’interno della busta che ti è stata recapitata dal postino, ti accorgi però che, alla fine di tutto, non c’è nessuna firma, né a mano, né in fotocopia; tantomeno c’è un timbro. Ti chiedi allora se una cartella esattoriale è legittima senza firma o se puoi contestarla. Ritieni infatti che nessun documento, senza sottoscrizione, possa essere valido, non essendo certa la sua provenienza; ragionamento che – sempre secondo il tuo punto di vista – vale ancor di più per gli atti del fisco, che devono a maggior ragione rispettare le garanzie per il contribuente. A questa domanda ha dato una risposta la Cassazione lo scorso venerdì [1]. La pronuncia, in realtà, non è una grossa novità e riporta quello che è l’orientamento ormai costante dei giudici in materia di riscossione delle imposte. Ma procediamo con ordine.

In base alla legge [2], la cartella esattoriale deve indicare il nome e cognome del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e del responsabile del procedimento di emissione e notificazione della cartella. In assenza di tali indicazioni l’atto è nullo e può essere impugnato.

Si tratta di due soggetti diversi in quanto l’iscrizione è effettuata dall’ente creditore (ad esempio l’Agenzia delle Entrate, l’Inps, ecc.) mentre la cartella è formata e notificata dall’Agente della riscossione (fino al 1° luglio 2017 Equitalia, successivamente l’Agenzia delle Entrate-Riscossione).

L’obbligo di indicazione del responsabile del procedimento vale però solo per le cartelle notificate dal 1° giugno 2008 in poi. Per quelle precedenti, l’omessa indicazione del responsabile del procedimento non ne comporta la nullità [3].

Attenzione però: la necessaria indicazione delle generalità del responsabile del procedimento non significa anche che lo stesso debba siglare materialmente la cartella esattoriale la quale, quindi, anche senza la firma a penna o riprodotta al computer è valida (leggi sul punto anche Cartella di pagamento senza firma). La cartella è, infatti, un atto dotato di una certa “autorevolezza”, tanto è vero che, da sola, consente di agire con il pignoramento senza previa verifica di un giudice. Quindi, la trasparenza dell’attività amministrativa è rispettata dal fatto che il nome e il cognome del funzionario competente è indicato nell’atto, in modo che il contribuente sappia a chi rivolgersi in caso di dubbi, contestazioni o altri problemi di sorta con il pagamento.

Inutile quindi spendere soldi per un ricorso contro la cartella esattoriale senza firma: adeguandosi alla recente ordinanza della Cassazione, il tribunale rigetterà il ricorso e condannerà il contribuente alle spese processuali. La Suprema Corte mette nero su bianco il seguente principio: «in tema di riscossione delle imposte, la mancanza della sottoscrizione della cartella di pagamento da parte del funzionario competente non comporta l’invalidità dell’atto, quando non è in dubbio la riferibilità di questo all’Autorità da cui promana, giacché l’autografia della sottoscrizione è elemento essenziale dell’atto amministrativo nei soli casi in cui sia prevista dalla legge, mentre, ai sensi della normativa sulla riscossione esattoriale [4], la cartella va predisposta secondo il modello approvato con decreto del Ministero competente, che non prevede la sottoscrizione dell’esattore ma solo la sua intestazione».

Risultato: la cartella di pagamento priva della firma del responsabile del procedimento è perfettamente valida ed efficace; tale omissione non costituente neanche una irregolarità.

Già l’anno scorso la stessa Cassazione aveva stabilito lo stesso principio [5]. La cartella esattoriale che ometta di indicare il responsabile del procedimento – aveva detto la Corte – se riferita a ruoli consegnati agli agenti della riscossione in data anteriore al 10 giugno 2008, non è affetta da nullità. L’omessa sottoscrizione della cartella di pagamento da parte del funzionario competente non comporta l’invalidità dell’atto, la cui esistenza non dipende tanto dall’apposizione del sigillo o del timbro o di una sottoscrizione leggibile, quanto dal fatto che tale elemento sia inequivocabilmente riferibile all’organo amministrativo titolare del potere di emetterlo.

note

[1] Cass. ord. n. 23381/17 del 6.10.2017.

[2] Art. 36 co. 4-ter DL 248/2007 conv. in L. 31/2008 e art. 7 c. 2 lett. a) L. 212/2000.

[3] C. Cost. sent. n. 58/2009, Cass. SU sent. n. 11722/2010.

[4] Art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973.

[5] Cass. sent. n. 9872/16


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