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Lo sai che? Cartella di pagamento per bollo auto non pagato

Lo sai che? Pubblicato il 8 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 ottobre 2017

Il contribuente che ha arretrati sul bollo auto subisce la notifica della cartella esattoriale, il pignoramento e il fermo amministrativo.

Hai dimenticato di pagare il bollo auto negli anni passati e te ne sei accorto solo ora. Non hai le possibilità economiche per rimediare e, del resto, ancora nessuno si è fatto avanti per chiedere il pagamento. Ti chiedi, a questo punto, cosa potrà succederti e quali sono le conseguenze della morosità. Hai sentito dire, infatti, che esiste la cartella di pagamento per bollo auto non pagato e la possibilità di ricevere una visita da parte dell’ufficiale giudiziario o del postino con la fatidica “raccomandata a.r.” da parte di Agenzia Entrate Riscossione non ti fa dormire la notte. Quali conseguenze possono scaturire per il patrimonio o per la stessa auto a chi non paga la tassa automobilistica? In questo articolo ti spiegheremo tutto ciò che succede a chi ha arretrati del bollo auto: quali soluzioni si possono adottare per rimediare all’inadempimento e quali rischi, invece, possono derivare per chi non ha i soldi per pagare.

Avviso di pagamento della Regione

Chi ha arretrati del bollo auto, deve ricevere un previo avviso di pagamento da parte della Regione con raccomandata o con posta elettronica certificata per chi è tenuto per legge ad averne una (imprese e professionisti). Nelle Regioni a Statuto Speciale il bollo auto è un’imposta erariale, per cui l’intimazione di pagamento viene notificata dall’Agenzia delle Entrate. Ci sono 60 giorni di tempo per contestare il pagamento. Chi ha già pagato o magari ha venduto l’auto, per cui non è tenuto al versamento dell’imposta, può presentare un’istanza in autotutela, la quale però non sospende i termini per il ricorso al giudice (con la conseguenza che, se l’amministrazione non risponde entro i 60 giorni, si perde la possibilità di fare ricorso). Leggi anche Chi vende l’auto può trasferire il bollo sulla nuova?

Cartella di pagamento per omesso versamento bollo auto

Se il contribuente non paga, la Regione (o l’Agenzia delle Entrate) iscrive a ruolo l’imposta e delega l’Esattore (Agenzia Entrate Riscossione) di procedere all’esecuzione forzata. Agenzia Entrate Riscossione, entro 2 anni dall’iscrizione a ruolo, deve notificare la cartella di pagamento. Se non lo fa, si ha decadenza e il contribuente è libero di non pagare (meglio però fare ricorso e far accertare ciò al giudice). La data di iscrizione a ruolo del tributo è indicato sulla cartella stessa.

La cartella di pagamento per bollo auto non pagato viene notificata – come tutte le cartelle esattoriali – tramite messo notificatore del Comune o raccomandata a.r. o posta elettronica certificata.

Dopo la notifica il contribuente ha 60 giorni di tempo per fare opposizione e contestare la richiesta di pagamento. Il ricorso va prima spedito all’Agenzia delle Entrate Riscossione (ossia l’esattore che ha notificato la cartella) con la richiesta di mediazione tributaria. Se entro 90 giorni il contribuente non ha ricevuto risposta, può procedere al deposito in tribunale che, in questo caso, è la Commissione Tributaria Provinciale. Il ricorso non sospende automaticamente la cartella senza un’esplicita richiesta al giudice e successivo accoglimento.

Bollo auto: quando si prescrive la cartella esattoriale?

Uno dei motivi più ricorrenti di impugnazione della cartella esattoriale per bollo auto non pagato è la prescrizione ossia il decorso dei termini oltre i quali il debito si estingue. La prescrizione è automatica: non necessita di adempimenti da parte del debitore. Ma quando si prescrive la cartella esattoriale per bollo auto? La prescrizione si compie in tre anni. Tale lasso di tempo si calcola a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui il pagamento è dovuto e, pertanto, scade il 31 dicembre del terzo anno.

La prescrizione è identica sia per quanto riguarda l’imposta in sé che la cartella di pagamento. In altri termini:

  • se il contribuente riceve l’avviso di accertamento per il mancato versamento del bollo auto dopo il termine di tre anni (calcolati dall’anno successivo a quello in cui il pagamento era dovuto), la prescrizione è compiuta e questi non deve più versare nulla;
  • se il contribuente riceve la cartella di pagamento dopo 3 anni dall’avviso di accertamento, la prescrizione è ugualmente compiuta.

Per far valere la prescrizione dell’imposta dopo l’avviso di accertamento si può adottare la procedura della richiesta di automatica sospensione della cartella di pagamento. Viceversa, per far valere la prescrizione compiuta dopo la notifica della cartella di pagamento bisognerà ricorrere al giudice.

Se non pago la cartella esattoriale del bollo auto che rischio?

Vediamo, invece, che succede se il contribuente non paga la cartella per il bollo auto né presenta ricorso.

Per rispondere alla domanda del lettore, bisogna chiarire innanzitutto che, anche in presenza di una cartella di pagamento per arretrati del bollo auto, si può ugualmente circolare con il proprio mezzo, almeno fino a quando – come si dirà a breve – non viene iscritto un fermo amministrativo.

Dopo 60 giorni dalla consegna della cartella al debitore, l’esattore può avviare un pignoramento e/o il fermo auto. In realtà, non si tratta di conseguenze immediate e scontate. A volte, prima che l’esattore si attivi, passa molto tempo, in alcuni casi addirittura anni. È anche possibile che l’Agenzia delle Entrate Riscossione non faccia nulla, cosicché la cartella cade in prescrizione. La prescrizione della cartella per bollo auto si compie dopo 3 anni. In tal caso il contribuente non deve pagare più nulla ed è libero da ogni obbligo.

Se, invece, l’agente della riscossione iscrive il fermo auto è tenuto a comunicarlo 30 giorni prima all’intestatario del mezzo; in questi 30 giorni, l’interessato può:

  • pagare, ed evitare il fermo auto;
  • chiedere una dilazione di pagamento (cosiddetta rateazione). Anche in questa ipotesi, in caso di accoglimento dell’istanza, il fermo non viene iscritto;
  • dimostrare che il mezzo è indispensabile per l’esercizio di una professione o di un’attività imprenditoriale. In tali casi il fermo non viene iscritto.

Il fermo non può essere disposto neanche se l’auto è cointestata.

Fermo amministrativo per bollo auto non pagato

Con il fermo amministrativo, l’auto non può circolare (diversamente si commette reato). Attenzione: il contribuente riceve solo il preavviso di fermo, ma non anche la conferma a fermo già avvenuto; questi significa che sarà suo onere – se non vuol rischiare di essere fermato dalla polizia – accertarsi, dopo il ricevimento del preavviso, se e quando il fermo è stato davvero iscritto.

La rateazione può essere chiesta anche dopo che il fermo auto è stato già iscritto. In tal caso è possibile tornare a circolare solo a condizione che si paghi la prima rata della dilazione. Bisognerà allora farsi rilasciare una quietanza dall’Agenzia Entrate Riscossione e presentarla al Pra che provvede a sospendere il fermo. Il fermo sarà definitivamente cancellato solo col pagamento dell’ultima rata.

Il pagamento della prima rata della rateazione può sbloccare anche il pignoramento già avviato, ma non quello del conto corrente che, una volta notificato alla banca, non darà più diritto allo sblocco del conto a meno che il contribuente non paghi tutta la somma entro 60 giorni dalla predetta notifica.

note

[1] Art. 26 del D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973 rubricato «Notificazione della cartella di pagamento».


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