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Società in liquidazione: come ottenere quanto mi spetta?

28 ottobre 2017


Società in liquidazione: come ottenere quanto mi spetta?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 ottobre 2017



Papà è morto e sono l’unico erede. Ho scoperto che la sua società è stata messa in liquidazione e che il socio più ricco è stato nominato liquidatore. Come posso ottenere quanto mi spetta?

Per dare risposta al quesito bisogna tenere in considerazione da un lato i diritti che la legge riconosce agli eredi del socio defunto e dall’altro lato quanto è specificamente previsto per la morte di un socio nei patti sociali della società in questione. Alla morte del socio di una società in nome collettivo – snc – infatti, e salvo diversa disposizione del contratto sociale, sorge l’obbligo per la società di liquidare il valore della quota già appartenuta al defunto agli eredi di quest’ultimo [1], a meno che gli altri soci non preferiscano sciogliere la società o continuarla con gli eredi e questi vi acconsentano. Sempre ai sensi di legge, il pagamento del controvalore della quota del socio defunto deve essere fatto entro sei mesi dal giorno in cui si verifica lo scioglimento del singolo rapporto sociale, ossia dal giorno del decesso [2]. Similmente, anche i patti sociali della società prevedono che in caso di morte di un socio, gli eredi dovranno nominare un loro rappresentante in seno alla società ed entro sei mesi potranno chiedere il recesso dalla società stessa, con ciò volendo significare probabilmente che entro sei mesi gli eredi potranno chiedere la liquidazione della quota del defunto.

Ciononostante, avendo i soci superstiti della società deliberato lo scioglimento e la messa in liquidazione della società, essi hanno di fatto bloccato l’esigibilità del diritto del lettore finché non sarà compiuta la liquidazione del patrimonio sociale e il pagamento di tutti i creditori della società, momento a partire dal quale potrà essere ripartito fra lui e i soci superstiti il residuo attivo della società. Anche, infatti, a voler sposare l’interpretazione di parte della giurisprudenza [3] che considera cristallizzato al momento del decesso il diritto degli eredi del socio defunto, il suddetto orientamento fa comunque salva la possibilità dei soci superstiti di deliberare lo scioglimento entro sei mesi dall’avvenuta morte del socio con ciò posticipando il diritto degli eredi a vedersi liquidato immediatamente il controvalore della quota del socio defunto.

Ne deriva pertanto che, avendo i soci superstiti della società deliberato lo scioglimento e la messa in liquidazione di quest’ultima il 17.12.2013, esattamente sei mesi dopo il decesso del padre, il diritto del lettore a ottenere il controvalore della quota già appartenuta al suo genitore ragguagliato al momento della morte, potrà essere soddisfatto a liquidazione avvenuta del patrimonio sociale, ossia una volta pagati i restanti creditori sociali, partecipando alla distribuzione pro quota del residuo attivo della società. In altre parole, per orientamento costante della giurisprudenza, il lettore non ha attualmente il potere di costringere i liquidatori a liquidargli in via immediata il valore della quota già appartenuta a suo padre ma dovrà aspettare che si compia la liquidazione del patrimonio sociale. Resta, invece, in suo potere controllare che i liquidatori svolgano i loro poteri nei limiti prescritti dalla legge e da quanto previsto nella delibera di scioglimento della società, potendo in caso di violazioni di questi ultimi chiedere al tribunale la loro rimozione e sostituzione con altri. Nel frattempo e fintantoché non si inizi la procedura di liquidazione del patrimonio sociale, il lettore avrà da un lato diritto a percepire gli utili maturati dalla società e dall’altro l’obbligo di partecipare alle eventuali perdite, gli uni e le altre derivanti dalle operazioni societarie in corso [4] alla morte del padre. Ci si riferisce nello specifico all’attività di locazione dell’immobile sociale che rientra nell’oggetto sociale di quest’ultima. Pertanto sarà diritto del lettore chiedere ai soci superstiti un rendiconto annuale di tale attività di locazione poiché ancora in corso al momento del decesso di suo padre ed eventualmente, laddove sussistente, richiedere la distribuzione dell’utile ricavato dalla società.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato

note

[1] Art. 2284 cod. civ.

[2] Art. 2289, ult. co., cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 9397 del 27.04.2011.

[4] Art. 2289, co. 3, cod. civ.

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