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Lo sai che? Dipendente che decide in autonomia: è un quadro?

Lo sai che? Pubblicato il 2 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 dicembre 2017

Un dipendente specializzato che lavora in competa autonomia, che dispone di benefits (macchina, telefonino e carta di credito), che osserva un orario di lavoro elastico, che coordina personale può essere inquadrato come quadro?

La lettrice chiede se sia riconducibile alla categoria “Quadro”, ai sensi del Ccnl terziario il lavoratore che, munito di specializzazione come odontotecnico ed unico dipendente addetto al ramo d’azienda che segue i prodotti per gli odontoiatri, svolge le seguenti mansioni: partecipazione in nome e per conto dell’azienda a congressi e fiere all’estero; gestione dei rapporti (in dette occasioni) con i direttori commerciali delle imprese fornitrici; scelta dei prodotti più idonei dal punto di vista tecnico con valutazione dei relativi prezzi, pubblicizzazione dei prodotti commercializzati dall’azienda; collocazione dei prodotti sul mercato mediante una rete di agenti da lui coordinati; gestione dei rapporti con i clienti finali e con l’azienda di logistica dallo stesso direttamente incaricata dello svolgimento dei servizi necessari in occasione di convegni. Precisa altresì che il dipendente in questione dispone di benefits ; osserva un orario di lavoro elastico; ha autonomia di spesa mediante utilizzo di carta di credito aziendale per le spese occorse nello svolgimento dei propri incarichi ed autonomia nei rapporti economici con la società di logistica dallo stesso incaricata in nome e per conto dell’azienda dei servizi necessari in occasione di convegni. In particolare, chiede cosa debba intendersi per autonomia decisionale ai sensi del Ccnl terziario e, per inciso, se l’utilizzo di una carta di credito aziendale e la gestione di rapporti economici con la società di logistica implichino l’attribuzione di un budget.

Ebbene, la categoria “Quadro” [1] è stata introdotta per definire un’area professionale dai confini incerti, collocata tra l’inquadramento impiegatizio e quello dirigenziale. La figura di quadro è costituita da prestatori di lavoro subordinato, che pur non appartenendo alla categoria dei dirigenti, svolgono funzioni aventi carattere continuativo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo degli obiettivi dell’impresa. Accanto alla citata legge, è stato affidato alla contrattazione collettiva il compito di definire i requisiti di appartenenza alla categoria in parola, in considerazione del ramo di produzione o della particolare struttura organizzativa dell’impresa [2]. Secondo la citata giurisprudenza, gli elementi idonei ad identificare la categoria dei quadri sono, in sintesi:

  • la capacità di fornire, in modo autonomo e responsabile, un originale e creativo apporto nel perseguire gli obiettivi assegnati;
  • la capacità di organizzare, integrare e sovrintendere le risorse affidate;
  • l’attitudine a gestire rapporti di considerevole importanza con i terzi.

Con particolare riferimento al settore terziario, come evidenziato dalla lettrice, la contrattazione collettiva individua due categorie di lavoratori qualificabili come quadro, entrambe con funzioni direttive: la prima riguarda quei lavoratori che hanno poteri di discrezionalità decisionale e responsabilità gestionali anche nella conduzione e nel coordinamento di risorse e persone, in settori o servizi di particolare complessità operativa; la seconda tipologia riguarda i lavoratori cosiddetti preposti – in condizioni di autonomia decisionale, responsabilità ed elevata professionalità di tipo specialistico – alla ricerca ed alla definizione di progetti di rilevante importanza per lo sviluppo e l’attuazione degli obiettivi dell’impresa. Il concetto di autonomia decisionale  non trova tuttavia una precisa definizione, nè a livello normativo (legislativo e/o contrattualcollettivo), nè a livello giurisprudenziale, dovendosi quindi necessariamente ricavare, per esclusione, da altre disposizioni contrattualcollettive. In particolare può essere utile a tal fine confrontare quanto previsto dalla declaratoria contrattuale contenuta nel Ccnl terziario con riguardo alle qualifiche di “Impiegato livello I”, “Quadro” e “Dirigente”. Così facendo si può osservare come l’impiegato di livello I si caratterizzi – rispetto al quadro – per lo svolgimento di funzioni che implicano responsabilità di direzione esecutiva, iniziativa e autonomia operativa nell’ambito delle responsabilità ad essi delegate: si evidenzia, dunque, per questa categoria di lavoratori un’autonomia decisionale limitata agli specifici incarichi ad essi delegati, un’autonomia che pare presupporre, in ogni caso, dettagliate direttive dettate dei superiori e circoscritta a specifici settori di competenza. Confrontando invece la declaratoria del Ccnl terziario relativa alle figure professionali del quadro e del dirigente si può osservare come esuli dall’autonomia decisionale del quadro il potere di prendere iniziative riguardo obiettivi e programmi aziendali (tipico del dirigente), dovendosi dunque (per contro) ritenere il potere decisionale del quadro limitato al mero coordinamento/gestione di risorse o persone, sulla base di indicazioni aziendali, in questo caso però più generiche rispetto a quelle impartite all’impiegato di livello I. Conseguentemente, per poter correttamente inquadrare il lavoratore è necessario, di volta in volta, verificare quale sia l’effettiva organizzazione aziendale, quali direttive siano concretamente impartite al lavoratore. Come detto, anche la giurisprudenza non fornisce indicazioni precise sul punto, affermando proprio come la rivendicazione di una categoria contrattuale non possa basarsi esclusivamente sulle caratteristiche delle mansioni svolte, ma debba essere ricondotta di volta in volta all’effettiva articolazione organizzativa del datore di lavoro. In questo senso la Corte di Cassazione [3] ha precisato che anche in relazione a quanto previsto dalla contrattazione collettiva rimane certamente cruciale stabilire l’ambito di decisionalità in cui può operare il dipendente ed il rapporto in cui si pone con eventuali superiori gerarchici. Nel caso di specie, sulla base delle indicazioni da fornite dalla lettrice, può ritenersi che le mansioni assegnate al lavoratore di cui lei parla possano essere riconducibili alla categoria di quadro, data l’autonomia con cui gestisce i rapporti con clienti, fornitori e, in particolare, con la società di logistica cui vengono affidati i servizi necessari in occasione dei convegni. Con particolare riferimento a tale ultimo incarico, il lavoratore descritto ha piena autonomia di gestione dei rapporti, degli incarichi e dei pagamenti, non ricevendo alcuna indicazione aziendale sul punto. Anche la partecipazione alle fiere estere di settore in nome e per conto dell’azienda, con incarico di valutare i prodotti ed i relativi prezzi, è indice di un elevato grado di autonomia, pur provvedendo comunque l’azienda alle decisioni finali in merito all’acquisto della merce. Infine, la gestione della rete di agenti sul territorio, in assenza di un ufficio vendite a ciò deputato (e quindi di un superiore gerarchico di settore), è anch’essa indice di un grado di autonomia elevato ed intermedio rispetto a quello attribuibile ad un impiegato di livello I o ad un dirigente. Si tenga poi presente l’elevata specializzazione del lavoratore, che in quanto odontotecnico ha una precisa e specifica conoscenza dei prodotti commercializzati dall’azienda, sia dal punto di vista qualitativo, che tecnico; specializzazione della quale generalmente non è dotato l’impiegato di livello I. Il fatto di godere di benefits e di un orario di lavoro elastico, invece, è ininfluente ai fini della qualificazione del lavoratore come quadro, potendo caratterizzare tali aspetti anche la qualifica di impiegato. Infine, l’attribuzione della carta di credito aziendale e la gestione dei rapporti economici con la società di logistica non sono indici, di per sè soli, dell’attribuzione di un budget, il quale dovrebbe risultare da contratto o da circolare interna aziendale. Può essere che al lavoratore fosse stato imposto un limite di spesa, ma questo tuttavia non interferisce con la riconducibilità delle sue mansioni ad un inquadramento, piuttosto che ad un altro.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Valentina Azzini

note

[1] È stata introdotta dalla l. n. 190 del 13.05.1985 «Riconoscimento giuridico dei quadri», che ha novellando l’art. 2095 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 275 del 1999; Cass. sent. n. 8060 del 1998.

[3] Cass. sent. n. 22063 del 2013.


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