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Lo sai che? Risarcimento dopo una causa: come fare a non perdere i soldi?

Lo sai che? Pubblicato il 2 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 dicembre 2017

Mi sono trasferito all’estero e devo proteggere dei miei assets in Italia e all’estero. Ho vinto una causa e ho paura che mi venga tolto quanto mi è stato riconosciuto. Che fare?

Alla luce delle informazioni ricevute, lo Stato in cui il lettore si è trasferito non ha stipulato alcuna convenzione con lo Stato italiano per evitare le doppie imposizioni. Ciò determina che ogni Stato tasserà il residente in base alla propria norma interna e, quindi, il lettore continuerà a esser tassato in Italia per gli immobili di sua proprietà. Non essendoci, però, formali scambi di informazioni tra i due Stati, ognuno di essi non avrà la possibilità di conoscere gli assets e i redditi prodotti nell’altro Stato e così anche i creditori. È necessario, quindi, capire quali sono le azioni che il creditore potrebbe porre in essere in caso di esito al medesimo favorevole sui beni del lettore in Italia. La circostanza che egli abbia immobili in Italia, non agevola la sua posizione, perché l’immobile per sua natura è esposto alle azioni esecutive. Diverso discorso sarebbe se ci trovassimo di fronte a denaro o titoli. Peraltro i suoi assets in Italia, come dal lettore valorizzati, portano a ritenere che esista sufficiente capienza patrimoniale per far fronte alle eventuali azioni restitutorie qualora il lettore perda in appello. Ma se la giurisprudenza ha portato a ottenere un risultato positivo in primo grado, è presumibile che essa venga confermata anche in appello, salvo atipicità decisorie che non si possono escludere. I beni sono Italia e, quindi, è credibile che, in caso di azione sfavorevole, possano iniziare da parte del creditore, delle azioni esecutive avverso le quali il legale del lettore potrà richiedere comunque una sospensiva del pagamento. Ritenendo, quindi, medio il rischio di azioni revocatorie, alle condizioni precedentemente espresse, si può istituire un trust con l’accortezza di prevedere un ulteriore causa. Il lettore vive ormai stabilmente all’estero con il suo nucleo familiare e ha lasciato i suoi genitori anziani in Italia. Sarebbe naturale, credibile e auspicabile che esista un soggetto, il trustee che tra le proprie attribuzioni, possa impiegare il patrimonio in esso conferito, per prendersi cura “in loco” anche eventualmente dei suoi genitori. Costoro infatti, anche stante la distanza dal lettore, non possono in tempo reale chiedergli aiuto, ma potrebbero contare sull’aiuto economico e personale del trustee che in caso di necessità li aiuti, con il patrimonio in esso conferito. Se poi i genitori fossero proprietari di altri assets, ben potrebbero condividere questa sua scelta di protezione patrimoniale, decidendo di trasferire anch’essi, i loro assets nel trust del lettore, pianificando sin da ora anche il loro passaggio generazionale. Con tale operazione oltre a proteggere anche i loro beni, eviterebbero che un giorno, ove costoro venissero a mancare, tali beni entrino per successione legittima, nel Suo patrimonio e, quindi, possano esser aggrediti dai suoi creditori.

Articolo tratto da una consulenza del rag. Giuseppe Lepore


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