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Lo sai che? Treni: soppressioni e ritardi vanno sempre comunicati

Lo sai che? Pubblicato il 12 ottobre 2017





> Lo sai che? Pubblicato il 12 ottobre 2017

I viaggiatori devono sempre essere informati in caso di soppressioni o di ritardo delle corse, soprattutto se determinati da eventi prevedibili o già conosciuti

Per i viaggiatori che si affidano al trasporto ferroviario, specie per quelli che lo fanno per esigenze di lavoro o scolastiche, è fondamentale poter fruire di un servizio che garantisca affidabilità, rispetto degli orari indicati e un livello elevato di qualità.

Purtroppo, nella realtà, si fanno spesso i conti con situazioni di particolare disagio e inefficienza, soprattutto in tema di puntualità.

Il caso ATAC

Su questo punto, recentemente, è intervenuta l’Antitrust, che ha duramente sanzionato l’Azienda per i trasporti autoferrotranviari del Comune di Roma, per aver adottato un comportamento non trasparente, nei confronti degli utenti. [1]

L’Antitrust ha appurato che, nel periodo che va dal 2010 ad ottobre 2016, nonostante la pubblicazione, presso le stazioni e sul proprio sito internet, di un orario ufficiale, che riportava con precisione tutte le corse programmate, molto spesso la società romana di trasporti non ha rispettato gli orari indicati o addirittura ha soppresso molte corse, senza però mai darne adeguata informazione agli utenti, così generando gravi disagi, in termini di ritardi e affollamento dei treni.

Essere correttamente informati è un diritto

Il principio che l’Antitrust ha voluto chiarire e che vale per tutte le società che gestiscono un servizio di trasporto pubblico, è molto semplice e diretto: la presentazione agli utenti di un orario di servizio del trasporto pubblico ferroviario, in cui siano indicata la frequenza e il tragitto delle corse, non è solo un’attività informativa, con valore meramente indicativo, ma è piuttosto un elemento essenziale per gli utenti, che fanno affidamento proprio sull’orario, per riuscire a far combaciare le proprie esigenze di lavoro, scolastiche o di svago. [2]

Partendo da questa riflessione, è facile comprendere quanto sia importante, per i viaggiatori, essere informati, in tempo utile, delle modifiche riguardanti gli orari o le modalità di espletamento del servizio ferroviario, così da poter scegliere in modo consapevole se utilizzare il treno o altri mezzi.

La mancata informazione è una limitazione della libertà di scelta

Secondo l’Antitrust, quindi, il comportamento adottato da un’azienda di trasporto ferroviario che, dopo aver prospettato ai consumatori un’offerta di corse con una cospicua frequenza, decide invece di sopprimere sistematicamente alcune delle corse programmate e per di più senza informare adeguatamente gli utenti, rappresenta una pratica commerciale scorretta, perché idonea ad ingannare i consumatori circa gli orari e la frequenza del passaggio dei treni, condizionando la loro libertà di scelta.

Questo tipo di comportamento risulta ancor più scorretto, se l’azienda, nel momento in cui viene compilato e diffuso l’orario di servizio, è già a conoscenza dell’esistenza di ragioni che possono causare la soppressione di alcune corse e la rimodulazione degli orari di altre, perché non si tratta di fatti improvvisi e non prevedibili, ma di situazioni già ampiamente conosciute, come ad esempio una grave carenza di organico.

Le norme che tutelano i consumatori

Una condotta di questo tipo, secondo le indicazioni fornite dall’Antitrust, viola le norme poste a tutela dei consumatori dal Codice del Consumo che vieta alle aziende di adottare comportamenti non corrispondente al normale grado di competenza ed attenzione che il consumatore può attendersi da loro.

Questo vale tanto più per le grandi società, soprattutto quelle di livello nazionale, che forniscono un servizio così complesso e importante, come quello del trasporto pubblico e che hanno una propria organizzazione strutturata e ramificata.

Gli articoli 21 e 22 del Codice del Consumo, invece, vietano espressamente alle aziende di adottare qualsiasi comportamento che sia idoneo ad ingannare i consumatori ed a indirizzarne le scelte in modo non libero.

Peraltro, il divieto non riguarda i soli comportamenti attivi, come ad esempio il fornire informazioni non vere, ma anche le omissioni, ovvero la mancata informazione degli utenti, dal momento entrambi i comportamenti sono idonei a far sorgere il pericolo d’inganno, che la legge intende evitare.

La combinazione di queste norme mira a tutelare i consumatori, che sono la parte debole, da eventuali disagi causati dai comportamenti scorretti o ingannevoli delle imprese, in tutti i settori.

note

[1] Si tratta del provvedimento numero PS10666 del 25.07.2017, adottato nei confronti dell’ATAC S.p.A.

[2] Il comma 2 dell’articolo 101 del Codice del Consumo afferma che <<il rapporto di utenza deve svolgersi nel rispetto di standard di qualità predeterminati e adeguatamente resi pubblici>>.

Autore immagina: Pixabay

I passeggeri che si trovano a dover fare i conti con situazioni croniche di ritardo o soppressioni delle corse hanno comunque diritto, secondo la legge europea ed italiana, a vedersi quantomeno riconosciuto il rimborso del biglietto ed eventuali risarcimenti aggiuntivi, che possono variare sia in base al ritardo che al tipo di tratta. In questi casi, ovviamente, è fondamentale conservare il biglietto.

Per quanto riguarda, però, altre situazioni di disagio che siano scaturite dai disservizi quali i ripetuti ritardi o soppressioni, ad esempio sul luogo di lavoro, innanzitutto sarà necessario che gli utenti conservino scrupolosamente ogni documento che possa essere utile a fornire prova di tali disagi, ad esempio nel caso in cui, dopo aver acquistato il biglietto del treno, si siano dovuto prendere un taxi per poter giungere in orario a lavoro o ad un appuntamento; dopodiché sarà opportuno rivolgersi ad un legale o ad un’associazioni dei consumatori per valutare se vi sia la possibilità di chiedere un risarcimento per i danni subiti.


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