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Lo sai che? Istanza rimborso credito Irpef per il coerede

Lo sai che? Pubblicato il 28 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 ottobre 2017

Nella dichiarazione periodo d’imposta 2010 presentata dal coerede di contribuente deceduto ad inizio 2011 è stato riportato erroneamente il credito Irpef da utilizzare in compensazione invece che chiederlo a rimborso. Tale credito non è mai stato utilizzato né sono state presentate dichiarazioni successive.  È possibile per il coerede, constatato l’errore commesso, presentare un’istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate invocando l’ordinaria prescrizione decennale?
Mi risulta che l’Agenzia, secondo prassi, ritenga applicabile il più breve termine prescrizionale dei 48 mesi ex art. 38 dpr 602.

L’articolo 2033 c.c., relativo all’indebito oggettivo, evidenzia che chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto di ripetere ciò che ha pagato. Ha inoltre diritto ai frutti e agli interessi dal giorno del pagamento, se chi lo ha ricevuto era in malafede, oppure, se questi era in buona fede, dal giorno della domanda.

Secondo un orientamento prevalente, l’indebito oggettivo chiama in causa la disciplina generale che regola le richieste di rimborso e non la prescrizione decennale prevista dall’articolo 2946 del codice civile.

Come correttamente indicato dal lettore, in caso di indebito oggettivo, ex articolo 2033 del codice civile, non rileva la prescrizione ordinaria decennale di cui all`articolo 2946 c.c., trovando applicazione l’articolo 38 del DPR 602/1973, con la conseguenza che l’istanza di rimborso deve essere presentata all’ufficio entro 48 mesi dall’indebito versamento.

Ai fini della sua validità, l’istanza di rimborso deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro il termine prefissato in quanto, in tutti i casi in cui il contribuente dovesse presentare l’istanza oltre i termini stabiliti, il relativo rimborso sarà dichiarato illegittimo.

Alla luce di quanto detto, poiché il termine di decadenza per la presentazione della domanda di rimborso relativo alle imposte sui redditi (Irpef, Ires e imposte sostitutive), ai sensi dell’art. 38 del DPR 602/1973, è fissato entro 48 mesi dalla data del versamento, o dalla data in cui la ritenuta è stata operata, a parere dello scrivente non esistono i presupposti per invocare la prescrizione decennale.

La giurisprudenza conferma quanto detto:

In tema di rimborso dei versamenti effettuati dal contribuente, il termine di decadenza, previsto dall’articolo 38 del Dpr 602/1973, ha valenza generale, riferendosi a qualsiasi ipotesi di indebito correlato all’adempimento dell’obbligazione tributaria, qualunque sia la ragione per cui il versamento risulti in tutto o in parte non dovuto, riguardante errori tanto connessi ai versamenti quanto riferibili all’an o al quantum del tributo”. Corte di Cassazione, sentenza n. 11987/2006.

“Il soggetto che ha effettuato il versamento diretto (non preceduto, cioè, come nel caso di specie, da un atto impositivo) ha l’onere di presentare, al competente ufficio finanziario, un’apposita istanza di rimborso entro il termine di decadenza di quarantotto mesi dalla data del versamento stesso, nel caso di errore materiale, duplicazione ed inesistenza totale o parziale del relativo obbligo”. Corte di Cassazione, sentenza n. 16617/2015.

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta


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