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Lo sai che? Pensione di reversibilità

Lo sai che? Pubblicato il 9 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 ottobre 2017

Guida su come funziona la pensione ai superstiti, coniuge vedovo/a e figli, nel caso di morte del lavoratore o del pensionato.

Avrai certamente sentito parlare della pensione di reversibilità o di pensione ai superstiti. Si tratta di una garanzia che viene riconosciuta ai familiari di un lavoratore deceduto prima di andare in pensione o dopo la pensione; in particolare la pensione maturata da quest’ultimo viene garantita ai familiari più stretti. La pensione di reversibilità diventa così fonte di sostentamento per la famiglia quando viene a mancare il reddito di chi, in buona parte, la mandava avanti. Ecco perché è anche uno degli istituti previdenziali più importanti e più utilizzati in Italia. Fra l’altro non ci sono termini ultimi per poter chiedere la pensione di reversibilità, in questo modo venendo incontro a quelle persone che, affrante dalla perdita prematura di un caro, non hanno la capacità di provvedere alle pratiche burocratiche e si accorgono, solo in un secondo momento, dei diritti che riconosce loro la legge. Infatti, la domanda può essere presentata anche in ritardo. Ma procediamo con ordine e vediamo come funziona la pensione di reversibilità.

Ma prima un’importante precisazione terminologica. Si parla, spesso, genericamente, di pensione di reversibilità. In realtà, bisognerebbe parlare di pensione ai superstiti la quale può essere di due tipi:

  • pensione di reversibilità
  • pensione indiretta.

Qui di seguito cercheremo di tracciare le linee di entrambi gli istituti.

Cos’è la pensione ai superstiti?

In caso di morte dell’assicurato o del pensionato, i familiari superstiti hanno diritto ad una pensione a titolo proprio, purché siano «a suo carico» al momento del decesso.

Si presumono «a carico» del lavoratore morto il coniuge e i figli minori; per gli altri familiari è necessaria la prova. Per approfondimenti, consulta il successivo punto: chi ha diritto alla pensione di reversibilità? 

Hanno diritto a questo tipo di pensione, nel dettaglio, i superstiti di lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi deceduti, che abbiano versato della contribuzione o siano titolari di pensione erogata dall’Inps.

La pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità è quella che spetta ai familiari del pensionato che, quindi, al momento del decesso già percepiva la pensione (di vecchiaia, anzianità ora anticipata, inabilità e invalidità) o che è deceduto proprio nel mese in cui ha presentato la domanda di pensione di inabilità oppure nel corso del mese di perfezionamento dei requisiti. La pensione di inabilità (anche se materialmente non ancora erogata) trasmette ai superstiti la maggiorazione contributiva spettante al dante causa riconosciuto inabile.

La pensione indiretta

La pensione indiretta invece è quella che spetta ai superstiti del lavoratore che, al momento del decesso, non percepiva ancora la pensione di vecchiaia, ma aveva maturato i requisiti di assicurazione e di contribuzione per la stessa (non occorre il requisito dell’età pensionabile) o per l’assegno di invalidità (non è necessario che il deceduto sia stato riconosciuto invalido o inabile).

In mancanza di tali requisiti, solo ai superstiti dei lavoratori dipendenti (e non anche a quelli dei lavoratori autonomi) può spettare la pensione indiretta privilegiata, a patto che ricorrano i requisiti previsti; se mancano anche questi spetta solo l’indennità di morte.

Condizioni per avere la pensione ai superstiti

Affinché i familiari del pensionato o del lavoratore possano ottenere rispettivamente la pensione di reversibilità o la pensione indiretta è necessario che il lavoratore deceduto abbia maturato i requisiti previsti dalla precedente normativa per la pensione di vecchiaia (cioè 780 contributi settimanali in tutta la vita assicurativa). In alternativa, il defunto doveva essere in possesso dei requisiti per aver diritto all’assegno ordinario di invalidità (cioè 260 contributi settimanali, di cui 156 nel quinquennio precedente la data del decesso). Ai superstiti del titolare di assegno ordinario di invalidità spetta la pensione indiretta, a condizione che siano perfezionati tali requisiti, includendo nel computo dell’anzianità contributiva anche il periodo di godimento dell’assegno. Si prescinde dal requisito nel caso in cui la morte del lavoratore dipenda da cause di servizio che non abbiano dato luogo, però, alla liquidazione di una rendita dell’assicurazione infortuni.

Chi ha diritto alla pensione ai superstiti?

Hanno diritto alla pensione ai superstiti il coniuge, i figli, i genitori, i fratelli e le sorelle.

Vediamo singolarmente ciascuna categoria. In generale, hanno automatico diritto alla pensione di reversibilità o indiretta il coniuge e i figli minori perché si considerano sempre «a carico». Al contrario, tutti gli altri familiari – quali i figli maggiorenni (studenti o inabili), i genitori, i fratelli e le sorelle – devono dimostrare di essere «a carico» del defunto.

È considerato a carico del lavoratore deceduto il superstite:

  • che si trova in una situazione di bisogno tale da non poter vantare una condizione di autosufficienza economica, rapportata alle sue esigenze medie di carattere alimentare, alle sue fonti di reddito e ad eventuali aiuti da parte di altri familiari;
  • il cui mantenimento da parte del deceduto era costante e rilevante.
  • Rileva, in particolare, la convivenza (effettiva comunanza di tetto e di mensa),

Coniuge

Il coniuge ha automaticamente diritto alla pensione, senza bisogno di essere «a carico».

La pensione non spetta al convivente.

Il diritto spetta anche al coniuge separato, anche se con addebito purché, in questo caso, il tribunale gli abbia riconosciuto un assegno alimentare.

L’ex coniuge divorziato può ottenere la pensione solo se è titolare di assegno di divorzio riconosciutogli dal giudice e non si sia risposato. È inoltre necessario il perfezionamento in capo al coniuge deceduto dei requisiti di assicurazione e contribuzione stabiliti dalla legge prima della sentenza di divorzio. La pensione spettante al coniuge divorziato è pari al 60% di quella già liquidata o che sarebbe spettata all’assicurato.

Se il deceduto dopo il divorzio si è risposato, la pensione ai superstiti va divisa tra i due ex coniugi; spetta al giudice dividere il trattamento di reversibilità tra coniuge superstite e coniuge divorziato.

Figli

Hanno inoltre diritto alla pensione ai superstiti anche i figli, anche se nati da un rapporto di fatto (non dentro il matrimonio) o adottati. In particolare deve trattarsi di:

  • minorenni, fino all’età di 18 anni;
  • inabili, di qualunque età, che alla data di morte del lavoratore e/o pensionato siano a carico del medesimo;
  • studenti, fino a 21 anni di età, che alla data di morte del lavoratore e/o pensionato siano a carico del medesimo e che non prestino attività lavorativa;
  • universitari, fino all’età di 26 anni e comunque non oltre il corso legale di laurea, che alla data di morte del lavoratore e/o pensionato siano a carico del medesimo e che non prestino attività lavorativa.

Sono considerati «a carico» del deceduto – e quindi hanno diritto alla pensione del padre – i figli:

  • maggiorenni studenti in possesso di un reddito annuo non superiore al trattamento minimo maggiorato del 30%;
  • maggiorenni inabili in possesso di un reddito annuo non superiore a quello previsto per la pensione agli invalidi civili totali;
  • maggiorenni inabili, titolari di assegno di accompagnamento, in possesso di un reddito annuo non superiore a quello previsto per la pensione agli invalidi civili totali maggiorato dell’importo dell’indennità.

Nipoti

Anche i nipoti, purché minorenni e conviventi e non titolari di pensione o di altri redditi tali da determinare un’autosufficienza economica, hanno diritto alla pensione di reversibilità. Essi devono provare di essere a totale carico del deceduto che provvedeva al loro mantenimento.

Genitori

I genitori del defunto hanno diritto alla pensione solo se non ci sono il coniuge o i figli, oppure – anche se esistono – non ne hanno diritto.

Il diritto alla pensione da parte dei genitori è subordinato alle seguenti condizioni, che devono sussistere al momento della morte del lavoratore:

  • devono aver compiuto 65 anni di età;
  • non devono essere titolari di pensione diretta o ai superstiti; chi è titolare di pensione in quanto superstite dell’altro coniuge non ha diritto alla pensione per il decesso del figlio;
  • devono essere a carico del lavoratore deceduto. Se al genitore viene concessa un’altra pensione dopo il conseguimento della pensione ai superstiti, quest’ultima viene meno con effetto dal primo giorno del mese successivo alla decorrenza della nuova pensione.

Fratelli e sorelle

La pensione spetta infine ai fratelli celibi e alle sorelle nubili del lavoratore defunto se mancano il coniuge, i figli e i genitori (oppure se anche esistono non hanno diritto).

È condizione necessaria che i beneficiari alla data del decesso siano inabili al lavoro, anche se di età inferiore ai 18 anni ed a carico del deceduto.

Come viene divisa la pensione di reversibilità?

Le aliquote percentuali per determinare l’importo della pensione variano a seconda della tipologia dei superstiti e della composizione del nucleo familiare:

  • 60% per il coniuge;
  • 20% per ciascun figlio, se ha diritto alla pensione anche il coniuge;
  • 40% per ciascun figlio, se hanno diritto alla pensione solo i figli;

In particolare possiamo tracciare la seguente tabella

  • Coniuge solo: 60%
  • Coniuge ed un figlio: 80%
  • Coniuge e due o più figli: 100%
  • Un figlio: 70%
  • Due figli: 80%
  • Tre o più figli: 100%
  • Un genitore: 15%
  • Due genitori: 30%
  • Un fratello o sorella: 15%
  • Due fratelli e sorelle: 30%
  • Tre fratelli e sorelle: 45%
  • Quattro fratelli e sorelle: 60%
  • Cinque fratelli e sorelle: 75%
  • Sei fratelli e sorelle: 90%
  • Sette o più fratelli e sorelle: 100%

Riduzioni della pensione di reversibilità

In base ai redditi posseduti la pensione viene ridotta. Con la legge del 1995 è stata prevista la riduzione della pensione in presenza di altri redditi. Questo vale anche se il superstite ha un reddito diverso da quello di lavoro (pensione, fabbricati, ecc.).

Al momento della presentazione della domanda, il familiare deve presentare una dichiarazione reddituale attestante i redditi percepiti, onde determinare l’esatta misura della riduzione da operare sulla pensione. In particolare, le riduzioni operano nelle seguenti misure:

  • se il superstite ha un reddito inferiore o pari a tre volte il minimo Inps (19.573,71 euro): 100% dell’importo della pensione;
  • se il superstite ha un reddito superiore a tre volte il minimo Inps (da 19.573,71 euro): 75% dell’importo della pensione (riduzione del 25%);
  • se il superstite ha un reddito superiore a quattro volte il minimo Inps (26.098,28 euro): 60% dell’importo della pensione (riduzione del 40%);
  • se il superstite ha un reddito superiore a cinque volte il minimo Inps (32.622,85 euro): 50% dell’importo della pensione (riduzione del 50%).

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3 Commenti

  1. In questi ultimi anni, si è tanto parlato di eventuali abusi commessi, presumibilmente, da certi politici che, andando in pensione e con il tempo, morendo, permettevano anche ai figli di beneficiare della pensione di reversibilità a carattere permanente. Sarà vero?

  2. Salve.
    Ho letto, che non ci sono termini di presentare richiesta di una pensione di reversibilità (almeno nel diritto di un breve periodo), nei confronti di un figlio maggiorenne disoccupato a carico della madre pensionata, dopo la morte della stessa, nel 1993, e dopo tre anni, dal 1996 al 2006, ha insegnato come precario nella pubblica amministrazione.
    Domanda: avrebbe avuto diritto, secondo voi, alla pensione di reversibilità (almeno in quei tre anni di disoccupazione)? Quanti anni vengono contemplati? Cinque anni? Dieci? Venti? C’è un minimo e un massimo? Ammesso che ne avesse avuto diritto, darebbero gli arretrati di quello che eventualmente gli spettava per legge, essendo nei fatti totalmente a carico della madre?
    Grazie!

  3. Buon giorno,mi sono risposata del marito precedente percepivo la reversibilità ,non ho diritto più a nulla? Grazie

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