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Disturbo per abbaiare di cani

9 Ottobre 2017


Disturbo per abbaiare di cani

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Ottobre 2017



Rumori: il padrone del cane deve impedire all’animale di abbaiare?  

Arriva la sera e il tuo vicino esce di casa per andare a cenare e a ballare con gli amici. Fa, di solito, molto tardi e, durante questo tempo, il suo cane abbaia in continuazione dando fastidio all’intero palazzo. I latrati si sentono in tutti gli appartamenti circostanti e, in particolar modo tu – che sei costretto ad andare a letto presto per alzarti la mattina di buon’ora e andare al lavoro – non riesci a dormire. Cerchi di trovare una soluzione pacifica con il proprietario del cane: gli suggerisci di portarlo con sé perché non soffra la solitudine, ma lui non ne vuole sapere. Dice che, nei locali pubblici, gli animali non sono ben accetti. Così è costretto a lasciarlo da solo nell’appartamento. Il vicino cita una sentenza della Cassazione secondo cui «è diritto del cane abbaiare». Sarà anche vero… non si può tenere una museruola sul muso del cane per tutto il giorno, né tantomeno lo si può rendere muto, ma – ti domandi – non è forse dovere del padrone cercare di ridurre le situazioni che possano innervosire l’animale? Fin dove si deve spingere la tolleranza del vicinato? Per ridurre i rumori in condominio, non è forse vero che il padrone del cane deve impedirgli di abbaiare? La questione è stata di recente affrontata dalla Cassazione [1].

Quando abbaiare è illegale

Come abbiamo già spiegato più nel dettaglio in Se il cane del vicino abbaia e fa rumore: tutela e risarcimento, il cane ha diritto ad abbaiare, ma questo comportamento non può essere tanto assordante da superare i limiti della «normale tollerabilità». Tantomeno si può violare il diritto al riposo delle persone durante la notte. Il padrone deve fare di tutto, allora, per impedire al proprio cane di abbaiare disturbando la quiete dei vicini. Diversamente si può configurare un illecito civile (con conseguente diritto al risarcimento del danno) ed, eventualmente, anche penale (il reato di disturbo delle attività e del riposo delle persone ed applicazione di una multa). Qual è la linea di confine tra il lecito e l’illecito? Cerchiamo di comprenderlo qui di seguito.

Perché i latrati del cane possano configurare un illecito è necessario che essi siano «superiori alla normale tollerabilità». Si tratta di una soglia da valutare caso per caso, anche sulla base – ad esempio – dei rumori di fondo della zona in cui è collocato il palazzo e degli orari in cui detti rumori vengono provocati. Tutto ciò che è al di sotto della «normale tollerabilità» è lecito; ciò che supera tale tetto è invece illecito. È ovviamente il giudice a definire cosa sia intollerabile o meno. Lo può fare non necessariamente mediante una perizia o una consulenza tecnica, ma ben può fondare il suo giudizio sulla base di dichiarazioni dei testimoni, di coloro cioè che sono in grado di riferire caratteristiche ed effetti dei rumori percepiti. Quindi, se più  testimoni affermano che l’abbaiare del cane era fragoroso, continuo e facilmente percepibile, si può parlare di un rumore «intollerabile» e, quindi, illecito.

Abbaiare del cane: quando scatta il disturbo della quiete pubblica

A seconda poi del numero di persone molestato dal rumore scatta:

  • l’illecito civile (quando, ad essere disturbati, sono solo i proprietari degli appartamenti confinanti con la fonte dei rumori)
  • o anche quello penale (se le vittime dell’abbaiare del cane sono gran parte dei condomini dello stabile e/o anche i vicini circostanti). Ai fini del reato di disturbo della quiete pubblica è infatti necessario che il rumore sia percepibile da un numero indeterminato di persone.

In particolare, quando a lamentarsi dei latrati del cane sono solo pochi condomini (due o tre famiglie), non è possibile recarsi dai carabinieri o dalla polizia; non ci sono infatti i presupposti del reato. Si potrà tutt’al più fare un ricorso d’urgenza in tribunale per chiedere al proprietario del cane di adottare le misure per far smettere il continuo abbaiare. In un successivo giudizio si potranno anche chiedere i danni.

Se a lamentarsi invece sono numerosi condomini e il rumore è tale da arrecare disturbo all’intero stabile o circondario, scatta il reato; pertanto, è possibile presentare denuncia o telefonare alla polizia o ai carabinieri. In alternativa si può depositare la denuncia presso la Procura della Repubblica. In tal caso il responsabile rischia una ammenda. Se l’episodio è suscettibile di ripresentarsi in futuro per via delle abitudini di vita del padrone (si pensi al cane che abbaia quando resta solo in casa perché il proprietario è al lavoro) ci possono essere gli estremi per chiedere il sequestro dell’animale.


note

[1] Cass. sent. n. 45967/17


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4 Commenti

  1. buon giorno , ho proprio questo problema del vicinato che ha 4 cani che abbaiano la notte nelle ore di riposo e lui non ha nulla per far si che smettano , ho chiamato i carabinieri e hanno , verificato la questione ma dopo tutto questo il sig. vicino non ha proprio tenuto in considerazione nulla , la notte non dormo e ho problemi esistenziali di vivere una vita normale per questa mancanza di riposo e tranquillita’ .,
    chiedo :
    Ma almeno la notte si puo’ dormire !….
    mi dite come fare e in base alle cause gia fatte i giudici cosa hanno formalizzato ….
    grazie

  2. B.sera ..sono proprietaria di due cani ,abito in un condominio con il giardino privato e ho due cani,la seconda e’ arrivata a fine febbraio..la metto fuori alle 8,50 e al mio arrivo 12.35 in casa riesce alle 14.25 e rientra alle 19.10 abbaia al passare dei condomini xché il mio giardino confina col passaggio pedonale dentrata all’interno ,’no strada.dalle 19 .10 in poi nn si sente xché è dentro e se corre fuori io intervengo ma ciò capita di raro ..oggi ho avuto il mio dirimpettaio dentrata che iniaro di aver sopra la sua testa testimoni ha lanciato una pietra grande nel mio giardino minacciandola di ammazzarla… esiste la legge 281 e so benissimo che nn bisogna creare disturbo nelle ore di riposo e infatti di sera (ore notturne) sono bravissimi mai lasciti fuori x nn.disturbare .
    Nn sono andata a denunciarlo o a fagli un esposto la cosa è successa stasera prima volevo sentire l’amministratore..
    Nn vorrei che x dispetto mi avvelenassero i cani …
    Stasera L’ho visto stupito l’artefice del fatto al mio suono del campanello di casa gli ho ridato la pietra dicendogli di nn farlo più ma lui ha detto che di giorno deve dormire xché lavora di notte e ciò nn è proprio così xché lo sento andar via in moto alle 7 del mattino abbaiando lui x far dispetto al cane e che troverò altri sassi … io gli ho risposto che abitando in un co dominio bisogna avere un minimo di tolleranza così come L’ho avuta io x 14 anni con le sue costine domenicali fatte all’aperto attaccate alla finestre altrui …spesso è comodo guardare gli altri ma se stessi mai …o per quanto è più facile attaccare persone che vivono sole …
    Io come dovrei comportarmi visto che è al secondo lancio di pietre con testimoni …? Nn vorrei però aggravare la situazione

  3. Buonasera.

    Scrivo per rivolgermi a tutti quei giudici che in fase di sentenza riconoscono ai cani il “diritto di abbaiare”. Concordo pienamente, ma bisognerebbe fare bene chiarezza su questo diritto.

    Ci sono proprietari di cani che, avvalendosi di questo “diritto” gli permettono di abbaiare, anche in maniera convulsiva, per interi pomeriggi senza mai richiamarli. Togliendo così al vicinato il “diritto” di vivere i propri spazi. Io vivo in un piccolo paese pedecollinare ove il numero dei cani supera quasi quello degli abitanti. Ogni famiglia, infatti, ne possiede due/tre. Intorno a me ci sono ben dieci cani di quattro distinte famiglie che danno il buongiorno alle 06:30 del mattino, sabato e domenica compresi, per tutto il giorno fanno ben sentire la loro presenza fino alla mezzanotte circa. Di notte, poi, si sentono quelli che vengono lasciati all’esterno dell’abitazione e non c’è tregua.

    In più, si aggiungono animali da cortile, oche e galli, che starnazzano e cantano giorno e notte. Ecco, quello che voglio dire ai signori giudici in questione, è che nessuno vuole togliere a nessuno il diritto di detenere animali, cani, oche o galli che siano, ma nemmeno si può togliere il diritto ad un vicino di vivere serenamente nei propri spazi. Io ho due cani, maschio e femmina, che sono stati educati sin da cuccioli ad abbaiare SOLO in presenza di estranei e per BREVE tempo.

    Questo lo vedo il loro “diritto”.

    Preciso che io non ho preso i cani allo scopo di fare la “guardia”. Io li ho adottati con amore e loro lo sentono. Si godono il giardino, dormono, giocano, ma non disturbano la quiete altrui. Non sono certo i cani da punire se abbaiano troppo, bensì i proprietari che non perdono un po’ del loro tempo per educarli.

    Sono in lotta da anni con le famiglie a me vicine per il disturbo assurdo dei loro cani e animali da cortile. Ho ricevuto ingiurie, indifferenza, sono stata mal giudicata. Questo non è un vivere civile né tantomeno democratico: è pura ANARCHIA.

    Riflettete, vi prego, affinché siano tutelati gli animali, ma anche le persone perché tutti devono ricevere ma anche avere rispetto: animali e vicini.

    A tutt’oggi, nonostante alcuni interventi delle Forze dell’Ordine e querele, la situazione è mutata ben poco dato che qui, come in tanti altri paesi agresti, sono convinti di poter fare ciò che vogliono, calpestando con prepotenza i diritti e la dignità di chi è costretto a subire. Prima di sentenziare, vi prego di pensare anche alla salute di chi deve subire, suo malgrado, questi incresciosi abusi di potere.

    Io sono dodici anni, da quando vivo qui, che non riesco a dormire in estate, neanche per una notte, con la finestra aperta e questo è assurdo.

    Come dice il Presidente Mattarella: “La Vita è un bene prezioso e va tutelata”. Quella di tutti gli esseri umani, però, non solo di alcuni.

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