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Contestazione del datore: posso vedere gli archivi interni?

9 ottobre 2017


Contestazione del datore: posso vedere gli archivi interni?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 ottobre 2017



In caso di contestazione disciplinare o licenziamento il dipendente può chiedere la consultazione dei documenti necessari alla propria difesa.

Il datore di lavoro sostiene che hai fatto ritardo per svariati giorni e, nell’inviarti la lettera di contestazione disciplinare, cita i dati registrati dal badge.

Ti viene contestato l’uso del computer per finalità non aziendali e la diffida rimanda alla cronologia dei siti visitati dal tuo browser, sottoposto a controllo.

Non hai gestito tutta la clientela che ti era stata affidata e, anche in questo caso, la raccomandata riporta alcuni dati in possesso dell’azienda.

Gli esempi servono per rispondere a una domanda che, spesso, il lavoratore dipendente si pone: in caso di contestazione del datore, posso vedere gli archivi interni e, quindi, spulciare tra la documentazione aziendale? La risposta è stata fornita dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

Come abbiamo già spiegato in Licenziamento: l’accesso ai documenti è un diritto?, secondo l’orientamento dei giudici, il lavoratore che subisce il licenziamento o un altro provvedimento disciplinare ha diritto a visionare solo quei documenti aziendali necessari alla sua difesa. Questo però non comporta che vi sia un obbligo del datore di lavoro di offrire in consultazione i documenti aziendali all’incolpato, ma l’azienda è tenuta a farlo soltanto ove egli ne faccia specifica richiesta.

Già in passato la Suprema Corte ha chiarito che lo statuto dei lavoratori [2] non prevede, nell’ambito del procedimento disciplinare, l’obbligo per il datore di lavoro di mettere a disposizione del lavoratore, nei cui confronti sia stata elevata una contestazione di addebiti di natura disciplinare, la documentazione aziendale relativa ai fatti contestati; resta tuttavia salva la possibilità per il lavoratore medesimo di ottenere, nel corso della causa di impugnazione del licenziamento, l’ordine da parte del giudice di esibizione della documentazione stessa [3].

Ed ancora sempre la Cassazione ha detto che, nel procedimento disciplinare, sebbene lo statuto dei lavoratori non preveda un obbligo per il datore di lavoro di mettere spontaneamente a disposizione del lavoratore, nei cui confronti sia stata elevata una contestazione, la documentazione su cui essa si basa, egli però è tenuto, in base ai principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto, ad offrire in consultazione i documenti aziendali all’incolpato che ne faccia richiesta, laddove l’esame degli stessi sia necessario per predisporre un’adeguata difesa.

Dunque è necessario che il dipendente faccia specifica e tempestiva richiesta di vedere gli archivi interni dell’azienda nel corso del procedimento disciplinare. Se non lo fa e ciò nonostante prende posizione sulle contestazioni mossegli dal datore egli poi non può lamentare l’assenza di trasparenza.

note

[1] Cass. sent. n. 23408/17.

[2] Art. 7 L. n. 300/1970.

[3] Cass. sent. n. 23304/2010, n. 18288/2007.

[4] Cass. sent. n. 6337/2013.

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