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Appello incidentale: termini e condizioni per presentarlo

28 ottobre 2017


Appello incidentale: termini e condizioni per presentarlo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 ottobre 2017



Studio che l’appello incidentale integra il contraddittorio permettendo di fornire una tesi alternativa rispetto a quella dell’appellante, ma in definitiva se non ci sono disposizioni sfavorevoli nella sentenza (è stata solo concessa una provvisionale più bassa di quella richiesta), la parte civile che ha vinto nel procedimento avanti il giudice di pace, può fare appello incidentale entro i 15 giorni dal ricevimento dell’appello principale così da poter contestare anche con nuova documentazione i motivi contenuti nell’appello principale?

La legge che disciplina i procedimenti di competenza del giudice di pace (D.Lvo 274/2000):

  • nel capo VI (relativo alle impugnazioni) non fa alcuna menzione dell’appello incidentale;
  • ma, all’art. 2, statuisce espressamente che “per tutto ciò che non è previsto nel presente decreto si applicano le norme contenute nel codice di procedura penale”, fatta eccezione per alcuni istituti tra i quali non è richiamato l’appello incidentale.

Da ciò consegue che, nel caso che ha sottoposto alla nostra attenzione, si applica certamente l’art. 595 del codice di procedura penale secondo il quale la parte che non ha proposto impugnazione può presentare appello incidentale entro 15 giorni dalla notifica dell’appello principale.

Si consideri che la legge consente all’imputato di presentare appello (avverso la sentenza di condanna ad una pena pecuniaria) solo se impugna (anche) il capo relativo alle statuizioni civili; per cui certamente cercherà di ribaltare la decisione del giudice di pace (anche in tema di quantificazione del danno riconosciuto).

In questi casi, l’appello incidentale consente alla parte civile:

  • che ha ottenuto la condanna dell’imputato (ma non al quantum risarcitorio richiesto);
  • e che (seppur non completamente soddisfatta) ha scelto di non sollecitare un appello del pubblico ministero (avverso la sentenza di condanna dell’imputato);

di intervenire nel momento in cui viene a conoscenza dell’appello principale.

La parte civile può avere interesse a presentare l’appello incidentale per due ragioni:

  1. contestare ciò che l’imputato ha certamente scritto in ordine alle statuizioni civili (anche solo per non farsi dichiarare inammissibile il suo atto di appello);
  2. eventualmente sollecitare una declaratoria di inammissibilità dell’appello dell’imputato nel caso in cui si accerti che abbia omesso di impugnare il capo della sentenza relativo alle statuizioni civili e si sia soffermato (illegittimamente) solo sul merito della questione.

Per quanto concerne la possibilità di produrre documenti nuovi:

  • se l’imputato cercherà di provare la sua innocenza (o il minor danno arrecato alla persona offesa) con nuove circostanze o nuove prove, la parte civile potrà certamente controdedurre con nuove prove;
  • se l’imputato, invece, si limiterà a riproporre gli stessi mezzi di prova già utilizzati nel giudizio di primo grado, la parte civile potrà subire l’opposizione alla produzione di nuovi Molti giudici risolvono il problema applicando l’art. 234 del codice di procedura penale (secondo il quale la produzione di documenti è sempre possibile); altri, invece, ritengono che tale principio sia applicabile solo all’imputato.

Su questo punto, purtroppo,  non è certo che sarà consentito al lettore di produrre nuovi documenti.

 

Il consiglio, è:

  1. di presentare l’appello incidentale, oltre che per i motivi suesposti, anche perché (per esperienza) quando una sentenza emessa dal giudice di pace approda dinanzi ad un giudice monocratico, l’assenza della persona offesa (ancor più se già costituita parte civile) può essere interpretata come sopravvenuta carenza di interesse e può indurre il giudice ad essere più indulgente (su fatti, per loro natura, non particolarmente allarmanti);
  2. di allegare la nuova documentazione in allegato all’appello incidentale, come se ne fosse parte integrante.

Nei preliminari dell’udienza dovrà chiederne sempre l’acquisizione, ma a quel punto (se non dovessero essere ammessi) almeno saranno agli atti.

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Sabina Coppola

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