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Editoriali Concorso: se si hanno due nomi come firmare la domanda?

Editoriali Pubblicato il 28 ottobre 2017

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> Editoriali Pubblicato il 28 ottobre 2017

Mia moglie che all’anagrafe possiede due prenomi (non separati dalla virgola, su tutti i documenti e sulla firma ha sempre usato solo il primo nome) ha sostenuto un concorso pubblico nella scuola primaria. Nella domanda di partecipazione risulta (come probabilmente lei ha indicato) solo il cognome ed il primo nome. Sulla carta di identità sono indicati entrambi i nomi, nel codice fiscale solo le prime consonanti del primo nome. Prima del concorso il Presidente ha eccepito la non perfetta corrispondenza tra ciò che era indicato sulla carta di identità (cognome e due prenomi) e ciò che risultava nell’elenco (cognome e solo il primo prenome). All’Anagrafe del Comune dicono che non è possibile aggiungere la virgola.
Che rischi potrebbe incorrere ai fini dell’esito del Concorso (superato tra l’altro brillantemente) e come fare per evitarli? Pensavamo ad una dichiarazione di un pubblico ufficiale che attestasse che la persona è la stessa (con un solo prenome o con due prenomi), da inviare alla Segreteria della sede di concorso.

Il presidente della commissione, in effetti, a giusta ragione, eccepiva alla moglie del lettore la non perfetta corrispondenza tra i dati con i quali era stata compilata la domanda di partecipazione al concorso rispetto a quelli risultanti dalla carta di identità.

La questione è, piuttosto, quella di rispondere alla seguente domanda: questo errore può essere causa di esclusione dal concorso?.

L’unico modo per rispondere a questa domanda è quello di leggere attentamente il bando del concorso e verificare se nello stesso è indicato che la non corretta indicazione del nome sia da considerare specifica causa di esclusione dal concorso.

La questione sottesa è, a ben vedere, quella di determinare se è da considerare prevalente “l’aspetto formale” ovvero quello “sostanziale”, ove, in questa seconda ipotesi, potrebbe avere una certa rilevanza la certificazione della identità di cui parla il lettore nella sua richiesta di consulenza.

A parere dello scrivente, l’amministrazione nelle proprie valutazioni potrebbe effettivamente ritenere prevalente la carenza formale della indicazione del nome e, per questa ragione, escludere la moglie del lettore dal concorso per difetto formale della domanda. In moti casi, ad esempio, capita che anche la sola mancata allegazione della fotocopia del documento di identità determini la esclusione dal concorso perché così specificamente previsto dal relativo bando.

Se ciò dovesse avvenire?

Se dovesse accadere, non resterebbe alla moglie del lettore altra strada se non quella di impugnare il provvedimento di esclusione innanzi al competente Tar (Tribunale amministrativo regionale) evidenziando, nel relativo ricorso, che nessun dubbio sussiste circa l’effettiva identità della concorrente (la moglie del lettore) anche facendo valere la certificazione del pubblico ufficiale cercando di far prevalere l’aspetto di sostanza rispetto a quello formale dell’errore che potremmo definire “scusabile”.

Prevedere cosa deciderà il Tar non è cosa facile anche se, con tutte le cautele del caso, salvo l’ipotesi in cui il bando espressamente preveda questa specifica causa di esclusione, ritengo che vi siano margini per un accoglimento del ricorso.

 

 

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Antonio Ciotola


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