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Lo sai che? Debiti col fisco: posso vendere la casa a mia madre?

Lo sai che? Pubblicato il 28 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 ottobre 2017

Sono titolare di un’attività commerciale che sto per chiudere. Resteranno a mio carico delle tasse da pagare nei confronti dello Stato.
Sono proprietario di un immobile, prima casa, acquistato con mutuo ipotecario ancora in corso per altri 13 anni. Mia madre vorrebbe pagare il mutuo ed acquistare quindi la mia casa.
Se un domani non dovessi trovare lavoro e pertanto non dovessi riuscire ad onorare quelle tasse, l’atto di vendita fatto a mia madre potrebbe essere annullabile? Si prenderebbero la casa?

 

L’atto con il quale il lettore venderebbe la casa a sua madre potrebbe essere impugnato dallo Stato (nella specie Agenzia Entrate Riscossione) con un’azione revocatoria.

L’art. 2901 del codice civile prevede che il creditore (in questo caso lo Stato), anche se il credito è soggetto a condizione o a termine, può domandare che siano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio coi quali il debitore rechi pregiudizio alle sue ragioni, quando concorrono le seguenti condizioni:

1) che il debitore conoscesse il pregiudizio che l’atto arrecava alle ragioni del creditore o, trattandosi di atto anteriore al sorgere del credito, l’atto fosse dolosamente preordinato al fine di pregiudicarne il soddisfacimento;

2) che, inoltre, trattandosi di atto a titolo oneroso, il terzo fosse consapevole del pregiudizio e, nel caso di atto anteriore al sorgere del credito, fosse partecipe della dolosa preordinazione. Pertanto, lo Stato – laddove venisse a conoscenza di questa vendita – potrebbe impugnare l’atto dinanzi al tribunale competente al fine di ottenere la revocatoria di quell’atto posto a suo danno e, successivamente, soddisfarsi su quel bene.

Tuttavia, quest’azione è sottoposta ad un onere probatorio molto importante.

Infatti, il creditore dovrà provare 1) sia la consapevolezza del debitore (e quindi del lettore) che del terzo (in questo caso di sua madre) di arrecare con quell’atto danno alle ragioni creditorie dello Stato.

Essendo l’onere della prova posto completamente a carico del creditore, questi avrà il non facile compito di provare che sia il lettore che sua madre erano consapevoli di diminuire la sua consistenza patrimoniale.

Questa prova, tuttavia, così come comandato dalla giurisprudenza, potrà essere data con ogni mezzo, anche tramite presunzioni.

Oltretutto, quest’azione giudiziaria, così come previsto all’art. 2903 del codice civile, è sottoposta ad un termine prescrizionale breve, di soli 5 anni, decorrente dal giorno in cui è stata data la pubblicità dell’atto (in questo caso, con la trascrizione della vendita presso la Conservatoria di competenza). Ed avendo a che fare con un ente astratto, come lo Stato, o chi per lui (Agenzia Entrate Riscossione), non sarà di certo rapida la procedura che gli stessi adopereranno per il recupero del credito vantato.

Soprattutto alla luce della burocrazia italiana, sempre più farraginosa.

Questo significa che ci sono buone possibilità che non avendo contezza iniziale del  patrimonio del lettore , e di eventuali disposizioni effettuate a favore di qualche parente, lo Stato perderà un pò di tempo prima di verificare l’esistenza di quest’atto; e così potrebbe decorrere tutto il periodo occorrente a far dichiarare l’azione revocatoria prescritta facendo, conseguentemente, salvo l’immobile in questione.

Pertanto, la risposta alla domanda in esame è si, potrebbero revocare l’atto di vendita attraverso l’azione revocatoria.

Tuttavia, la lentezza della burocrazia potrebbe girare a favore del lettore, così riuscendo a salvare il suo immobile per il decorso del termine prescrizionale previsto dalla legge.

Infine, se si decide di effettuare questa vendita, si consiglia di accelerare i tempi poiché una volta arrivata la pratica in mano ad Agenzia Entrate Riscossione, è uso di quest’ultima iscrivere subito ipoteca sui beni di proprietà del debitore, per garantirsi la soddisfazione del credito; in questo caso, sarebbe poi impossibile sfuggire alle loro azioni.

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla


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