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Lo sai che? Chi paga passaggio proprietà auto

Lo sai che? Pubblicato il 9 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 ottobre 2017

Per il passaggio di proprietà dell’auto usata vale la regola del codice civile secondo cui le spese del contratto di vendita e quelle accessorie sono a carico del compratore.

Hai deciso di vendere la tua auto usata e di acquistarne un’altra di seconda mano. In entrambi i casi ci saranno da pagare le tasse per il passaggio di proprietà al Pra. Chi se ne deve far carico quando acquirente e venditore hanno concordato solo il prezzo per il mezzo, senza però stabilire i dettagli relativi alle spese accessorie che derivano dal trasferimento della proprietà? In altri termini chi paga il passaggio di proprietà dell’auto? La risposta è contenuta nel codice civile.

Se hai letto il nostro articolo Come fare il passaggio di proprietà dell’auto usata conoscerai tutti gli adempimenti burocratici necessari alla vendita e all’acquisto del mezzo di seconda mano. Saprai anche che oggi esiste il documento unico di circolazione sia per le nuove auto che per quelle usate. Esso sostituisce il certificato di proprietà e la carta di circolazione. Ti ricordiamo che non c’è più bisogno di recarsi da un notaio per il trasferimento della proprietà di un’auto o di una moto, ma è sufficiente ottenere, in Comune, l’autentica della firma del venditore sull’atto di cessione. La pratica può essere svolta presso lo Sportello telematico dell’automobilista (Sta) o della motorizzazione.

Occupiamoci ora dei costi del passaggio di proprietà e su chi gravano. Bisogna innanzitutto chiarire che il nostro ordinamento lascia, in gran parte dei casi, le parti libere di stabilire le condizioni e le clausole dei contratti. Solo nel caso in cui le parti abbiano dimenticato di regolamentare alcuni aspetti dell’accordo – o lo abbiano fatto in modo equivoco – interviene la legge (più spesso il codice civile) a colmare la lacuna. Solo in rare ipotesi le norme sono inderogabili, ossia non possono essere modificate; è il caso, ad esempio, della durata dei contratti di locazione.

La libertà concessa alle parti nel regolamentare i propri interessi economici riguarda anche la forma del contratto: esso può essere indifferentemente scritto o orale. Eccezionalmente viene richiesta la scrittura privata (ad esempio i contratti bancari) o l’atto pubblico notarile (ad esempio l’acquisto o la vendita di un immobile).

Detto ciò, se venditore e acquirente hanno dimenticato di indicare chi paga il passaggio di proprietà dell’auto, bisogna rifarsi a quanto disposto da un articolo del codice civile [1] che disciplina il contratto di vendita. Esso stabilisce che tutte le spese necessarie alla vendita e le altre accessorie sono a carico del compratore «se non è stato pattuito diversamente». Quindi, fermo restando che le parti possono anche accordarsi di imputare i costi del passaggio di proprietà al venditore, se ciò non risulta è l’acquirente a dover pagare.

Se il contratto è stato stipulato verbalmente – e quindi non redatto per iscritto – sarà più difficile definire, ex post, quali erano gli accordi tra le parti; in una situazione del genere, in mancanza di prova, le spese ricadono sempre sull’acquirente. È infatti quest’ultimo tenuto a dimostrare l’esistenza di un accordo diverso.


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