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Lo sai che? Bocciatura al concorso: contestazione senza firma del Presidente

Lo sai che? Pubblicato il 9 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 ottobre 2017

Se manca la firma del Presidente della commissione di valutazione, la bocciatura del candidato è illegittima.

Chi fa un pubblico concorso ha diritto a pretendere un comportamento trasparente e corretto da parte della commissione aggiudicatrice, comportamento che deve essere garantito da parte del Presidente della stessa. Pertanto, se sul verbale di valutazione delle prove scritte o orali manca la firma del Presidente della Commissione l’eventuale bocciatura è illegittima. A dare questa interpretazione formale ma garantista è il Tar Campania con una recente sentenza [1].

Senza la sottoscrizione del presidente della Commissione sul verbale si presume una carenza nella costituzione della commissione, che ha natura di collegio perfetto. E ciò vale anche se risulta che il presidente era comunque presente allo svolgimento delle prove scritte orali svolte dai candidati.

La presenza e la firma del Presidente ha infatti la precisa funzione di attestare la regolare composizione della commissione valutatrice. L’omissione non può dunque ritenersi sanata in forza di altri indizi che dimostrino che comunque l’organo si è validamente costituito e ha deciso correttamente.

Neppure la rilettura integrale da parte del collegio di tutte le prove esaminate dai singoli commissari può sostituire la mancanza del requisito formale costituito dalla firma dei verbali da parte del Presidente.

Insomma, si può impugnare la bocciatura a un concorso pubblico se, sui verbali di valutazione della commissione, manca la firma del suo Presidente.

note

[1] Tar Campania, sent. n. 951/2017.

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE CAMPANIA – SALERNO, SEZIONE 2 SENTENZA 23 MAGGIO 2017, N. 951

DATA UDIENZA 10 MAGGIO 2017

INTEGRALE

CONCORSO PUBBLICO PER TITOLI ED ESAMI – ACCESSO AI RUOLI DEL PERSONALE DELLA SCUOLA – ESITI SFAVOREVOLI DEL CONCORSO – RICORSO – FONDATEZZA – MANCATA SOTTOSCRIZIONE DEI PROCESSI VERBALI – REQUISITO FORMALE DELLA RITUALE SOTTOSCRIZIONE DEI VERBALI

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

sezione staccata di Salerno

Sezione Seconda

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;

sul ricorso numero di registro generale 1974 del 2016, proposto da:

An. Ga., rappresentato e difeso dall’avvocato Se. De. Sa., con domicilio eletto in Salerno, c/o Segreteria T.A.R.;

contro

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in persona del Ministro in carica pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Salerno, al corso Vittorio Emanuele, n. 58;

nei confronti di

Da. Di. Di., non costituito in giudizio;

per l’annullamento

del verbale n. 42 della Commissione giudicatrice per la classe di concorso AB55 – chitarra;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 10 maggio 2017 il dott. Giovanni Grasso e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

LETTO il ricorso, notificato nei tempi e nelle forme di rito, con il quale An. Ga., come in atto rappresentato e difeso, ha impugnato gli esiti sfavorevoli del concorso, per titoli ed esami, indetto con D.M. n. 95/2016 per l’accesso ai ruoli del personale della scuola, nella parte in cui – relativamente alla classe di concorso AB55 – Chitarra – ne aveva decretato il mancato superamento della fase orale;

RITENUTO che, a sostegno del gravame, parte ricorrente denunziava, inter alia, la mancata sottoscrizione, da parte del Presidente della Commissione giudicatrice, dei relativi processi verbali, con conseguente e presuntiva carenza nella costituzione dell’organo deliberante, in qualità di collegio perfetto;

CONSIDERATO che – avuto complessivo riguardo agli esiti della disposta istruttoria – il ricorso appare ictu oculi fondato e suscettibile come tale di essere definito allo stato degli atti, con statuizione in forma semplificata, giusta avviso fattone, a termini di rito, alla parti presenti alla camera di consiglio fissata per la discussione della articolata istanza cautelare;

RITENUTO, in effetti, per quanto la documentazione versata in atti sia idonea a dimostrare, in relazione alle prove sostenute dagli altri candidati, la presenza del Presidente allo svolgimento delle prove orali, che la obiettiva e non contestata mancanza di sottoscrizione del verbale inerente la prova svolta dal ricorrente appare insuscettibile di essere sanata in forza di alternative presunzioni, avendo, come tale, la funzione di attestare, per un verso, la regolare composizione della commissione valutatrice, nella sua caratteristica di collegio perfetto, e, per l’altro verso, l’appropriazione confermativa delle relative verbalizzazioni;

CONSIDERATO, invero, che costituisce jus receptum, dal quale il Collegio non ravvisa ragioni per discostarsi, quello per cui neppure una eventuale ed integrale rilettura collegiale di tutte le prove esaminate dai singoli commissari di volta in volta presenti possa surrogare il requisito formale della rituale sottoscrizione dei verbali (cfr. Cons. Stato, sez. IV, 24 marzo 2016, n. 1011);

RITENUTO, per l’effetto, che il ricorso – avuto riguardo alla riassunta ed assorbente ragione di doglianza – debba essere accolto, con consequenziale annullamento delle impugnate determinazioni, fatti salvi i successivi adempimenti a carico dell’Amministrazione;

CONSIDERATO che la particolarità della fattispecie induce alla complessiva compensazione del carico delle spese e delle competenze di lite tra le parti costituite;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Salerno nella camera di consiglio del giorno 10 maggio 2017 con l’intervento dei magistrati: Maria Abbruzzese – Presidente

Giovanni Grasso – Consigliere, Estensore

Rita Luce – Primo Referendario


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