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Debiti con Agenzia Entrate: come rateizzare il debito

28 ottobre 2017


Debiti con Agenzia Entrate: come rateizzare il debito

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 ottobre 2017



Causa errori di un commercialista ho un debito col fisco, che sto rateizzando. Sono invalida, non lavoro e vivo di soli alimenti divorzili.
Ho letto che recentemente è stata approvata la possibilità di rateizzare anche a lungo termine, oltre i due anni previsti da Agenzia Entrate.
Come si fa? Per poterlo fare, bisogna che la cartella vada all’esattore, con conseguente aggravio dei costi? Di quanto sono questi aggravi rispetto al pagamento della cartella con Agenzia delle Entrate?

Attualmente le possibilità di rateizzare gli importi dovuti al fisco, prima che il carico sia affidato ad Equitalia, sono le seguenti (secondo le disposizioni contenute nel decreto legislativo 159 del 2015): 1) se alla lettrice vengono chieste somme dall’Ade a seguito dell’invio dei cosiddetti avvisi bonari o

comunicazioni di irregolarità in materia di Irpef (emessi a seguito del controllo automatizzato ai sensi dell’articolo 36 bis del dpr n. 600/1973, oppure del controllo formale delle dichiarazioni ai sensi dell’articolo 36 ter del dpr n. 600/1973), la stessa potrà chiedere la rateizzazione (se ritenga di non avere margini per contestare gli esiti dei controlli), attenendosi alle istruzioni operative contenute nell’avviso bonario e avendo presente che:

– la rateizzazione sarà possibile con rate trimestrali (fino a 8 rate per importi dovuti fino a 5.000 euro e fino a 20 rate per importi superiori a 5.000 euro); sulle rate successive alla prima (che va versata entro trenta giorni dal ricevimento dell’avviso bonario) sono dovuti interessi di dilazione, al saggio di interesse legale vigente, applicati dal giorno successivo al versamento della prima rata;

2) se, invece, l’Ade chiede alla lettrice il pagamento di somme attraverso l’invio di avvisi di accertamento (non preceduti da avvisi bonari), la rateizzazione è possibile dopo aver siglato con il fisco il cosiddetto accertamento con adesione (che si applica ai più svariati tipi di tributo):

– l’accertamento con adesione, una volta siglato con il fisco, prevede la possibilità, per importi inferiori ad euro 50.000 di effettuare il pagamento con rate trimestrali fino ad un massimo di 8, mentre per importi superiori ad euro 50.000 la rateizzazione è possibile fino ad un massimo di 16 rate trimestrali (il pagamento della prima rata, o dell’intero importo, deve avvenire entro venti giorni dalla sottoscrizione dell’accertamento con adesione);

– dal punto di vista operativo, accedere all’accertamento con adesione (ed alla connessa rateizzazione) è possibile attendendosi alle istruzioni operative contenute nell’avviso di accertamento che si sintetizza di seguito:

1) l’accertamento con adesione è in pratica un accordo con il fisco che si raggiunge a condizione che il contribuente non presenti ricorso contro l’avviso di accertamento e che riduce le sanzioni irrogate nella misura di 1/3 del minimo;

2) per avviare la procedura di accertamento con adesione, il contribuente deve presentare apposita domanda entro sessanta giorni da quando l’avviso di accertamento gli è stato recapitato ed entro i successivi quindici giorni l’Ade convocherà il contribuente per avviare la procedura che potrà concludersi con un accordo, siglato dalle parti, che potrà prevedere, a richiesta del contribuente, anche la rateizzazione degli importi dovuti;

3) dalla data in cui il contribuente presenta la domanda per l’accertamento con adesione resta sospeso, per un massimo di 90 giorni, il termine di sessanta giorni per proporre ricorso contro l’avviso di accertamento (ciò vuol dire che se il contribuente non si accorderà con il fisco, avrà sempre la possibilità di proporre ricorso al giudice contro l’avviso di accertamento, ricordando che tale termine è di sessanta giorni da quando l’avviso di accertamento gli è stato notificato).

In conclusione, queste possibilità di rateizzazione prima che il carico venga affidato ad Equitalia consentono comunque di risparmiare l’applicazione degli interessi che saranno comunque dovuti nel caso in cui, invece, la rateizzazione venga chiesta ad Equitalia (tenuto conto che la rateizzazione chiesta ad Equitalia presuppone che sia decorso ulteriore tempo successivamente all’invio di avvisi bonari o avvisi di accertamento).

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Angelo Forte

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