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Lo sai che? Liberatoria per le immagini di un filmato: sono revocabili?

Lo sai che? Pubblicato il 1 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 novembre 2017

Sto lavorando ad un film indipendente destinato alla distribuzione online (YouTube, web tv) ed eventualmente TV locali, DVD e festival.  A proposito della liberatoria immagine per gli attori (a titolo gratuito), ho appreso da più fonti che le liberatorie sono revocabili in qualsiasi momento.
Come posso tutelarmi dal rischio che una revoca anche successiva all’uscita e pubblicazione del film possa mandare tutto a monte a cose già fatte?
È necessario ottenere una liberatoria già per le sole riprese dei provini ad uso interno?
Si deve richiedere anche una fotocopia del documento d’identità o basta il solo identificativo del codice fiscale (che dovrebbe avere più valore rispetto alla carta d’identità, soggetta a breve scadenza e possibile rinnovo anticipato)?
È lecito richiedere il permesso di soggiorno permanente per eventuali attori extracomunitari (voglio tutelarmi dal rischio che il permesso di qualcuno possa magari scadere durante le riprese, con conseguenti complicazioni per me).

 

Una liberatoria per l’ utilizzo delle immagini è il documento che può essere utilizzato per ottenere il consenso, da parte del soggetto interessato, per esporre, pubblicare, mettere in commercio o comunque servirsi di un ritratto, di una fotografia o di una immagine o di materiale video che lo riproduca. Sulla base di quanto è previsto dalla Legge n° 633 del 22 aprile 1941, il materiale fotografico e il materiale video possono essere utilizzati senza il consenso del o dei diretti interessati solo se si tratta di personaggi pubblici, come uomini politici, attori, calciatori e cantanti, di chiara fama nazionale e internazionale, oppure solo se si tratta di eventi di palese interesse pubblico, come avvenimento e eventi didattici e culturali svoltisi in luoghi pubblici.

In tutti gli altri casi, ad esempio mostre, concorsi, contenuti internet, programmi televisivi, pubblicazioni e stampe cartacee etc., l’utilizzatore deve farsi rilasciare dal soggetto interessato una duplice copia della liberatoria per l’ utilizzo delle immagini.

Se il lettore riesce, è preferibile inserire con precisione le date relative alle riprese.

Con riferimento alla revoca del consenso alla diffusione del filmato, seppur si tratti di un diritto inalienabile della persona, poiché comporta un danno al regista per tutto il lavoro svolto, implica di conseguenza un obbligo di indennizzo.

In altre parole, se un attore, dopo avere prestato il consenso alle riprese, e avere girato il video, decidesse di revocare tale volontà sarebbe obbligato ad indennizzare adeguatamente il regista per l’opera prestata a meno che non vi siano gravi e comprovati motivi a giustificazione. Il soggetto revocante deve addurre ben precise e gravi motivazioni per far valere il proprio diritto, poiché moltissimi tribunali italiani hanno respinto i ricorsi adducendo proprio la mancanza di requisiti sostanziali per ottenere una revoca.

È preferibile ottenere la liberatoria sin dalle fasi iniziali, con fotocopia del documento di identità e codice fiscale, onde evitare qualsiasi tipo di fastidio o rallentamento. Con riferimento al permesso di soggiorno degli attori extracomunitari, è certamente lecita la richiesta, in quanto, come dal lettore correttamente evidenziato, in caso di eventuale scadenza si potrebbe compromettere le riprese. A parere dello scrivente però non è necessario il permesso di soggiorno permanente, essendo sufficiente anche ad esempio quello annuale, in quanto in base alla scadenza e al termine delle riprese è possibile concordare un piano di lavoro con gli attori.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta


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