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Libretti di risparmio: come movimentarli secondo la legge

1 novembre 2017


Libretti di risparmio: come movimentarli secondo la legge

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 novembre 2017



Qualche anno fa ho aperto due libretti di risparmio ai miei figli.  Oggi ormai quasi maggiorenni volevo aprire per loro un conto corrente, ma la banca mi dice che praticamente sono persi per la legge di stabilità ecc.
Sono andato una prima volta all’Agenzia delle entrate del mio Comune e mi hanno risposto che a loro non risultava nessuna multa né tantomeno il blocco del conto. Sono poi andato una seconda volta e mi hanno detto che al massimo applicavano una sanzione di circa € 40 per ogni anno a libretto.
Cosa devo fare? A chi devo rivolgermi per avere informazioni certe sul da farsi ?

 

Il decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011 (convertito nella legge 22 dicembre 2011, n. 214) all’articolo 12 ridusse ad euro 999,99 l’importo massimo del saldo dei titoli al portatore (compresi i libretti di risparmio).

La norma prevedeva, per i libretti esistenti alla data del 6 dicembre 2011, un termine massimo (il 31 marzo 2012) entro il quale si doveva provvedere o a estinguere il libretto o a ridurne il saldo al limite massimo consentito.

Se non si fosse provveduto, entro il termine del 31 marzo 2012, a estinguere il libretto o a ridurne il saldo al di sotto della soglia massima consentita (cioè limite massimo consentito pari a 999,99 euro), la legge (articoli 49 e 58 del decreto legislativo n. 231 del 2007) prevedeva e prevede ancora oggi sanzioni che sono irrogate dall’Ufficio territoriale del Ministero dell’Economia (cioè la Ragioneria territoriale dello Stato) su segnalazione delle banche (o delle poste) presso cui sono esistenti libretti non conformi alle norme relative ai limiti massimi di contante in essi depositati.

Le violazioni previste ancora oggi (per casi come quello in esame) sono le seguenti:

1) esistenza, dopo il 31 marzo 2012, di un libretto di deposito con saldo pari o superiore a 1.000,00 euro;

2) mancata estinzione del libretto o mancata riduzione di esso all’importo massimo di euro 999,99 entro il 31 marzo 2012.

La violazione n. 1 (prevista dall’articolo 49, comma 12, del decreto legislativo n. 231 del 2007) è punita con una sanzione di importo pari ad euro 3.000,00, mentre la sanzione n. 2 (prevista dall’articolo 49, comma 13, del decreto legislativo n. 231 del 2007) è punita con una sanzione di importo pari al saldo del libretto stesso se il saldo è inferiore ad euro 3.000,00

La normativa prevedeva e prevede che le violazioni vengano segnalate dalla banca all’autorità competente all’accertamento, alla contestazione ed alla irrogazione delle sanzioni.

Nel caso specifico, quindi, se nessuna contestazione è mai stata notificata al lettore, si può ipotizzare che la banca abbia omesso di effettuare a suo tempo la segnalazione all’autorità competente (segnalazione che la banca era ed è obbligata a fare sotto pena di sanzioni).

Ciò non toglie che la banca potrebbe ancora oggi effettuare la segnalazione delle violazioni.

Il lettore, pertanto, se decidesse di ridurre oggi il saldo di ciascuno dei due libretti (ammesso che glielo consentano) e portarlo entro il limite di legge (che è ancora oggi quello di euro 999,99), si esporrebbe certamente alla segnalazione da parte della banca (che avrebbe dovuto segnalare le violazioni fin dal 1° aprile 2012, giorno successivo alla scadenza del termine entro cui era consentito adeguarsi ai nuovi limiti).

La segnalazione della banca all’autorità competente (in qualunque momento tale segnalazione partisse) darà il via alla procedura che prevede che vengano notificati al lettore prima i provvedimenti di contestazione, a cui lo stesso potrà replicare entro trenta giorni con memorie difensive, e successivamente, qualora le sue difese non dovessero essere ritenute sufficienti, i decreti contenenti le sanzioni per le accertate violazioni.

I decreti così notificati potranno essere poi comunque impugnati dinanzi al tribunale competente (con riferimento al luogo dove le violazioni sono state commesse) entro il termine di giorni trenta dalla loro notificazione.

Fatte queste essenziali premesse, le difese che il lettore potrà apprestare, se gli dovessero essere contestate le violazioni sopra indicate (tenuto conto del quadro illustrato dal lettore e date le rigide norme di legge), potranno basarsi innanzitutto sulla dimostrazione che la sua banca non provvide a dare “ampia diffusione e informazione” alla disposizione secondo cui si doveva provvedere entro il 31 marzo 2012 a estinguere i libretti o a ridurne il saldo entro il nuovo limite massimo di euro 999,99.

Le banche e le poste, infatti, erano obbligate dalla legge (articolo 49, comma 13, del decreto legislativo n. 231 del 2007) a dare ampia diffusione e informazione alla nuova norma di legge, cioè alla scadenza del 31 marzo 2012.

È altrettanto vero, però, che la legge non specificava in quale maniera le banche e le poste avrebbero dovuto,

in modo ampio, diffondere e informare i loro clienti di questa disposizione; certo è però, che, da quel che il lettore descrive, la sua banca non ha provveduto ad una informazione capillarmente destinata ad ogni singolo cliente (probabilmente la banca avrà posto avvisi scritti affiggendoli all’interno delle agenzie, ma toccherà eventualmente al giudice in sede di contenzioso valutare se questo tipo di informazione sia da ritenere sufficiente).

Una seconda difesa che il lettore potrà eventualmente sostenere è quella basata sulla prescrizione delle sanzioni che gli venissero oggi irrogate (una difesa che, però, per le ragioni che si vanno a descrivere, non è molto solida).

Queste sanzioni, infatti, sono soggette alla prescrizione di cinque anni (prevista dalla legge n. 689 del 1981) che decorre dal momento in cui la violazione è stata commessa.

Ora, entrambe le violazioni (per entrambi i libretti) risultano commesse il 1° aprile 2012 (il giorno successivo alla scadenza del termine per mettersi in regola) e, perciò, il prossimo 1° aprile 2017 scadrà il termine di cinque anni decorso il quale le sanzioni per le violazioni commesse dovranno intendersi prescritte se, in questo arco di tempo di cinque anni, non sarà mai pervenuta al lettore alcuna contestazione. Tuttavia, occorre tenere presente che le violazioni di cui si discute (esistenza dopo il 31 marzo 2012 di un libretto di deposito con saldo pari o superiore a 1.000,00 euro e mancata estinzione del libretto o mancata riduzione di esso all’importo massimo di euro 999,99 entro il 31 marzo 2012) sono violazioni di tipo permanente e non istantaneo e la differenza, per quello che si sta per dire, è fondamentale.

Le violazioni permanenti, infatti, sono quelle in cui la condotta imposta dalla legge (cioè, nel caso specifico, ridurre il libretto sotto il limite massimo) può essere posta in essere anche dopo la scadenza del termine fissato dalla norma (subendo le relative sanzioni); ed in caso di violazione permanente la prescrizione però non decorre fino a che permane la situazione considerata illecita dalla legge.

Ciò significa che, in caso di violazioni permanenti, la prescrizione non decorre fino al momento in cui la situazione non viene resa conforme a quello che impone la legge: cioè, nel caso in esame, la prescrizione di cinque anni non parte dal 1° aprile 2012, ma solo da quando il lettore avrà portato i libretti entro il limite consentito dalla legge.

Ricapitolando:

1) mentre il lettore per difendersi da eventuali atti di contestazione potrà dimostrare che la banca non diede ampia diffusione e informazione all’obbligo di ridurre i saldi dei libretti entro il 31 marzo 2012 (salvo poi che il giudice non ritenga sufficiente il tipo di pubblicità della scadenza del 31 marzo 2012 che la banca diede all’epoca e che la banca dovrà comunque dimostrare di aver dato),

2) sarà invece una difesa assai più debole (per i motivi sopra illustrati) sostenere che le violazioni che venissero contestate al lettore si sono prescritte per il decorso di cinque anni dalla data del 1° aprile 2012.

Si rammenta, poi, che a queste violazioni non si può applicare la cosiddetta oblazione (articolo 16 della legge 689 del 1981) che riduce ad un terzo la sanzione da infliggersi.

Il consiglio pratico immediato, quindi, è di chiedere il lettore alla banca se gli consentono oggi di movimentare i libretti.

Se la risposta fosse positiva, questi potrà ridurne i saldi sotto i 1.000,00 euro (esponendosi ai rischi sopra indicati a seguito di segnalazione); se la risposta fosse negativa, occorrerà a quel punto chiedere i motivi del blocco presentando, ove occorra, formale reclamo alla banca stessa.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

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