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Disoccupazione lavoratori stagionali, come funziona

9 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 ottobre 2017



Naspi per dipendenti con contratto di lavoro stagionale: chi ne ha diritto, quanto dura, a quanto ammonta.

La formula 6 mesi di lavoro più 6 mesi di disoccupazione per gli stagionali non funziona ormai da tempo: con l’introduzione della Naspi, cioè della nuova indennità di disoccupazione, il trattamento dura soltanto per la metà del periodo lavorato. La Naspi, difatti, a contrario della vecchia disoccupazione e dell’Aspi, non ha una durata prestabilita, ma la sua durata varia a seconda dei contributi posseduti: ad esempio, se il disoccupato ha alle spalle 6 mesi di lavoro, percepirà la disoccupazione per 3 mesi; se il periodo lavorato è di 3 mesi, la disoccupazione spetterà per un mese e mezzo soltanto. Inoltre, se il periodo di lavoro alle spalle ha già dato luogo a un’altra indennità di disoccupazione, non può essere contato due volte, a differenza di quanto accadeva in passato.

Ma procediamo per ordine e facciamo un breve punto della situazione sulla disoccupazione per i lavoratori stagionali.

Quali stagionali hanno diritto alla disoccupazione

Tutti i lavoratori dipendenti stagionali hanno diritto alla Naspi, purché:

  • abbiano perso involontariamente il lavoro: possono, cioè, essere stati licenziati o cessati per scadenza del termine del contratto; può prendere la disoccupazione anche chi si è dimesso per giusta causa o nel periodo tutelato di maternità, o, ancora, chi ha firmato una risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione; niente Naspi, invece, per chi ha presentato le dimissioni volontarie;
  • abbiano reso la Did, la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e a svolgere le attività di formazione e orientamento prescritte dal centro per l’impiego;
  • possiedano almeno 30 giornate di effettivo lavoro nell’anno;
  • possiedano almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni, purché non abbiano già dato luogo a un’altra prestazione di disoccupazione.

Quanto dura la disoccupazione degli stagionali

La durata della Naspi degli stagionali, come abbiamo detto, è pari alla metà del periodo lavorato: non possono essere contati periodi di lavoro che abbiano già dato luogo a un’altra prestazione di disoccupazione.

In parole semplici, se il lavoratore ha terminato la Naspi, o la Mobilità, nel marzo 2017, è stato riassunto il 1° maggio 2017 e licenziato il 30 settembre 2017, il periodo di riferimento utile alla nuova Naspi sarà maggio-settembre 2017, mentre i periodi di lavoro precedenti, pur se collocati negli ultimi 4 anni, non possono essere contati perché hanno già dato luogo a un altro trattamento. Il dipendente stagionale, avendo lavorato per 5 mesi interi, da maggio a settembre, avrà dunque diritto a 2 mesi e mezzo di disoccupazione.

A quanto ammonta la disoccupazione degli stagionali

L’indennità Naspi è erogata su base mensile; l’ammontare spettante si calcola in questo modo:

  • bisogna innanzitutto sommare le retribuzioni imponibili utili ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni;
  • bisogna poi dividere la cifra ottenuta per il numero di settimane di contributi posseduti e moltiplicare il risultato per il numero 4,33 (per rapportare l’indennità al mese, perché un mese, per l’Inps, vale 4,33 settimane);
  • se l’importo mensile così ottenuto è pari o inferiore a 1.195 euro, la Naspi è pari al suo 75% (ad esempio se l’imponibile medio è pari a 1000 euro, la Naspi sarà pari a 750 euro);
  • se l’importo è superiore a 1.195 euro, l’indennità Naspi deve essere così determinata: 75% di 1.195 euro, più il 25% della differenza tra 1.195 euro ed il maggior importo, sino ad un limite massimo erogabile di 1.300 euro.

La disoccupazione viene diminuita del 3% ogni mese, a partire dal 4° mese.

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