Diritto e Fisco | Articoli

Come usare contanti senza problemi con il fisco

9 ottobre 2017


Come usare contanti senza problemi con il fisco

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 ottobre 2017



Sei suggerimenti per non avere problemi con l’Agenzia delle Entrate e non far scattare le sanzioni per eccessivo utilizzo di contanti.

L’esigenza di combattere evasione fiscale e il riciclaggio del denaro sporco ha portato a criminalizzare i contanti, strumento di pagamento che, in Italia, è più diffuso rispetto a tutti gli altri Paesi europei. Ciò nonostante gli italiani preferiscono tenere sotto controllo il bilancio familiare più tramite il calcolo delle banconote nel portafogli che non con l’estratto conto. Può sembrare paradossale, ma per l’italiano il vero nemico dei contanti non è il ladro, ma lo Stato. Ecco perché spesso ci si chiede come usare i contanti senza problemi col fisco. Di tanto parleremo in questo articolo formulando qualche suggerimento per dormire sonni tranquilli.

Ma perché mai i contanti sono così pericolosi? La lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio del denaro sporco si fa aggredendo i contanti. È infatti tramite il cash che gli evasori riescono a realizzare i propri intenti speculatori ai danni del fisco. Stando poi a un rapporto commissionato dalla banche, in Italia solo il 10% del contante è in mano ai cittadini e alle imprese, mentre il 90% è della criminalità organizzata. Questo ha portato lo Stato ad adottare una serie di strumenti volti a controllare la circolazione del denaro. Il primo è il redditometro. Grazie ad esso, l’Agenzia delle Entrate calcola il volume delle spese del contribuente e lo confronta con la dichiarazione dei redditi. In pratica, se le uscite superano di almeno il 20% le entrate dichiarate al fisco, l’Agenzia delle Entrate gli richiede di spigare le ragioni e la fonte del denaro. Se le sue difese non risultano convincenti, scatta l’accertamento fiscale.

Dall’altro lato, la legge vieta il trasferimento di denaro contante tra soggetti diversi per importi superiori a 2.999,99 euro. Da 3mila euro in su c’è l’obbligo di usare strumenti tracciabili.

Tra queste due barriere, il cittadino deve sapersi muovere per poter usare i contanti senza avere problemi con il fisco. Come?

Richiedi solo lo scontrino fiscale

Il primo suggerimento in materia di pagamenti in contanti è quello di non chiedere la fattura, ma di accontentarsi dello scontrino fiscale. Lo scontrino, infatti, è un documento fiscale perfettamente anonimo: in esso non risultano i dati dell’acquirente e l’Agenzia delle entrate non potrà mai venire a sapere della spesa. È vero: solo chi chiede la fattura può scaricare il relativo costo dalle tasse; ma se si sta pagando in contanti (e non con carta di credito o bancomat) e, nello stesso tempo, la spesa è consistente (si pensi a un televisore o un computer) ci potrebbe essere il rischio di far scattare il redditometro. Stesso discorso per quanto riguarda eventuali viaggi, acquisti in gioielleria, ecc.

Sul punto leggi anche Cosa comprare in contanti senza avere problemi col fisco.

Peraltro, chi non chiede la fattura ha un altro beneficio: acquistando in veste di consumatore ottiene la garanzia di due anni che, invece, a chi acquista con la partita Iva viene negata (in quest’ultimo caso, infatti, la garanzia è solo di 1 anno).

Stai sotto la soglia di 3mila euro

Il secondo suggerimento è quello di non superare mai la soglia di tremila euro per i passaggi di denaro, sia quelli tra familiari conviventi che tra estranei. Anche la presenza di un contratto firmato non può servire a regolarizzare l’operazione: anzi, peggiora la posizione delle parti che, in questo modo, mettono nero su bianco l’illecito. Questo vale anche quando si pagano le tasse, il bollo auto, una pubblica amministrazione.

Che fare in caso di un regalo

Anche per le donazioni c’è il divieto di non superare 2.999,99 euro in contanti. Peraltro, trattandosi di un regalo che va ad arricchire la disponibilità economica del beneficiario, consentendogli magari di acquistare beni che non potrebbe altrimenti permettersi, il bonifico servirà anche a rispondere ad eventuali richieste di chiarimento inoltrate dal fisco a seguito dei controlli tramite redditometro.

Che fare in caso di pagamento a rate

Se il pagamento di un importo complessivamente superiore a 3mila euro è stato concordato a rate, e ciascuna rata è inferiore a tale soglia, si può pagare in contanti.

Senza limiti i prelievi e i versamenti

La regola del limite dei 3mila euro non vale mai per i prelievi o i versamenti al bancomat o allo sportello della banca. In questo caso, infatti, la banca è un mero depositario del denaro che rimane sempre nella titolarità del correntista. In caso di prelievi molto consistenti il dipendente della banca potrebbe chiedere chiarimenti sulla finalità dell’utilizzo del denaro, ma queste informazioni non vanno all’Agenzia delle Entrate, ma alla direzione della banca, per controllare eventuali impieghi per scopi di riciclaggio.

Se il beneficiario non ha un conto corrente

Che fare se bisogna pagare oltre 3mila euro a una persona che non ha un conto corrente? In questo caso si interviene facendo un assegno circolare. In pratica, chi deve pagare deposita il denaro presso un istituto di credito qualsiasi, ottenendo in cambio un documento che comprova il deposito. Tale documento è appunto l’assegno circolare. Il titolo viene consegnato al destinatario del pagamento che poi potrà andare in banca a ritirare il denaro in contanti. In questo modo non si viola la normativa.

note

Autore immagine: 123rf com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI