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Denuncia di successione: serve il consenso di tutti gli eredi?

3 novembre 2017


Denuncia di successione: serve il consenso di tutti gli eredi?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 novembre 2017



Vorrei presentare personalmente la denuncia di successione di mia zia per poter poi procedere alla divisione dei beni. Posso farlo anche senza l’esplicito consenso di tutti gli eredi?

Il termine per presentare la dichiarazione di successione al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate è di un anno a partire dall’apertura della successione (cioè dal decesso della persona della cui successione si tratta). Alla presentazione della dichiarazione sono obbligati tutti i chiamati all’eredità (ad eccezione di quelli che abbiano già espressamente rinunciato), ma è sufficiente che la dichiarazione sia presentata una sola volta anche da un singolo erede che si incarichi del disbrigo dell’incombenza. La dichiarazione deve essere redatta utilizzando obbligatoriamente il modello reperibile anche sul sito dell’Agenzia delle Entrate (compilandolo dopo avervi inserito tutti i dati richiesti con la maggiore precisione possibile) e può essere rettificata (in caso di errori) entro il termine di due anni dalla data di versamento della imposta principale (in questo senso si è espressa la stessa Agenzia [1]). Ciò premesso, il suggerimento pratico è quello di verificare se è stato già conferito un formale incarico di presentazione della dichiarazione di successione al legale, per evitare che, senza saperlo, si finisca con il presentare due dichiarazioni relative alla medesima successione. Se il lettore volesse presentare la dichiarazione di successione (presentazione che costituisce un obbligo e, pertanto, non è subordinata al consenso degli altri coeredi), ma fosse stato già conferito un simile incarico al legale, onde evitare che vengano presentate due dichiarazioni, magari diverse nel contenuto, dovrebbe prima ottenere o notizia certa della rinuncia all’incarico da parte del legale, oppure notizia altrettanto certa che al medesimo legale tale incarico sia stato revocato da chi gliel’avesse conferito (fermo restando il diritto di quel legale, in entrambi i casi, ad ottenere, da chi gli fornì incarico, la remunerazione dell’attività che avesse nel frattempo effettivamente svolto nell’adempimento del mandato ricevuto). In un caso simile, quindi, prudenza vuole che il lettore presenti la dichiarazione solo dopo aver eventualmente avuto notizia certa che questo legale abbia rinunciato all’incarico di presentarla oppure che tale incarico gli sia stato revocato. Poi potrà raccogliere i dati necessari alla compilazione della dichiarazione di successione avendo cura che siano esatti; e questo potrà farlo anche inviando, volendo, una raccomandata a.r. agli altri coeredi chiedendo agli stessi di fornire una conferma espressa della correttezza dei dati da inserire nella dichiarazione (tenendo presente comunque che, come detto sopra, la dichiarazione può essere rettificata entro due anni dalla data in cui viene versata l’imposta principale che l’Agenzia liquida dopo che la dichiarazione di successione viene presentata e sulla base dei dati in essa indicati).

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Con risoluzione n. 8/E del 13.01.2012.

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