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Foglie dei vicini nel mio giardino: chi le toglie?

9 dicembre 2017


Foglie dei vicini nel mio giardino: chi le toglie?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 dicembre 2017



Nel giardino a confine della mia area c’è un pino che produce molti aghi: devo spazzare di continuo. Ho chiesto all’amministratore di condominio di intervenire ma nulla. Che fare?

Questioni come quelle poste dal lettore sono state già oggetto di attenzione da parte della giurisprudenza. In particolare, è stato stabilito che in tema di proprietà immobiliare, la disciplina dei rapporti di vicinato è ispirata al principio informatore secondo cui l’esplicazione dei poteri di godimento ed utilizzazione della cosa incontra il limite rappresentato dalla necessità di non menomare la proprietà del vicino, il quale ha diritto, secondo la regola generale del neminem laedere [1] ad essere risarcito del danno ingiusto [2]. Una delle cause in tema contrapponeva il proprietario di un immobile invaso periodicamente da alberi e detriti provenienti dagli alberi di proprietà del confinante. Con il principio sopra indicato, la Cassazione confermò la sentenza di un giudice di pace che aveva a sua volta stabilito il seguente principio: il proprietario ha il sacrosanto diritto di tutelare il proprio fondo e la propria abitazione dai gravi danni, materiali e igienici, causati dalla convenuta e ad evitare lavori e spese per l’incuria della vicina confinante. Nel caso specifico, l’attore era stato costretto ad adìre il giudice in quanto costretto a pulire le gronde del garage del suo appartamento e i tombini dell’acqua piovana dalle foglie cadute dai rami dell’albero esistente sul fondo confinante. È, quindi, evidente che il lettore ha il diritto che il suo confinante impedisca che gli aghi del pino invadano la sua proprietà, oppure che si sobbarchi le spese per una periodica pulizia. In mancanza di un accordo bonario, il lettore potrà agire invocando la norma del codice civile [3] che impedisce le immissioni provenienti dal fondo finitimo (comprese le immissioni da foglie morte o similari), dimostrando che tali immissioni superano la normale tollerabilità e chiedendo al giudice che in sentenza ordini la cessazione di tale immissione, fatto salvo il suo diritto di chiedere anche il risarcimento del danno subìto (ivi comprese le spese sopportate per sgomberare la sua proprietà dagli aghi).

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Art. 2043 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 1260 del 21.01.2008.

[3] Art. 844 cod. civ.


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14 Commenti

  1. ma se gli alberi sono li da prima che il confinante costruisse!? e gli alberi del COMUNE!? e tutte le piante che nel periodo autunnale,scosse dal vento che trasporta le loro foglie a decine di metri di distanza!?Un poco di buon senso da entrambe le parti,no?Si parla tanto di fabbisogno di alberi e poi i giudici per quattro foglie fanno abbattere ,nei casi + drastici anche le piante .Io abitavo in campagna circondato dal verde e dai campi.Oggi abito nella stessa casa e sono circondato dal quartiere .Via i campi e via gli alberi per far posto a palazzine dove la gente neppure si saluta.

  2. Ma infatti la natura segue sempre il suo corso, seguire il percorso legale per una simile sciocchezza non ha molto senso, quando ci sono persone che spendono un sacco di soldi per andare incontro alla natura!

  3. Se io devo pagare il vicino per pulire le foglie del mio albero che adono sulla sua proprietà, allora il vicino mi deve pagare i benefici che produce la presenza dell’albero: frescura estiva, riparo dai forti venti, produzione di ossigeno nell’aria, difesa idrogeologica, paesaggio e tant’altro. Alla fine è il vicino che mi deve pagare. E poi bisogna capire se l’albero stava già da prima che fosse eretto il muro di recinzione fra le proprietà terriere. Se così non fosse, l’unica cosa che potrebbe far valere il vicino è se l’albero è stato piantato a norma di legge (oltre i 3 metri dal confine se alto fusto e 1,50 se è una siepe.

    1. secondo me bisogna vedere dove sono i rami degli alberi :se sono entro i confini o sporgono di poco nel territorio vicino a, e quindi le foglie in questione sono quelle trasportate dal vento allora allora bisogna che te le raccogli tu visto che hai l’ombra e il fresco dell’albero del vicino. diverso è se i rami dell’albero sporgono per molti metri nel territorio vicino e quindi le foglie cadono in quel cortile per la maggior parte. ( questo non è un parere legale ma di buon senso.)

      1. ma se gli alberi in questione invece l’ombra me la danno l’inverno quando io voglio il sole!? e devo bruciare un tot di legna per scaldarmi!?

  4. Dissento dalla sentenza. Il criterio dirimente per stabilire la liceità o meno del “disagio” patito dal vicino a causa delle foglie provenienti da piante situate nel fondo confinante è costituito unicamente dall’essere dette piante situate o meno alla distanza di legge dal confine (variabile a seconda del tipo di essenza): in caso affermativo nulla può essere imputato al proprietario delle medesime essendo l’immissione delle foglie nel fondo limitrofo opera del vento e non dell’uomo.

  5. Se tu pianti un albero o una siepe te ne devi prendere cura non e il vicino che deve potarlo in caso di siepe o raccogliere le foglie altrimenti lo avrebbe piantato anche lui io mi trovo a potare tutti gli anni 25 metri di siepe del vicino, 40 metri di siepe del parco, la mimosa del parco e foglie di magnolia e pino marittimo di un altro vicino, io ho 4 alberi e l’orto ma cerco di non dare fastidio a nessuno

    1. Buongiorno sig. Domenico.
      Il fatto che la legge attribuisca al confinante il diritto di pretendere dal vicino il taglio delle fronde che si addentrano all’interno del proprio fondo sta a significare, in primis, che Lei non può procedere autonomamente al taglio e in secondo luogo che una volta effettuato il taglio, a filo con la linea di confine, Lei non avrebbe più motivo di recriminare, anche se il vento dovesse riversare nel suo terreno una tonnellata di foglie. Semprecche’, naturalmente, l’albero o gli alberi si trovino rispetto al confine alla distanza di legge o, comunque. la piantagione a una distanza inferiore sia divenuta legittima col decorso del tempo per maturata usucapione.

      1. Salve a tutti, ho un problema simile a quanto precedentemente specificato, ho a distanza di legge dal confine un pino marittimo alto circa 15 metri e con un diametro di una decina (un condominio). L’anno scorso dopo ripetuti solleciti il confinante ha tagliato i rami che sporgevano nella mia proprietà. Pensare che il problema sia risolto come qualcuna pensa è impossibile, capirei la naturale perdita di foglie in autunno ma se parliamo di pino marittimo il discorso è diverso , perde gli aghi tutto l’anno. Il mio prato verde devo rastrellarlo tutti i giorni , l’ombra, in autunno, inverno e parte della primavera fa si che io non veda il sole dalla cucina per non parlare del resto dei danni che mi crea.

        1. Buonasera. Lei puo’ sempre recidere le radici della pianta che si addentrano nella Sua proprietà e così impedire danni a opere murarie o ad altre piante. Per il resto, l’ha detto Lei, l’albero è situato alla distanza di legge, i rami sono stati potati, quindi è tutto in regola. Aggiungo che, date le dimensioni della pianta, è molto probabile che il vicino abbia oltretutto maturato l’usucapione.

  6. Siamo proprio degli ipocriti….. si sta sempre a parlare di pace e tolleranza…. critichiamo quello o quell’altro capo di stato per le misure di sicurezza, sugli armamenti… E SI LITIGA SE L’ALBERO PERDE NATURALMENTE LE FOGLIE E CI SPORCA IL GIARDINO… O SE UN CANE NATURALMENTE ABBAIA DISTURBANDO!

    1. Giusto,ormai abbiamo perso ogni forma di civile coabitazione credendo di poter vivere in un mondo asettico di plastica.Perche’non chiedere semplicemente al vicino di pulire il nostro fondo in fuzione delle necessita’?Ricordiamoci che chi ci guadagna sempre in queste puerili dispute sono solo gli avvocati

  7. Io vorrei proprio vedere tutti questi difensori della natura se fossero nelle condizioni di chi si lamenta cosa farebbero . Naturalmente non sono per il taglio drastico delle piante , ma una bella multa che supera di 10 volte il costo di potatura per quei proprietari che non fanno la normale manutenzione mettendo in difficoltà il vicino il giudice potrebbe provvedere a comminarla .

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