Figli a carico sino a 5mila euro di reddito

10 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 ottobre 2017



Con la prossima Legge di bilancio si potrebbe alzare la soglia di reddito al di sotto della quale un figlio può essere considerato a carico.

Considerare autonoma una persona perché guadagna 2.841 euro all’anno può sembrare assurdo, eppure è legge: la soglia al di sotto della quale un familiare può essere considerato fiscalmente a carico, difatti, è attualmente pari a 2.840,51 euro. Una cifra veramente esigua, che non è mai stata adeguata negli anni: ecco perché il Governo sta valutando l’ipotesi di alzare questa soglia, con la Legge di bilancio 2018, a 5mila euro annui circa.

In questo modo, numerose famiglie potrebbero contare su circa mille euro all’anno in più, perché avrebbero comunque diritto alla detrazione fiscale per figli a carico in presenza di redditi di questi ultimi sino a 5mila euro. Un vantaggio che potrebbe anche incentivare i giovani a cercare dei lavoretti extra, fornendo un ulteriore, anche se piccolo, sostegno alla famiglia.

I tecnici del Mef (ministero dell’Economia e delle Finanze) sono attualmente al lavoro per valutare l’impatto di questa nuova misura sui conti pubblici e per capire sino a quanto può essere alzata la soglia di reddito.

Ma  quali vantaggi fiscali dà, ad oggi, avere dei figli a carico? Vediamolo nel dettaglio.

Che cos’è la detrazione per figli a carico

Il contribuente che mantiene determinati familiari, tra cui i figli, ha il diritto di usufruire delle corrispondenti detrazioni: la detrazione è un beneficio che consente di sottrarre un importo non dal proprio reddito (in questo caso parliamo di deduzione), ma direttamente dall’imposta. In parole semplici, la detrazione è un importo che diminuisce le tasse dovute.

Perché il contribuente possa beneficiare della detrazione per familiari a carico, il familiare, come abbiamo detto, non deve superare i 2.840,51 euro di reddito annuo. La data in cui il familiare supera la soglia di reddito non ha rilevanza, perché il riferimento relativo al reddito è l’intero anno: in pratica, il familiare può superare  i 2.840,51 euro di reddito anche il 31 dicembre perché non sia più considerato a carico.

Come funziona la detrazione per figli a carico

Per quanto riguarda i figli a carico, la detrazione non è sempre uguale, ma varia in base ai seguenti parametri:

  • reddito complessivo;
  • età del figlio (minore di 3 anni o meno);
  • possesso di handicap da parte del figlio;
  • numero dei figli.

Il figlio è considerato a carico se il suo reddito complessivo (escluso l’eventuale reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze) non supera 2.840,51 euro annui, a prescindere dal fatto che risieda o meno con i genitori.

A chi spetta la detrazione per figli a carico

La detrazione è suddivisa, normalmente, al 50% tra padre e madre; può spettare a un solo genitore al 100%:

  • dietro accordo, se ha il reddito più alto;
  • se ha l’altro genitore a carico;
  • se risulta affidatario esclusivo (in questo caso è comunque possibile che i genitori decidano di accordarsi per la detrazione al 50%).

La detrazione è unica per tutti i figli: non è possibile, cioè, avere a carico un figlio al 100% e gli altri al 50%.

Come si calcola la detrazione per figli a carico

La detrazione per figli a carico si calcola attraverso una formula che varia a seconda dell’età dei figli, del reddito, del possesso di handicap e del numero dei figli:

  • per il figlio minore di 3 anni la formula è: 1.220 × [(95.000 – reddito complessivo) / 95.000];
  • per il figlio da 3 anni in su la formula è: 950 × [(95.000 – reddito complessivo) / 95.000].

Per ogni figlio, il minuendo e il divisore (cioè i 95mila euro) sono aumentati di 15mila euro. Ad esempio, se si hanno 3 figli la detrazione, per ciascun figlio, deve essere calcolata con la seguente espressione:

  • 220 × [(125.000 – reddito complessivo) / 125.000] se il figlio ha meno di 3 anni;
  • 950 × [(125.000 – reddito complessivo) / 125.000] se il figlio ha da 3 anni in su.

I 95mila euro sono stati dunque aumentati di 15mila per il 2° figlio e di ulteriori 15mila per il 3° figlio, sino ad arrivare a 125mila euro.

Dal 4° figlio in su, le detrazioni teoriche di 1.220 e 950 euro sono aumentate, rispettivamente, a 1.420 euro, per i figli minori di 3 anni e 1.250 euro per quelli da 3 anni in su, cioè sono aumentate di 200 euro. Se un figlio è portatore di handicap, la detrazione teorica è aumentata di 400 euro.

Quando la detrazione per figli a carico non spetta tutto l’anno

Anche se, come abbiamo visto, basta che il figlio superi la soglia di reddito anche l’ultimo dell’anno perché la detrazione non spetti per niente, ci sono dei casi in cui la detrazione spetta soltanto per alcuni mesi dell’anno, oppure dei casi in cui nello stesso anno spetta in misura diversa. Ad esempio:

  • se un figlio nasce il 10 novembre, la detrazione spetta per 2 mesi: dunque l’importo della detrazione si deve dividere per 12 e moltiplicare per 2;
  • nell’anno in cui un figlio compie i 3 anni di età, spetta la detrazione maggiorata sino al mese del compleanno: in pratica, se un figlio compie gli anni il 10 maggio, la detrazione maggiorata per figli al di sotto dei 3 anni spetta per 5 mesi, e la detrazione inferiore spetta per i restanti 7 mesi;
  • se invece un figlio a carico si sposa, la detrazione spetta al genitore sino al mese che precede il matrimonio, ed al coniuge dal mese in cui avvengono le nozze in poi: se, dunque, un figlio si sposa il 6 giugno, il genitore ha diritto alla detrazione per 5 mesi, mentre i restanti 7 mesi di detrazione sono fruiti dal coniuge.

Detrazione per chi ha più di 4 figli

Per chi ha dai 4 figli in su spetta un’ulteriore detrazione, unica per tutti i figli, nota col nome “Bonus famiglie numerose[1].

La detrazione è pari a 1.200 euro indipendentemente dal reddito, a prescindere dal numero di mesi nei quali ciascun figlio risulta a carico: ad esempio, se in una famiglia nasce il 4° figlio il 31 dicembre, il bonus famiglie numerose spetta per intero.

Se il contribuente è incapiente, cioè se il bonus supera l’imposta dovuta, la detrazione non si azzera all’azzerarsi dell’imposta, ma si forma un credito pari all’importo del bonus non fruito, considerando le altre detrazioni spettanti già sottratte dai tributi dovuti. Ad esempio, se l’Irpef a carico del contribuente è pari a 5000 euro, ed ha già fruito delle detrazioni spettanti per familiari a carico pari ad un totale di 4800 euro, con soli 200 euro della detrazione famiglie numerose il tributo si azzera. I restanti 1000 euro possono allora essere utilizzati come credito d’imposta.

note

[1] L. 244/2007.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI