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Le Guide Come scaricare dalle tasse le spese carburante

Le Guide Pubblicato il 10 ottobre 2017

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Deduzione Irpef/Ires e Irap e detrazione Iva carburante: come ottenerle.

Imprenditori e lavoratori autonomi dotati di partita Iva possono dedurre ai fini delle imposte sui redditi le spese sostenute per i mezzi di trasporto a motore, utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni (non quindi per fini personali). È inoltre prevista la detrazione dell’Iva sul carburante.

Deduzione spese carburante

Ai fini della determinazione dei redditi (per la tassazione Irpef, Ires e Irap) sono deducibili [1]:

a) nella misura del 100% le spese relative agli aeromobili da turismo, alle navi e imbarcazioni da diporto, alle autovetture ed autocaravan, ai ciclomotori e motocicli destinati ad essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa e ai veicoli adibiti ad uso pubblico;

b) nella misura del 20% le spese relative alle autovetture e autocaravan, ai ciclomotori e motocicli non qualificati come beni strumentali dell’impresa. Tale percentuale è elevata all’80 per cento per i veicoli utilizzati dai soggetti esercenti attività di agenzia o di rappresentanza di commercio.

Nel caso di esercizio di arti e professioni in forma individuale, la deducibilità è ammessa, nella misura del 20%, limitatamente ad un solo veicolo; se l’attività è svolta da società semplici e da associazioni, la deducibilità è consentita soltanto per un veicolo per ogni socio o associato.

c) nella misura del 70% per i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta.

Detrazione Iva carburante

L’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di carburanti e lubrificanti destinati ad aeromobili, natanti da diporto e veicoli stradali a motore (nonché alle prestazioni di custodia, manutenzione, riparazione e impiego, compreso il transito stradale), è ammessa in detrazione nella stessa misura in cui è ammessa in detrazione l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione degli stessi [2].

La detrazione dell’Iva è quindi prevista:

  • al 100% per veicoli stradali a motore per trasporto persone o cose in misura maggiore o uguale a 35 q.li o con almeno 8 posti oltre a quello del conducente, trattori, veicoli oggetto di produzione o commercio da parte del contribuente o senza i quali non può svolgere l’attività (per esempio tassisti);
  •  al 40% per veicoli stradali a motore per trasporto persone o cose inferiori a 35 q.li o con massimo 8 posti oltre il conducente.

Il lavoratore autonomo può detrarre l’Iva sull’acquisto dell’autovettura e sui costi connessi (per esempio carburante) in misura superiore al 40%, se documenta l’uso esclusivo del mezzo per l’attività professionale. Se l’uso dell’auto è promiscuo (per esempio per lavoro e per fini personali) la detrazione resta al 40%.

Deduzione e detrazione carburante: scheda carburante

La scheda carburante è una condizione essenziale sia per la detrazione, se spettante, dell’Iva relativa al carburante acquistato, sia per documentare le spese deducibili ai fini delle imposte sul reddito e dell’Irap [3].

Secondo la Cassazione [4], infatti, è possibile detrarre dall’imposta dovuta quella assolta per l’acquisto di carburanti, destinati ad alimentare i mezzi impiegati per I’esercizio dell’impresa, a condizione che le cosiddette schede carburanti, che l’addetto alla distribuzione è tenuto a rilasciare, rispettino i requisiti di forma e di contenuto richiesti dalla legge e, quindi, siano redatte in conformità al modello legale (compresa I ‘indicazione chilometrica, necessaria ai fini antielusivi, non surrogabile da altri documenti.

Cos’è la scheda carburante

La scheda carburante è il documento che dimostra l’acquisto del carburante e la relativa spesa. La legge consente la detrazione della scheda carburante a condizione che questa sia compilata in ogni sua parte. In particolare devono essere indicati [5]:

  • i dati anagrafici di chi acquista il carburante;
  • il numero di partita Iva di chi acquista il carburante;
  • la data dell’acquisto del carburante;
  • la marca ed il modello del mezzo, nonché il numero di targa;
  • i dati anagrafici del venditore comprensivi di partita Iva;
  • la quantità di carburante acquistato con il relativo prezzo;
  • la firma ed il timbro aziendale del venditore;
  • il numero dei Km percorsi dal mezzo.

Se la scheda carburante non è compilata correttamente e in tutti i suoi elementi non può essere usata e il costo della benzina non può essere scaricato dalle tasse.

L’addetto alla distribuzione di carburante indica nella scheda, al momento di ogni rifornimento, con firma di convalida, la data e l’ammontare del corrispettivo al lordo dell’Iva, nonché, anche a mezzo di apposito timbro, la denominazione o la ragione sociale dell’esercente l’impianto di distribuzione, ovvero il cognome e il nome se persona fisica, e l’ubicazione dell’impianto stesso. I residui campi della scheda carburante sono compilati dall’automobilista.

Scheda carburante: quando non è obbligatoria

Chi acquista il carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate non è soggetto all’obbligo di tenuta della scheda carburante.

È infatti possibile scaricare il costo della benzina e l’Iva anche senza scheda carburante per chi utilizza la carta di credito o il bancomat. È tuttavia necessario che il mezzo di pagamento sia intestato al soggetto che esercita l’attività economica, l’arte o la professione e che dall’estratto conto emergano tutti gli elementi necessari per l’individuazione dell’acquisto, quali, ad esempio, la data ed il soggetto presso il quale è effettuato il rifornimento, nonché l’ammontare del relativo corrispettivo.

note

[1] Art. 164 DPR n. 917/1986.

[2] Art. 19 bis DPR n. 633/1972.

[3] CTP Caltanissetta, sent. n. 1034/02/17 del 2.10.2017.

[4] Cass. sent. n. 24930/2011.

[5] DPR n. 444/1997.


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