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Detrazioni coniuge a carico

10 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 ottobre 2017



Quando si ha il coniuge “a carico” e quale detrazione fiscale spetta.

La presenza di un familiare fiscalmente “a carico” consente al contribuente di beneficiare della detrazione Irpef per carichi di famiglia. Vediamo in cosa consiste questo beneficio fiscale qualora il familiare a carico sia il coniuge.

Quando il coniuge è “a carico”

Sono familiari a carico i membri della famiglia che nel periodo di imposta di riferimento (nel 2016 per la dichiarazione dei redditi da presentare nel 2017) hanno conseguito un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

Il superamento di tale soglia comporta l’esclusione della possibilità di considerare il familiare fiscalmente a carico.

Nel calcolo della soglia di reddito complessivo di 2.840,51 euro rientrano:

  • il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni;
  • le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, Rappresentanze diplomatiche e consolari, Missioni, Santa Sede, Enti gestiti direttamente da essa ed Enti Centrali della Chiesa Cattolica;
  • la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto lavorativo da soggetti residenti nel territorio dello Stato;
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità;
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime forfetario per gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

Il coniuge può essere considerato fiscalmente a carico anche se non convivente (purché non sia separato legalmente o di fatto).

Detrazione per coniuge a carico

In caso di coniuge a carico, si detraggono dall’Irpef per carichi di famiglia i seguenti importi:

  • 800 euro, diminuiti del prodotto tra 110 euro e l’importo corrispondente al rapporto fra reddito complessivo e 15.000 euro, se il reddito complessivo non supera 15.000 euro;
  • 690 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 40.000 euro;
  • 690 euro, se il reddito complessivo è superiore a 40.000 euro ma non a 80.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 80.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 40.000 euro.

La detrazione è poi aumentata di un importo pari a:

  • 10 euro, se il reddito complessivo è superiore a 29.000 euro ma non a 29.200 euro;
  • 20 euro, se il reddito complessivo è superiore a 29.200 euro ma non a 34.700 euro;
  • 30 euro, se il reddito complessivo è superiore a 34.700 euro ma non a 35.000 euro;
  • 20 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 35.100 euro;
  • 10 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.100 euro ma non a 35.200 euro.

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