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Che fare se dalla visura Crif risultano debiti?


Che fare se dalla visura Crif risultano debiti?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 dicembre 2017



Sono amministratore di una srl. Da una visura Crif e Centrale rischi risulta che ho debiti ad incaglio. Cosa fare? Devo sottoscrivere un mutuo e la banca non vuole che compaiano a mio carico dette pendenze.

La normativa vigente prevede che dalla banca dati Crif (a cui il lettore accenna nel quesito) si abbia diritto ad ottenere la cancellazione dei dati negativi (ritardi nei pagamenti o morosità) decorsi i tempi di seguito indicati:

  1. ritardi relativi a 1 o 2 rate (o mensilità): dopo 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione (per regolarizzazione si intende l’intervenuto pagamento o l’accordo a saldo e stralcio o comunque la transazione intervenuta con il creditore), a condizione che nei 12 mesi i pagamenti siano sempre puntuali;
  2. ritardi relativi a 3 o più rate (o mensilità): dopo 24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione (per regolarizzazione si intende l’intervenuto pagamento o l’accordo a saldo e stralcio o comunque la transazione intervenuta con il creditore), a condizione che nei 24 mesi i pagamenti siano sempre puntuali;
  3. finanziamenti non rimborsati (o con gravi morosità): dopo 36 mesi dalla data di estinzione prevista o dalla data in cui l’istituto di credito ha fornito l’ultimo aggiornamento.

La cancellazione, ove non disposta automaticamente dalla stessa Crif, può essere richiesta presentando istanza (scaricabile dallo stesso sito crif.it) ove, naturalmente, siano decorsi i tempi sopra indicati. Quanto al fatto che la banca subordini la concessione di nuovo credito alla cancellazione dei dati negativi, tale decisione rientra nella politica dell’istituto di credito. Può darsi che, indipendentemente dalla cancellazione dei dati dalla banca dati Crif (per la quale occorre comunque il decorso dei tempi suddetti), la banca cambi idea ove il lettore dimostri di aver comunque chiuso le due pendenze (magari esibendo l’auspicata transazione – o comunque un accordo a saldo e stralcio – contenete liberatoria del creditore per capitale ed interessi). Ma tale decisione rientra nella discrezionalità dell’istituto di credito a cui il lettore richiede credito. Per quanto attiene alla centrale rischi della Banca d’Italia, si consideri che:

  • la cancellazione dei dati in essa inseriti può essere disposta solo su richiesta degli intermediari finanziari che segnalarono le sofferenze;
  • ove le posizioni a sofferenza fossero state sanate (per pagamento o transazione con definizione a saldo e stralcio) è previsto che entro giorni dalla regolarizzazione dei pagamenti, le segnalazioni relative ai ritardi di pagamento da parte delle persone fisiche o giuridiche già inserite nelle banche dati devono essere integrate dalla comunicazione dell’avvenuto pagamento;
  • nel caso di posizioni a sofferenza relative a rapporti per i quali possa ipotizzarsi l’intervenuta prescrizione decennale del credito vantato dalla banca o dal diverso intermediario finanziario (ove per oltre dieci anni non vi sia stata alcuna iniziativa e/o richiesta per ottenere dalla srl amministrata il pagamento dei crediti vantati dalle banche o da altri intermediari finanziari), vi sono istruzioni della Banca d’Italia che prevedono che l’intermediario (banca o società finanziaria) inoltri richiesta di cancellazione dei dati iscritti nella centrale rischi.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

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