Diritto e Fisco | Articoli

Polizza tutela legale: come funziona?

4 novembre 2017


Polizza tutela legale: come funziona?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 novembre 2017



Dopo un sinistro di cui sono rimasto vittima, ho invitato l’assicurazione a stipulare la convenzione di negoziazione assistita senza esito. Come posso procedere giudizialmente avvalendomi della polizza tutela legale?

In generale la legge prevede che a seguito di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite possono verificarsi due eventi:

1) in caso di esito positivo della conciliazione e, dunque, concordanza sui risultati espletati dal ctu, il relativo verbale riceve efficacia esecutiva con decreto del giudice, con la possibilità di intraprendere tutte le forme di esecuzione;

2) in caso di fallimento della conciliazione, ognuna delle parti può chiedere di acquisire la relazione nel successivo giudizio di merito.

Da quanto il lettore scrive, il ctu e i ctp hanno trovato un accordo sul suo danno ed è stata depositata la consulenza in tribunale. Dovremmo dunque trovarci nella prima ipotesi, essendo così possibile esperire l’esecuzione di quanto rilevato dal ctu. Tuttavia, dalle risultanze del ctu non si ottiene una somma di denaro e non potrà, pertanto, procedersi immediatamente a mezzo di precetto. Si dovrebbe, in tal caso, agire previamente tramite ricorso per decreto ingiuntivo, stante la ritenuta liquidità esigibilità e certezza del credito vantato, producendo in seno al procedimento di ingiunzione la ctu depositata in tribunale e richiamando le tabelle di Milano per la liquidazione del danno biologico. I suddetti passaggi consentirebbero di ottenere così, in sede giudiziale, le risultanze richieste dal lettore tramite il suo legale all’assicurazione e rimaste tuttavia prive di riscontro. Nel caso del lettore non si tratta risarcimento diretto, poiché la norma si applica anche al danno alla persona subito dal conducente non responsabile se risultano lesioni di lieve entità, entro il 9% di lesione permanente. Se risulta che la parte soccombente ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave, il giudice, su istanza dell’altra parte, la condanna, oltre che alle spese, al risarcimento dei danni, che liquida, anche di ufficio, nella sentenza. Si segnala che, pur essendovi state delle pronunce di condanna a carico di società assicuratrici in casi similari, occorre pur sempre un’analisi caso per caso, stante la necessità – spesso ardua – di dimostrare la mala fede o la colpa grave ai fini della condanna, prova che raramente viene ritenuta idonea dal giudice soltanto alla luce di documentazione comprovante il possesso dei requisiti della liquidazione. Certamente, ove la società di assicurazione citata in giudizio dovesse resistere strumentalmente pur in presenza di una ctu e divenuta esecutiva con decreto del tribunale, andrebbe sicuramente fatto quantomeno un tentativo chiedendo la condanna per lite temeraria. Il consiglio pratico che le diamo è dunque di promuovere la fase esecutiva, stante la valenza della ctu depositata in tribunale e oggetto di apposito decreto.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Alessandro Dini

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI